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Il nuovo fronte della guerra ibrida di Mosca in Ucraina sembra passare dalla minore età. Un’inchiesta del quotidiano britannico Financial Times rivela come il Servizio Federale di Sicurezza russo (noto come Fsb) stia portando avanti un’estesa campagna di reclutamento (attiva sin dalla primavera del 2023) di adolescenti ucraini con l’obiettivo di utilizzarli come spie e sabotatori contro infrastrutture e obiettivi militari all’interno del territorio ucraino.

Il reclutamento avviene prevalentemente attraverso app di messaggistica istantanea (Telegram, Discord, WhatsApp), dove gli agenti russi contattano giovani utenti offrendo compensi monetari di varia entità per lo svolgimento di una serie di compiti che vanno dalla raccolta fotografica di installazioni militari al piazzamento di ordigni artigianali, arrivando anche ad atti di sabotaggio nei confronti di infrastrutture e centri di reclutamento.

Per favorire il coinvolgimento dei giovani contattati tali compiti sono spesso presentati sotto forma di “quest”, così da dare una caratterizzazione ludica al tutto. In altri casi invece il reclutamento è diretto e consapevole, con i giovani che accettano il rischio in cambio di una ricompensa immediata. L’intelligence ucraina ha anche documentato casi in cui i ragazzi vengono manipolati da presunti funzionari ucraini, in realtà agenti russi sotto copertura.

Secondo il Servizio di Sicurezza ucraino (SBU), dal 2023 sono stati arrestati oltre 700 individui coinvolti in attività di spionaggio e sabotaggio gestite a distanza dai servizi russi, di cui circa il 25% erano minorenni. L’SBU segnala anche un’evoluzione nella sofisticazione e nella portata delle operazioni, inizialmente limitate a incendi isolati, per poi passare nel tempo a tentativi di attacco coordinato contro obiettivi militari e civili, che talvolta hanno portato alla morte delle persone coinvolte. I giovani presi di mira sono spesso soggetti a condizioni socioeconomiche critiche: orfani, sfollati, disoccupati o semplicemente in cerca di mezzi per acquistare beni di consumo.

In risposta, le autorità ucraine hanno lanciato una campagna nazionale di sensibilizzazione basata su sms di allerta, poster stradali, video informativi, e workshop nelle scuole, informando i giovani sui rischi reali di queste “offerte” e sulle tattiche di persuasione impiegate dall’Fsb. Ma nonostante queste misure gli arresti continuano, segnalando che la campagna di reclutamento condotta dgli agenti russi è tutt’altro che neutralizzata.

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