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È arrivato un nuovo virus. Questa volta, a generarlo non è stata la natura ma l’intelligenza artificiale, guidata da un team dell’Università di Stanford. Si tratta della prima volta che l’IA è utilizzata per progettare e creare un virus sintetico mai visto.

I ricercatori hanno scritto su Science di aver utilizzato un modello di IA per progettare virus in grado di infettare e uccidere il batterio E. coli. Lo studio era stato indirizzato (e si spera che continui così) per rivoluzionare il mondo delle ricerche mediche. “La capacità dei modelli di linguaggio genomico di generare interi genomi funzionali non è mai stata testata”, hanno scritto gli autori della scoperta.

Ma, secondo l’agenzia Axios, questo potrebbe essere il primo passo verso uno scenario da incubo: una libera fabbrica di agenti patogeni letali che non possono essere fermati perché creati troppo rapidamente. I sistemi di sorveglianza e controllo potrebbero essere incapaci di bloccarli.

Sebbene questa storica scoperta possa contribuire alla lotta di infezioni batteriche mortali, la tecnologia “potrebbe essere sfruttata per sviluppare forme di vita più complesse e persino per contribuire alla progettazione di armi biologiche”, avverte Axios. L’aspetto più intrigante? La scoperta introduce anche una nuova prospettiva sugli sforzi governativi per regolamentare la ricerca ad alto rischio.

Ad oggi, la biotecnologia è regolamentata da un insieme eterogeneo di leggi e agenzie, e le scoperte spesso superano i tempi di regolamentazione. “Il mese scorso l’amministrazione Trump ha emanato una direttiva per fermare la ricerca ad alto rischio nelle scienze biologiche che vieta la ricerca di ‘mutazioni genetiche” finanziata a livello federale e richiede una maggiore supervisione dei progetti che coinvolgono agenti biologici dannosi”, si legge su Axios. Tuttavia, tale direttiva non affronta specificamente la ricerca basata sull’intelligenza artificiale, che si sta evolvendo molto velocemente.

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