Skip to main content

La Commissione europea ha diffuso recentemente un ennesimo Regolamento, il cosiddetto Affordable Housing Act, per affrontare il problema del caro casa, definendo alcuni criteri in base ai quali è possibile attribuire a una certa area territoriale la condizione di stress abitativo, per cui anche un sindaco sarebbe legittimato ad adottare misure restrittive su locazioni e compravendite, che non abbiano come oggetto la prima casa. In sostanza, il regolamento darebbe copertura giuridica ad una serie di normative locali volte a limitare gli affitti brevi ed, eventualmente, lo stesso mercato delle seconde case.

Il regolamento Ue prevede che un’area sia considerata sotto stress abitativo se vengono rispettati tre paletti: un rapporto di almeno otto tra prezzi di compravendita e redditi; una crescita di questo rapporto negli ultimi dieci anni; la prospettiva che nei successivi tre anni questo rapporto non scenda. In particolare il regolamento fissa il rapporto di otto tra redditi e prezzi medi di compravendita come elemento determinante per verificare se un’area è sottoposta a stress abitativo eccessivo e, quindi, dovrà provvedere alle limitazioni. Otto anni di guadagni devono essere sufficienti a comprare un immobile.

Gli altri parametri da verificare sono: la crescita del rapporto tra redditi e prezzi medi nell’arco dei dieci ultimi anni e la possibilità che questa tendenza negativa si interrompa nei tre anni successivi. Un rapporto pari a dieci è, però, sufficiente da solo a far scattare le limitazioni dei Comuni agli affitti brevi. Inoltre nelle aree sotto stress abitativo sarà possibile restringere l’accesso alle locazioni turistiche, come in Italia già succede a Firenze o a Bologna o a Napoli. Non a caso gestiti tutti da Amministrazioni di sinistra. Ancora più grave è che, i Comuni potranno anche limitare l’utilizzo o la vendita degli immobili, in pratica violando la libertà ed il diritto naturale alla proprietà.

E lo ha ammesso lo stesso commissario all’Edilizia Dan Jorgensen dicendo: “Se ci sono città che non vogliono agire è una loro responsabilità. Se dovessi fare un commento politico, direi: se non affronti il problema, allora gli elettori ti volteranno le spalle nelle prossime elezioni”… “Se non ci sono abbastanza case è giusto che ce ne siano troppe vuote?” Contro questa impostazione statalistica e giacobina si è mobilitato tutto il centrodestra con il Ministro degli Esteri e Segretario di FI, Antonio Tajani, che ha ribadito che “la casa è sacra e la proprietà privata va difesa. Forza Italia respinge l’ideologia dei divieti che arriva dall’Europa”… nuovi vincoli sugli affitti brevi e più restrizioni sui proprietari non risolvono l’emergenza abitativa, al contrario rischiano di ridurre ancora l’offerta”…noi abbiamo scelto la strada indicata da Berlusconi, la strada liberale: costruire, recuperare e mettere più abitazioni sul mercato”… “La proprietà privata non è un furto. Ed un diritto da difendere”.

“La Commissione sbaglia a procedere con la presentazione dell’Affordable Housing Act”, spiegano Carlo Fidanza, capodelegazione di Fdi al Parlamento europeo. Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento e Denis Nesci, eurodeputato di Fdi-Ecr, “con l’attuale impostazione si comprime il diritto di proprietà, si invadono le competenze che spettano agli Stati membri, si mettono i territori uno contro l’altro. Infatti, il Regolamento misura la tensione abitativa in maniera univoca senza peraltro tenere in considerazione i redditi familiari, così che interi territori italiani risulteranno in emergenza, mentre altri no. Inoltre, la Commissione potrà cambiare le soglie con un atto delegato, senza che il parlamento europeo possa emandarle. Il rischio è ridurre ulteriormente l’offerta di immobili. Chiediamo quindi alla vicepresidente Ribera e al commissario Jorgensen di cambiare approccio e di aprire un confronto vero con il Parlamento”… “Nel momento in cui non ha tenuto presente quanto indicato nel Rapporto Casa dei deputati europei. Al contrario, il testo si concentra su affitti brevi e seconde case, prospettando anche restrizioni al diritto di proprietà privata. Si tratta di misure che rischiano solo di peggiorare le cose”. Sottolinea Forza Italia e Marco Falcone.

La Lega ha pubblicato una nota nella quale dice che il testo “sarebbe qualcosa di molto lontano da quanto indicato nel documento strategico presentato a dicembre. La posizione della Lega è chiara: non verrà mai adottato un provvedimento che violi o limiti il sacro diritto alla proprietà privata”. E poi molto puntualmente ed opportunamente, proprio in questi giorni, si è aggiunto anche il Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, che, difendendo: “il ceto medio d’Europa”, ha criticato il provvedimento perché colpisce “la piccola proprietà immobiliare, in particolare quella degli italiani”, e “non sembra portare alcun beneficio evidente al turismo e ai turisti, e nemmeno ai residenti”, per questo “condivido lo sconcerto nel constatare che l’Unione europea non abbia fatto tesoro della fallimentare esperienza di Barcellona”, che ha introdotto forti limitazioni agli affitti turistici.

Naturalmente la sinistra nostrana, che da sempre ha sposato le “follie” di Bruxelles, ha accolto con soddisfazione questa ennesima “botta” ai proprietari di case italiani, avendo del tutto dimenticato la difesa dei diritti sociali e delle fasce più deboli della società. Infatti, come ha scritto giustamente su Il Sole 24 Ore Letizia Moratti: “Dietro un immobile dato in locazione breve non ci sono necessariamente grandi operatori o fenomeni speculativi. Molto spesso c’è una famiglia che ha investito i propri risparmi e che magari in tempi brevi vuole disporre dell’immobile per un figlio, una casa ereditata, un piccolo proprietario che integra il proprio reddito. E intorno a quel mercato lavorano migliaia di imprese e professionisti”.

Una cosa è certa, non spetta a Bruxelles decidere quante e quali locazioni brevi possono esserci in una città o in un territorio, perché la politica della casa appartiene innanzitutto alla competenza degli Stati membri. Lo ha riconosciuto lo stesso Parlamento europeo, richiamando espressamente il principio di sussidiarietà. La proposta della Commissione è, oltretutto, sbagliata perché estremamente lesiva del diritto di proprietà. Ed il paradosso è che sono gli stessi gnomi della Ue a riconoscerlo, affermando che le restrizioni alle locazioni brevi “non sono sufficienti a rispondere alle cause strutturali della scarsità di immobili nel lungo termine”.

Di altro ci sarebbe bisogno, se il problema è davvero la carenza di offerta: innanzitutto di allentare i vincoli alle nuove costruzioni-ristrutturazioni, affrontando così il problema alla radice. Senza dimenticare che un miglioramento dei tempi della giustizia civile potrebbe spingere tanti proprietari ad ampliare l’offerta sul mercato degli affitti. La ricetta l’abbiamo più volte presentata come Federproprietà ed è quella di affrontare il grave problema delle cosiddette case dormienti, cioè di quegli immobili che perdono valore e rimangono disabitati, generando anche costi per i proprietari, spesso perché lontani dai mercati del lavoro.

Il testo di questo Regolamento ora dovrà passare al Parlamento europeo e poi al Consiglio per poter arrivare all’approvazione finale. In questi vari passaggi bisognerà fare i conti con i nuovi assetti dei vari schieramenti politici ed, in particolare, con tutti i partiti di centro destra e conservatori che, al di là degli aspetti tecnici, considerano sostanzialmente il provvedimento un “diktat ideologico” difficilmente realizzabile e, soprattutto, dannoso, che rischia di produrre nuovi problemi ed ulteriori incertezze.

Limiti agli affitti brevi e divieti di compravendita. Perché l'Europa sbaglia secondo Pedrizzi

Una cosa è certa, non spetta a Bruxelles decidere quante e quali locazioni brevi possono esserci in una città o in un territorio, perché la politica della casa appartiene innanzitutto alla competenza degli Stati membri. Il commento di Riccardo Pedrizzi

Robot umanoidi al fronte. La promessa (difficile) di Fedorov

L’ex ministro della Difesa ucraino ha presentato un progetto per sostituire i soldati con sistemi robotici, umanoidi inclusi, già dai prossimi sei mesi. Restano dubbi sulla fattibilità, ma per l’Italia si apre un’occasione

Nel Columbus Day la conferma dell’asse Roma-Washington

Il rapporto è solido e resta di alto profilo, anche grazie al lavoro che l’ambasciata italiana sta facendo e le parole pronunciate da Donald Trump sul Columbus Day lo dimostrano, una volta di più: “Riveste un significato speciale anche per i nostri straordinari concittadini italoamericani. Come Colombo, essi hanno incarnato un incrollabile amore per la patria e una profonda fede in Dio, e continuano a rafforzare le nostre comunità e a spingere il nostro Paese verso traguardi sempre più ambiziosi”

La Russia non vola più. Più tasse su gli aerei e velivoli in affitto

Dopo aver assistito alle immagini, grottesche per un Paese che ha tanto petrolio nelle proprie viscere, delle file di veicoli ai distributori di carburante, ora il Cremlino per salvare il trasporto aereo alza le tasse sui biglietti. E chiede al Vietnam di prestargli qualche velivolo

Per chi vota la Chiesa? Le destre, il Papa e il futuro dell'Italia

A quasi cent’anni dai Patti Lateranensi, la crisi della partecipazione elettorale e la nuova legge sul premierato potrebbero trasformare l’Italia in una democrazia a bassa rappresentanza. Uno scenario che riguarda anche il Vaticano, legato a doppio filo al destino politico di Roma. Il commento di Francesco Sisci

Sul caso Hanning il vero danno è compromettere la fiducia tra i servizi. Parla Teti

L’arresto dell’ex presidente del Bnd August Hanning apre interrogativi che vanno ben oltre l’inchiesta giudiziaria tedesca. Quasi duemila documenti, informazioni classificate e presunti rapporti con apparati stranieri pongono al centro il problema dell’insider threat ai massimi livelli dell’intelligence. Ne parliamo con Antonio Teti, esperto di intelligence, cybersecurity e intelligenza artificiale

Energia senza frontiere. Ecco cosa si è detto al Festival del Cambiamento 2026

Al Festival del Cambiamento, esperti e istituzioni hanno discusso la sicurezza energetica italiana, evidenziando la necessità di ridurre la dipendenza estera attraverso un mix di rinnovabili e nucleare. La geopolitica, con la crisi dello Stretto di Hormuz, e la costruzione di nuove infrastrutture tra Nord Africa, Italia ed Europa sono state al centro del dibattito. L’innovazione tecnologica, in particolare l’intelligenza artificiale, è vista come un fattore chiave per la transizione energetica e la competitività industriale

Guerra ibrida e zona grigia. Perché la pressione di Mosca sta compattando la Nato

Sabotaggi, droni, cyberattacchi e operazioni difficili da attribuire con immediatezza. Mosca continua a muoversi sotto la soglia del conflitto aperto, ma secondo il ministro degli Esteri lituano Kęstutis Budrys la strategia sta producendo anche un effetto contrario a quello cercato dal Cremlino: una maggiore convergenza tra gli alleati sulla necessità di rispondere alle minacce ibride

Irkutsk mette alla prova l’asse Mosca-Pechino sulla biosicurezza?

Ad agosto Russia e Cina avevano simulato insieme un’epidemia di peste importata. Davanti al caso reale di Irkutsk, però, di quella cooperazione non c’è traccia visibile. E le spiegazioni sono diverse

Priorità e prospettive in Artico. La strategia italiana e il libro bianco del Cnr

La tradizione scientifica italiana è un elemento che consente all’Italia di essere soggetto autorevole e credibile. A breve verrà diffusa anche la strategia Ue sull’Artico, connessa alla questione securitaria legata alle minacce ibride. Molte cose che accadono in Artico hanno poi riflesso in Ue, come le materie prime, lo spazio, le rotte, l’energia. Ma anche la pace, visto che lì operano assieme Russia e Usa, nonostante i venti di guerra in Ucraina e Iran

×

Iscriviti alla newsletter