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Le esercitazioni militari sono sempre state un importante termometro anche dal punto di vista politico. Per questo quanto avvenuto negli scorsi giorni sulla sponda asiatica dell’Egeo merita una certa attenzione. Nei pressi di Smirne si è infatti tenuta l’esercitazione Eefese-2026, una delle più grandi manovre con fuoco vivo organizzate dalle forze armate turche e condotta sotto il comando dell’Esercito dell’Egeo, articolandosi prima in una fase di comando assistita da sistemi digitali ad aprile e in una successiva fase operativa con esercitazioni terrestri, anfibie e navali. L’attività ha coinvolto oltre 10.000 militari stranieri provenienti da circa cinquanta Paesi, ma tra questi ci sono dei contingenti che meritano particolare attenzione.

Il primo è quello libico, un contingente di 502 militari proveniente sia dalle forze dell’est sia da quelle dell’ovest del Paese, ha operato insieme sotto un’unica bandiera. È la prima missione internazionale congiunta delle due componenti rivali dalla frammentazione seguita alla caduta di Gheddafi. Le forze libiche hanno ricevuto addestramento in operazioni anfibie, tecniche da forze speciali, immersione operativa, contrasto a mine e ordigni improvvisati e missioni di combat search and rescue, con la marina ha partecipato con il pattugliatore Shafak della classe Combattante II G. Altrettanto significativo è stato il debutto siriano, con circa cinquanta militari del nuovo esercito ricostituito di Damasco che hanno preso parte alle attività, segnando la prima esercitazione fuori dal territorio nazionale nella storia recente della Siria post-guerra civile.

La partecipazione congiunta di Libia e Siria va ben oltre il dato militare. Per Ankara, riunire sotto la stessa cornice operativa attori fragili e storicamente frammentati traduce in pratica la propria strategia “One Libya, One Army” e sancisce il progressivo riavvicinamento con Damasco nell’epoca post-Assad. Efes-2026 conferma come la Turchia stia trasformando il proprio apparato di difesa in uno strumento di influenza geopolitica, puntando a consolidarsi come hub di sicurezza alternativo per gli attori di Medio Oriente e Nord Africa in una fase di crescente fluidità degli equilibri regionali.

La prima volta della (nuova) Siria e della Libia (unita) alle esercitazioni turche

Le esercitazioni Efes-2026 hanno visto la partecipazione congiunta di contingenti libici orientali e occidentali e il debutto internazionale della nuova Siria post-guerra civile. Un segnale politico che rafforza il ruolo della Turchia come hub di sicurezza regionale

Una Enciclica contro la presunzione umana. Menia legge Magnifica Humanitas

“L’intelligenza per me è propria dell’uomo, la nuova invenzione, come tutte le meraviglie della tecnica, è un qualcosa che ci stupisce per le capacità umane stesse. D’altra parte, nel momento in cui può addirittura sostituire l’uomo e la morale, lì diventa drammaticamente pericolosa. Scorgo anche il rischio di annichilimento dell’uomo. C’è un uomo che accetta di sostituire la sua intelligenza con quella di una macchina che lo priva della capacità di essere uomo”. Conversazione con il senatore di Fratelli d’Italia

Così Schlein guarda all'enciclica di papa Leone XIV (e al futuro del Pd)

L’enciclica di papa Leone sull’Intelligenza artificiale apre un fronte politico oltre che etico. Il Partito democratico ne raccoglie il messaggio, leggendo nelle parole del pontefice un richiamo alla regolazione delle tecnologie e alla tutela dei diritti

Accordi di Abramo, la nuova scommessa americana sul Medio Oriente

Trump prova a trasformare la fragile tregua con l’Iran in un ridisegno strategico del Medio Oriente, rilanciando gli Accordi di Abramo e puntando soprattutto su una normalizzazione tra Arabia Saudita e Israele. Ma tra dossier nucleare, guerra a Gaza, elezioni israeliane e resistenze arabe, la regione resta molto più instabile della visione americana

Odessa, la flotta ombra e i missili balistici. Pili (Jmu) fa il punto sul Mar Nero

Di Giangiuseppe Pili

Dal corridoio del grano alla guerra alla shadow fleet, il Mar Nero è senza dubbio il teatro in cui si decide la tenuta economica della Russia. L’attacco a Odessa e l’Oreshnik sono la risposta di un Cremlino sempre più a corto di opzioni. L’analisi di Giangiuseppe Pili, assistant Professor presso la James Madison University, Senior Associate Fellow del Nato Defence College e Associate Fellow del Royal United Services Institute (Rusi)

Ecco la risposta al grande scivolamento verso la cultura della guerra. La versione di Becchetti

Lo scivolamento verso la cultura della guerra consiste nel fatto che il conflitto non appare più come extrema ratio, ma come possibilità normale, razionale e praticabile. Che tecnologia, IA e piattaforme digitali possono rendere persino più rapido, impersonale e apparentemente controllabile. Così l’avversario viene disumanizzato, ridotto a dato, bersaglio o nemico da eliminare. Il commento di Leonardo Becchetti

Distinguere per non confondere uomo e macchina. La sfida dell’AI secondo don Luca Peyron

Don Luca Peyron, docente di Teologia presso l’Università Cattolica di Milano, legge l’enciclica come un invito a custodire la differenza umana in un tempo che rischia di ridurla a funzione. “Il rischio è pensare che l’uomo sia una macchina”. Tra tecnologia, potere e senso, la domanda centrale resta una: chi siamo, nell’epoca degli algoritmi? Perché la vera sfida non è cosa può fare l’AI, ma che idea di uomo vogliamo difendere

Vi spiego la rivoluzione di Leone XIV, il papa che anticipa i tempi. Parla Zamagni

Per Stefano Zamagni, presidente emerito della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, la prima enciclica di Leone XIV segna una svolta perché, per la prima volta, prova ad anticipare le conseguenze delle nuove tecnologie prima che diventino irreversibili. Un testo che richiama il mondo al bivio fra la Torre di Babele e la ricostruzione di Gerusalemme: da una parte il delirio di onnipotenza, dall’altra la responsabilità collettiva

Babele, Neemia e l'Europa. L'enciclica di Leone XIV come economia politica

Centotrentacinque anni dopo la Rerum novarum di Leone XIII, un’enciclica sociale torna a nominare l’asse strutturale del potere economico contro cui la Chiesa decide di prendere posizione. Il documento del 1891 parlava di un proletariato senza capitale dentro fabbriche industriali. Quello del 2026 parla di un capitale che si regge su un proletariato invisibile dentro piattaforme algoritmiche. L’analisi di Rosario Cerra, fondatore e presidente del Centro Economia Digitale

Perché il Giappone è diventato il punto più sensibile del nuovo confronto Usa-Cina

L’attacco verbale di Xi durante il summit potrebbe essere controproducente. La leadership cinese sembra sottovalutare come le proprie azioni stiano trasformando il Giappone in una potenza di sicurezza più assertiva. Tokyo si percepisce sempre meno come attore vincolato dal dopoguerra e sempre più come pilastro strategico dell’Indo-Pacifico, consolidando un nuovo equilibrio asiatico

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