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Fin dall’inizio, san Josemaría si rendeva conto dell’importanza di formare imprenditori – uomini e donne – come professionisti ben preparati e cristiani coerenti, perché da ciò sarebbe derivato un grande bene per il resto della società.

Il fondatore dell’Opus Dei era un “uomo di desideri”, che cercava di fare in modo che i suoi sogni diventassero realtà. Dopo alcuni anni, ritenne che fosse giunto il momento di avviare un’iniziativa di questo tipo nell’ambito imprenditoriale. Il professor Antonio Valero, uno dei pionieri dello IESE, racconta quanto segue: “Nell’estate del 1956 o del 1957 mi chiesero, dalla Commissione Regionale di Spagna dell’Opus Dei, in modo molto informale, se fossi disposto ad accettare l’incarico di pensare a qualcosa di apostolico ed educativo nell’ambito dell’impresa, delle imprese. La richiesta fu proprio così, breve e concisa, e risposi di sì con la stessa brevità”. Nonostante la concisione delle indicazioni ricevute, vi era già l’essenziale: una scuola di direzione aziendale promossa da persone dell’Opus Dei doveva possedere una dimensione educativa, di formazione tecnica e professionale e, indissolubilmente unita a essa, una dimensione apostolica.

In occasione del 50º anniversario dello IESE, Javier Echevarría, allora prelato dell’Opus Dei e gran cancelliere dell’Università di Navarra, affermava che, nel promuovere la creazione dello IESE, san Josemaría intravedeva già lo sviluppo che, con il tempo, avrebbe raggiunto un’istituzione di alto livello professionale, dedicata alla formazione e al perfezionamento di imprenditori e dirigenti, che includesse, al centro della propria missione, un chiaro desiderio di servizio e la volontà di dare al lavoro un orientamento pienamente cristiano e, pertanto, autenticamente umano.

San Josemaría ha sempre considerato essenziale, per la formazione dei cristiani, un’adeguata conoscenza della dottrina sociale della Chiesa. Arrivava persino ad auspicare che nella catechesi iniziale della fede cristiana fossero inclusi i principi fondamentali della morale sociale. Ovviamente, la necessità di una buona formazione in questo ambito è ancora più urgente per coloro che hanno particolari responsabilità sociali, tra i quali gli uomini e le donne d’impresa. Per questo desiderava che l’insegnamento in una scuola di direzione aziendale fosse permeato dalla dottrina sociale.

La dottrina sociale della Chiesa fornisce i principi fondamentali per costruire una società secondo il progetto di Dio per il mondo. Certo, esistono innumerevoli problemi di carattere tecnico che possono essere affrontati in modi molto diversi e nei quali deve regnare la libertà responsabile di ogni cittadino professionalmente preparato. In una lettera pubblicata nel 1966 affermava che “la dottrina cattolica non impone soluzioni concrete, tecniche, ai problemi temporali; ma vi chiede di avere sensibilità di fronte a questi problemi umani e senso di responsabilità per affrontarli e dare loro una soluzione cristiana”.

Nel caso di scuole promosse da persone dell’Opus Dei, accanto alla dottrina sociale appena menzionata, anche la santificazione del lavoro, elemento centrale dello spirito dell’Opus Dei, avrebbe dovuto ispirare tutta la loro attività. La chiamata alla santità è universale e Dio cerca la maggior parte delle persone nel mezzo del proprio lavoro professionale. Per questo san Josemaría si aspettava che nelle scuole di direzione aziendale si lavorasse con eccellenza professionale, rettitudine d’intenzione e spirito di servizio, condizioni indispensabili per santificare il lavoro.

È molto noto un dialogo tra il dottor Eduardo Ortiz de Landázuri, del quale è stato avviato il processo di beatificazione, e san Josemaría Escrivá. Eduardo si era trasferito da Granada a Pamplona per lavorare all’Università di Navarra, che allora muoveva i primi passi. Quando si incontrarono a Pamplona, disse al fondatore dell’Opus Dei: “Bene, Padre, mi ha chiesto di venire a Pamplona per fare un’università, e ormai è fatta…”. San Josemaría gli rispose: “Non ti ho chiesto di fare un’università, ma di farti santo facendo un’università”.

Credo che sia proprio ciò che san Josemaría direbbe oggi a quanti lavorano nelle scuole di direzione aziendale ispirate al suo spirito: farci santi nel lavoro di insegnamento e di ricerca, nella diffusione di una cultura cristiana dell’impresa, cercando l’eccellenza per servire, a partire da lì, tutta l’umanità. La prossima beatificazione di Enrique Shaw è una prova del fatto che è possibile raggiungere la santità anche in questa dimensione fondamentale dell’esistenza umana.

 

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