Skip to main content

Il libro di Emidio Diodato “Che cos’è la geopolitica” presenta lo sviluppo della disciplina della geopolitica attraverso la cornice storico-politica. Pubblicata originariamente nel 2011, la nuova edizione si inserisce in un contesto globale profondamente mutato in cui la geopolitica è tornata al centro dell’interpretazione delle relazioni internazionali e del dibattito pubblico. La riedizione non si limita ad adattare l’edizione precedente all’attualità ma interroga gli strumenti concettuali della disciplina alla luce di un sistema globale attraversato da conflitti, rivalità strategiche e profonde trasformazioni.

Il volume ripercorre l’evoluzione del pensiero geopolitico, analizzandone le origini, i principali sviluppi storici e le trasformazioni intervenute nel rapporto tra spazio, potere e politica internazionale. Dopo aver delineato le basi teoriche della disciplina e gli strumenti attraverso cui le rappresentazioni geopolitiche influenzano la definizione della politica estera, l’autore ricostruisce le traiettorie degli Stati Uniti e dell’Europa, soffermandosi rispettivamente sull’affermazione della potenza marittima statunitense, sulla progressiva costruzione dell’ordine transatlantico e sulle diverse forme assunte dal pensiero geopolitico nelle due sponde dell’Atlantico.

L’analisi si inoltra nella trasformazione dell’ordine internazionale successiva alla Guerra fredda e all’avvento della globalizzazione, caratterizzata dall’emergere di nuovi attori e da una crescente frammentazione dello spazio geopolitico. In questo contesto, l’affermazione della Cina, la ridefinizione dei rapporti transatlantici e il conflitto russo-ucraino costituiscono alcuni dei principali elementi attraverso cui il volume giunge a interrogarsi sulle prospettive e sulla necessità di una nuova agenda geopolitica europea.

Complessivamente, Diodato riesce a restituire in maniera efficace e chiara la complessità della geopolitica, tanto come disciplina delle scienze sociali quanto come pratica politica. Il volume offre così una chiave di lettura utile per comprendere le ragioni e le trasformazioni di una disciplina tornata, negli ultimi anni, al centro del dibattito pubblico italiano. Proprio questo rinnovato interesse solleva, tuttavia, una riflessione sul modo in cui la geopolitica venga rappresentata nei media italiani. Il crescente ricorso a esperti (o, talvolta, a presunti tali) ha indubbiamente contribuito a rendere la materia più accessibile a un pubblico ampio e generalista. Tuttavia, i format comunicativi adottati e le dinamiche proprie del dibattito pubblico finiscono spesso per favorire la semplificazione di fenomeni intrinsecamente complessi. Il rischio è che la geopolitica finisca per ridursi a una contrapposizione tra “curve”, dove l’appartenenza a una posizione sembra prevalere sulla capacità di analizzare criticamente una realtà internazionale sempre più complessa e pericolosa.

In questo senso, la riedizione appare particolarmente significativa poiché offre al pubblico una dimensione analitica capace di superare le semplificazioni del dibattito pubblico, pur mantenendo una prospettiva prevalentemente euroatlantica. La ricostruzione delle categorie, delle rappresentazioni e dei processi attraverso cui si definiscono gli equilibri internazionali costituisce una sintesi necessaria, capace di fornire una solida base a chiunque voglia avvicinarsi e approfondire lo studio della disciplina. “Che cos’è la geopolitica” di Diodato offre le basi ai lettori per domande più consapevoli sul rapporto tra l’uomo, lo spazio e il potere. In una fase complessa come quella attuale, recuperare questi strumenti significa anche restituire alla geopolitica la sua lente critica.

Ecco come la geopolitica è tornata al centro del dibattito pubblico

Di Lorenzo Avesani

La riedizione del volume “Che cos’è la geopolitica” di Emidio Diodato,  Carocci Editore, appare particolarmente significativa poiché offre al pubblico una dimensione analitica capace di superare le semplificazioni del dibattito pubblico, pur mantenendo una prospettiva prevalentemente euroatlantica. La recensione di Lorenzo Avesani, Geopolitica.info

russia

Dall'Ucraina al Baltico, quanto può ancora spingersi Mosca. La lettura di Alli

“Putin cerca l’incidente, ma deve stare attento alla risposta di Polonia, Finlandia e Svezia”. Paolo Alli, già presidente dell’Assemblea parlamentare della Nato, analizza le tensioni sul fianco orientale, le minacce su Kaliningrad e il rischio di nuovi fronti

Energia e geopolitica, vi spiego i frutti della proiezione italiana nel Golfo. Parla Checchia

La premier ha rivolto un appello e c’è chi ha risposto, ma non era scontato che fosse così. Ciò che è successo lo si deve ai rapporti internazionali creati in questi 4 anni e al fatto che l’Italia ha recuperato un certo prestigio internazionale. Per cui la politica complessiva di contenimento dei prezzi è il frutto di un lavoro che è iniziato nel 2022 e che riflette il nostro accresciuto peso nella regione. Conversazione con l’esperto ambasciatore

Con il nuovo accordo con la Repubblica Democratica del Congo Med-Or consolida il rapporto con l'Africa

La rete africana di Med-Or Italian Foundation si allarga alla Repubblica Democratica del Congo, uno dei Paesi che meglio sintetizzano le opportunità, ma anche le complessità, della nuova proiezione italiana verso il continente

In vita di Umberto Pizzi, arrivato vivo alla morte

“Immagino sempre di essere giovane e di avere un grande futuro”. Così diceva Umberto Pizzi, il 22 febbraio 2023. Un ricordo dalla redazione di Formiche.net, tra foto e parole

Nvidia studia una polizza per sostenere il boom dell'AI

In un momento di panico generale, l’azienda di Jensen Huang cerca di rassicurare gli investitori per non frenare il progresso. Si pensa a una copertura per le aziende di cloud computing che non riescono a onorare i loro impegni di acquisto, così come un consorzio tra compagnie assicurative, hedge fund e gestori patrimoniali

Ecco come (e perché) le imprese giapponesi mollano il Dragone

Negli ultimi quindici anni quasi un terzo delle imprese nipponiche presenti in Cina ha deciso di disimpegnarsi e puntare su altre economie. Colpa delle crescenti tensioni tra Tokyo e Pechino, ma anche di leggi e regole povere di buon senso. Senza dimenticare il grande freddo sulle terre rare

Made in Europe, verso quale modello industriale per la difesa europea? Scrive Braghini

Di Fabrizio Braghini

La difesa europea accelera sui nuovi progetti comuni, ma il confronto sul Made in Europe resta aperto. A dividere i Paesi è soprattutto il grado di apertura verso partner come Regno Unito, Norvegia, Canada e Ucraina. Italia e Germania sostengono una linea più flessibile, mentre Parigi insiste su un’autonomia strategica fondata su criteri più restrittivi. L’analisi di Fabrizio Braghini

Cosa ci lascia Umberto Pizzi, fotografo naturale e assoluto. Il ricordo di Magnaschi

Pizzi lascia, a chi vuole imparare il suo mestiere, delle foto memorabili, testimonianze vissute di un’epoca, documenti storici di una lunga stagione politica e sociale. Il ricordo di Pierluigi Magnaschi, direttore di Italia Oggi

Vi spiego il progetto imperiale dietro la guerra di Putin

Di Martin Schulze Wessel

La guerra in Ucraina affonda le sue radici nelle tradizioni imperiali russe, ma per Mosca la posta in gioco va oltre i territori occupati. Espansione, egemonia e ideologia sono le tre chiavi con cui Martin Schulze Wessel, storico dell’Europa orientale e sudorientale, legge le scelte del Cremlino e i rischi per l’Europa in occasione dell’evento “Una storia infinita? Le mire espansioniste russe da una prospettiva storica”

×

Iscriviti alla newsletter