Dall’India a Cuba, la guerra in Iran sta già ridisegnando gli equilibri energetici globali. Anche l’Italia si ritrova esposta, con una dipendenza dall’estero che decenni di immobilismo bipartisan hanno consolidato. L’opinione di Pierfrancesco Malu
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Guerra cognitiva e tenuta democratica. Gatti spiega perché la profilazione è un rischio sistemico
In questa conversazione con Formiche.net Andrea Gatti, consigliere giuridico della vicepresidente del Garante privacy e docente di diritto pubblico comparato all’Università di Padova, racconta come la profilazione e il micro-targeting modellano percezioni e informazioni politiche, mettendo a rischio lo spazio pubblico e la democrazia
Iran, così Vance e la Cina hanno fermato Trump
Il cessate il fuoco con l’Iran appare meno come il risultato di una strategia coerente e più come l’esito contingente di un equilibrio precario tra pressioni divergenti. Più che fermare una guerra, il vicepresidente Vance e Pechino – con l’aiuto diplomatico del Pakistan – hanno contribuito a evitare che una crisi già fuori controllo superasse un punto di non ritorno. Resta da vedere se questo equilibrio potrà essere mantenuto, o se si tratta solo di una pausa prima di una nuova escalation
Catl pigliatutto. Ora la Cina sposta la guerra delle batterie sul mare
Dopo aver quasi monopolizzato il mercato degli accumulatori per la mobilità elettrica, adesso il produttore cinese che ha già un piede in Europa ha deciso di azzannare il trasporto marittimo d’alto mare. Una nuova sfida per l’Occidente
Il Gru russo sfrutta router vulnerabili per sottrarre informazioni sensibili. L'allarme delle intelligence occidentali
Le intelligence occidentali lanciano l’allarme su una nuova campagna globale attribuita ad Apt28, il gruppo hacker legato al servizio segreto militare russo. Migliaia di router vulnerabili trasformati in piattaforme di accesso clandestino per operazioni di spionaggio contro apparati governativi, reti militari e infrastrutture critiche. Berlino conferma compromissioni anche in Germania
Spese militari, investire senza innovare non basta. Scrive Serino
La fotografia della spesa militare nel 2026 mostra un’Europa ancora sbilanciata sugli acquisti e in ritardo sulla ricerca, con un gap crescente rispetto agli Stati Uniti. L’Italia incarna questa tendenza, destinando risorse limitate all’innovazione tecnologica. Più che un semplice squilibrio, emerge una dipendenza strutturale che riduce i margini di autonomia strategica europea. In questo contesto, il rafforzamento della difesa passa non solo da maggiori risorse, ma da una diversa qualità della spesa e da una capacità condivisa di orientarla. La riflessione del generale Pietro Serino
Sicurezza, controllo del territorio, frammentazione della governance. La lezione di Gabrielli
“Sicurezza? Se ne parla molto, ma non sempre nel merito”, racconta Franco Gabrielli, già capo della polizia e già sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, attualmente professor of Practice di Public Management presso l’Università Bocconi. “Si tratta di una questione troppo spesso oggetto di strumentalizzazioni e futili polemiche. In primis, è necessario bandire la locuzione ‘percezione’ perché è un modo irridente di affrontare una tematica che tocca la carne viva dei cittadini”
Cosa ha detto Crosetto alla Camera sulle basi americane in Italia. I dettagli
Il ministro Crosetto ha riferito al Parlamento circa il caso Sigonella e il tema dell’utilizzo delle basi militari sul suolo nazionale da parte delle Forze armate statunitensi. Il titolare di Palazzo Baracchini ha richiamato ai governi precedenti, affermando che quanto avvenuto le scorse settimane non è in rottura con il passato ma in continuità con gli impegni assunti in sede internazionale
Ecco come la Cina è diventata un salvagente economico per l'Iran
Nonostante anni di sanzioni occidentali, l’Iran continua a esportare petrolio e ad alimentare la propria macchina militare. Uno dei motivi principali è Pechino, che compra greggio scontato, protegge nei fatti un partner strategico e rende più difficile per Washington colpire davvero il cuore economico della Repubblica islamica
Ala affida a Giacinto Carullo la nuova fase di crescita del gruppo
La nomina di Giacinto Carullo ad amministratore delegato segna per Ala l’avvio di una fase nuova, legata alla crescita del gruppo e al rafforzamento della governance dopo l’ingresso di H.I.G. Capital. Più che un semplice cambio al vertice, la scelta punta a sostenere l’espansione con una guida forte sul piano industriale, capace di tenere insieme filiera, processi e qualità dell’esecuzione nei mercati dell’aerospace & defense
















