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Continua a suscitare interrogativi e interpretazioni la visita a Mosca di John Ratcliffe, il direttore della Cia la più grande e potente delle agenzie di intelligence degli Stati Uniti. Secondo il sito statunitense d’informazioni Axios, che vanta autorevoli fonti nell’amministrazione Trump e nell’intelligence community di Washington, nei colloqui avuti a Mosca Ratcliffe avrebbe proposto un incontro trilaterale tra i presidenti Donald Trump, Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky.

Axios specifica che oltre all’intento di avviare una trattativa diretta al massimo livello fra Russia e Ucraina, il direttore della Cia aveva anche l’obiettivo di capire se i vertici dei servizi segreti del Cremlino sarebbero in grado di convincere Putin a riprendere i negoziati con l’Ucraina, mediati dagli Stati Uniti. Zelensky è stato informato preventivamente della riproposizione del vertice trilaterale, già avanzata da Trump. Il presidente ucraino si era mostrato già allora favorevole, ma Putin aveva nettamente respinto la proposta.
A Mosca John Ratcliffe ha incontrato in particolare Sergej Naryškin dal 2016 direttore dell’Svr, il servizio di controspionaggio russo, compagno di corso di Putin all’accademia del Kgb durante il regime sovietico e da allora amico personale del presidente russo.

In un momento particolarmente critico del conflitto, con l’armata russa che da quattro anni e mezzo perde centinaia di migliaia di soldati senza riuscire a sfondare le linee ucraine e con i doni di Kyiv che bombardano ogni giorno le raffinerie di petrolio e le basi militari in profondità nel territorio russo, parlare al più ascoltato capo dell’intelligence del Cremlino più vicino a Putin, parlare all’amico scettico sull’avvio della guerra all’Ucraina di un vertice trilaterale per la pace – secondo l’interpretazione che viene avanzata dagli esperti e dagli analisti – lascerebbe pensare ad una proposta subliminale di fare “qualcosa” per uscire da una situazione che sta sfuggendo di mano. Un “qualcosa” in grado di convincere Putin a negoziare.

Il direttore della Central Intelligence Agency mantiene da tempo canali di comunicazione con i suoi omologhi russi. L’intelligence americana ha inoltre avuto un ruolo nei negoziati per gli scambi di detenuti tra Stati Uniti e Russia e nell’aprile 2025 Ratcliffe partecipò direttamente alle trattative che portarono alla liberazione di Ksenia Karelina, cittadina con doppia nazionalità statunitense e russa. La Cia fu coinvolta anche nello scambio del 2024 che consentì il ritorno negli Stati Uniti del giornalista del Wall Street Journal Evan Gershkovich e dell’ex marine Paul Whelan.

La visita a Mosca del capo del più operativo dei servizi di sicurezza degli Stati Uniti non riguardava però uno scambio di prigionieri, ma l’alternativa fra guerra e pace.

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