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Il Regno Unito prova a rientrare nel circuito europeo della difesa da un canale più circoscritto. Dopo il fallimento dei colloqui sull’accesso britannico a Safe, il programma Ue di prestiti per la difesa, Londra punta ora a partecipare al prestito europeo da 90 miliardi di euro per l’Ucraina.

La mossa consente al governo di Keir Starmer di tenere aperto il dialogo con Bruxelles su un terreno politicamente più solido, il sostegno a Kyiv. Resta però lo stesso vincolo emerso su Safe, il rapporto tra contributi finanziari, accesso agli strumenti europei e ritorni industriali.

Il prestito e l’interesse britannico

Il piano europeo dovrebbe coprire una parte rilevante dei bisogni ucraini nei prossimi due anni, inclusa la spesa militare. Per Londra, l’adesione rafforzerebbe il sostegno a Kyiv e potrebbe aprire opportunità per le imprese britanniche della difesa nelle forniture collegate al pacchetto.

Starmer ha definito l’operazione “molto positiva per l’Ucraina, perché darà all’Ucraina capacità di cui ha disperatamente bisogno nel quinto anno di questo conflitto”. Ha aggiunto che sarebbe “molto positiva per il Regno Unito, per via delle capacità che portano posti di lavoro nel Regno Unito” e “molto positiva per le relazioni tra Regno Unito e Ue”.

Il nodo del contributo

La questione finanziaria resta il punto più sensibile della trattativa. I negoziati sulla partecipazione britannica a Safe, il programma Ue da 150 miliardi di euro per la difesa, sono falliti perché Londra e Bruxelles non sono riuscite a colmare la distanza sul contributo richiesto al Regno Unito. Secondo quanto appreso da Euractiv, il governo britannico non voleva versare più di 100 milioni di euro, mentre l’Ue riteneva più adeguata una cifra vicina ai 2 miliardi.

Sul prestito per l’Ucraina, Bruxelles lascia intendere un meccanismo diverso. Il contributo britannico “sarà determinato a posteriori”, ha spiegato il portavoce della Commissione. Il calcolo partirà dal valore effettivo dei contratti assegnati in un determinato anno e sarà definito l’anno successivo, per coprire gli interessi passivi. La Commissione si dice pronta ad avanzare “il più rapidamente possibile”.

Intanto Kyiv dovrebbe ricevere una prima tranche da 6 miliardi di euro entro la fine del trimestre, destinata all’acquisto di droni prodotti in Ucraina, con una deroga legata alla provenienza extra-Ue di molti componenti.

Starmer punta sul prestito Ue all’Ucraina per allargare il dialogo con Bruxelles

Il Regno Unito prova a riaprire un varco nella difesa europea partendo dal sostegno all’Ucraina, dopo il fallimento dei colloqui su Safe. Il prestito Ue da 90 miliardi offre a Londra un terreno politicamente più favorevole per riallacciare il dialogo con Bruxelles, ma lascia aperta la questione che ha già frenato il confronto tra le due parti, cioè il rapporto tra contributi finanziari, accesso agli strumenti europei e possibili ritorni industriali

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