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In mezzo alle tensioni che sono emerse in questi giorni tra l’Italia e la Casa Bianca, c’è chi mira ad attenuare il tono delle relazioni. Tra questi Micahel Rulli, membro repubblicano del congresso e copresidente di un gruppo bipartisan dell’assemblea legislativa che si occupa della gestione delle relazioni tra Italia e Stati Uniti.

“L’Iran è un tema molto particolare. Le autorità di Teheran sono mostruose, e noi statunitensi siamo in una posizione di forza. Ma vogliamo vedere il prima possibile la fine di questo conflitto” sono el parole pronunciate ai microfoni del Tg1 dal congressman americano, a margine di un evento co-organizzato da Decode39 e dal Wilson Center per celebrare il centosessantacinquesimo anniversario dall’avvio delle relazioni diplomatiche tra Roma e Washington (evento che ha visto la partecipazione di membri di spicco della classe politico-diplomatica tanto statunitense quanto italiano, a partire dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, oltre che di rappresentanti della dimensione industriale).

Proseguendo nel suo intervento, Rulli ha evidenziato come i dragamine della Us Navy stiano già bonificando lo stretto di Hormuz, e che qualsiasi aiuto arrivasse da Roma sarebbe molto apprezzato. Parole che pesano, soprattutto alla luce della nuova ondata di attacchi lanciata dal presidente statunitense Donald Trump sul social Truth contro i suoi alleati europei, definendo “inutile” la Nato e rifiutando ogni aiuto proveniente dai partner occidentali riguardo allo stretto di Hormuz (proprio mentre i Paesi europei stanno organizzando una missione difensiva congiunta), al contempo elogiando Paesi come Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, che hanno assunto un ruolo più attivo nel conflitto.

Un contrasto che, per quanto vivido, non impatterà però sulla salute generale delle relazioni tra Italia e Usa, secondo la visione di Rulli. “L’America è come una grande famiglia, e l’Italia è parte di questa famiglia. E anche se a volte le famiglie discutono al loro interno, poi si ricongiungono sempre”. E il fatto che queste parole siano state pronunciate a latere di un evento dove si è trattato in modo concreto di come far sviluppare ulteriormente la partnership tra il nostro Paese e gli Usa, dal sostegno all’hi-tech all’agricoltura, fino alla collaborazione su università energia, suggerisce che effettivamente non sarà certo un singolo episodio a mettere in crisi un rapporto così solido come quello tra Roma e Washington.

 

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