La strategia di Ottawa, le ambizioni globali del Brasile e le partnership tecnologiche con Stati Uniti e Cina. Le medie potenze rivendicano un ruolo nella costruzione degli equilibri internazionali, mentre le istituzioni tradizionali faticano a rappresentarli. Se ne è discusso alla Sioi in occasione della presentazione dell’ultimo numero della rivista Formiche insieme a Riccardo Sessa, Elissa Golberg, Marco Ricceri, Raffaele Nocera ed Emanuele Rossi
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Theory of Victory, cosa c’è davvero di nuovo nella strategia Nato. Parla Gilli
La Nato è pronta, ma resta da capire per quanto tempo e con quale intensità, tra scorte di munizioni, abilitatori americani e coesione politica. Sul no first use, poi, l’ambiguità resta. Intervista ad Andrea Gilli, docente di Studi Strategici presso l’Università di St Andrews
Terre rare ed energia, perché all'Europa serve una vera politica industriale. Report Iai
Non ci può essere vera autonomia strategica senza una propria industria dei minerali critici, unitamente a un’indipendenza degli approvvigionamenti energetici. Il problema è che l’Europa lascia a desiderare su ambedue i fronti. Ecco che cosa dice l’ultimo report dell’Istituto per gli affari internazionali
Etiopia-Eritrea, l’escalation minaccia il Mar Rosso. Cosa c’è in gioco per l’Italia
La nuova avanzata militare etiope nel Tigray alimenta il timore di un confronto più ampio con la vicina Eritrea, con il rischio che le ambizioni di Addis Abeba per l’accesso al Mar Rosso si traducano in una nuova escalation militare in una regione già attraversata da profonde tensioni
Spie, tecnologia e disordine internazionale. Lezioni dalla storia
Due conferenze internazionali, al King’s College di Londra e a Bletchley Park, hanno riunito studiosi ed ex dirigenti dei servizi per discutere la storia e le trasformazioni dell’intelligence. Al centro del confronto, il rapporto tra ricerca storica e pratica operativa, il costo crescente dello spionaggio, l’innovazione tecnologica e la cooperazione internazionale
Vita e pensiero di Meredith Whittaker, la donna più scomoda dell’IA
Laureata in Retorica e Letteratura a Berkeley, è arrivata per caso nel mondo delle tecnologie e adesso è una delle voci più critiche e influenti. Per la rivista Time è una delle persone più potenti. Percepisce, da sempre, i rischi dell’intelligenze artificiali ma non è catastrofista. La sua carriera in Google e quelle pratiche quotidiane che la tengono con i piedi per terra
Dagli attacchi in pochi minuti all'AI. Come cambia la cybersecurity secondo Campora (Leonardo)
Dalla velocità delle minacce informatiche all’intelligenza artificiale, fino allo Zero Trust e alla cooperazione europea. Intervista ad Andrea Campora di Leonardo per capire come sta cambiando la cybersecurity e quali sfide attendono imprese e istituzioni per rafforzare la sicurezza e la competitività europea
Dazi, guerre e tecnologie. Così la geopolitica cambia il modo di fare impresa
La competizione tra potenze, i dazi e le tensioni internazionali incidono sempre più direttamente sulla competitività delle imprese, italiane comprese. Non basta diversificare mercati e fornitori: occorre integrare la lettura geopolitica nelle decisioni su investimenti, tecnologia e filiere. Per le Pmi, la sfida è costruire strumenti proporzionati alle proprie dimensioni, anche attraverso reti e competenze condivise. La vera svolta riguarda il management, chiamato a trasformare le informazioni sul contesto internazionale in scelte strategiche e capacità di adattamento
Spie cinesi su LinkedIn, così Pechino avrebbe preso di mira funzionari australiani
Un’inchiesta di Abc ricostruisce l’attività di alcuni profili LinkedIn riconducibili, secondo la polizia federale australiana, a una rete legata all’intelligence cinese. Tra gli obiettivi funzionari pubblici, personale di polizia e figure attive nei rapporti commerciali con Pechino. Il caso conferma un metodo sul quale i Five Eyes avevano già acceso i riflettori: utilizzare piattaforme professionali e false consulenze per individuare, avvicinare e coltivare potenziali fonti
Risiko industriale su KNDS. Berlino adesso punta sul controllo alla pari con Parigi
Berlino starebbe valutando l’acquisto dell’intera quota privata di KNDS, il gruppo che produce i carri Leopard 2 e Leclerc. L’operazione accantonerebbe la quotazione in Borsa e porterebbe la Germania alla pari con lo Stato francese, rafforzando il controllo pubblico su un asset centrale per il riarmo della Bundeswehr. Sullo sfondo, il tentativo di mettere da parte le crescenti frizioni industriali tra Parigi e Berlino
















