Skip to main content

Non più balli a reti unificate, viaggi transatlantici e ordini di torture e intimidazioni. Le ore della nuova vita dell’ex leader della dittatura venezuelana, Nicolas Maduro, trascorrono guardando una partita di calcio in tv e leggendo qualche passaggio della Bibbia. Da quando il 3 gennaio è stato arrestato da forze militari americane nella sua stanza da letto a Caracas, il presidente chavista celebra di essere ancora in vita (pensava di morire quella notte) e promette di continuare la lotta contro l’imperialismo.

In un’intervista esclusiva al quotidiano spagnolo El Pais, il figlio di Maduro, Nicolas Ernesto Maduro Guerra, conosciuto come “Nicolasito”, racconta le ore di angoscia del padre, che in un messaggio audio di Whatsapp gli ha detto addio: “Nico, ci bombardano. Che la patria continui la lotta, andiamo avanti”.

Il figlio unico di Maduro, anche lui impegnato politicamente, ha 35 anni ed è uno dei pochi personaggi del regime che ancora parla del padre. Gli altri membri del governo socialista si sono allineati alle linee guida dell’amministrazione Donald Trump e non nominano più l’ex presidente né la moglie Cilia Flores.

Nicolasito registra tutte le telefonate che riceve dal padre in carcere negli Usa. Maduro parla col figlio in inglese: “Hello, good night, how are you?”. Dalla prigione, l’ex leader del regime racconta di avere un letto molto stretto e una scrivania, dove si distrae leggendo la Bibbia. “Mio padre legge in maniera ossessiva la Bibbia – racconta ridendo Nicolasito -. Non era mai stato così e adesso ci chiama e dice: devi sentire il Mateo 6:33. E Corintios 3. E il Salmo 108”. Altre letture di questi mesi sono “Il Discorso di Angostura” di Simon Bolivar; “Doña Bárbara” di Rómulo Gallegos; “Lo Stato e la Rivoluzione” di Lenin e altri libri García Márquez.

Maduro padre si lamenta che il cibo del centro di detenzione è troppo piccante e ringrazia comunque perché gli viene offerto il caffè. Nicolasito spiega che nelle ultime settimane, il governo di Delcy Rodriguez ha negoziato la possibilità che il padre possa avere rapporto con alcuni detenuti (e non restare in isolamento) e guarda le partite di calcio con altri compagni, lamentandosi della performance della sua squadra del cuore, il Barça. In queste occasioni ha conosciuto il rapper Tekashi 6ix9ine, al quale regalò un pupazzo di SpongeBob firmato.

Sulla notte dell’arresto del padre, Nicolasito è molto duro: “Il 3 gennaio è stata una somma. Di aggressioni, di sanzioni, di errori. Di interessi. Di tutto […] Eravamo pronti per un’invasione via terra. Il presidente era pronto per morire nello scontro, in un bombardamento, in qualsiasi modo. Era chiaro che poteva accadere, non pensavamo che sarebbe rimasto vivo”. Conclude che il padre è impegnato per il Paese e la politica, per cui era pronto a vivere quello che sta vivendo: “Lui sente che la sua vittoria è rimanere in vita. Inoltre, è una persona spirituale”.

Sugli errori del partito socialista in Venezuela cerca di mantenere le distanze: “Io sono giovane, non prendevo decisioni […] Mi tengo le mie emozioni, cerco di restare sereno, pensando quale sarà il mio ruolo per aiutare il Paese. Adesso sono il pilastro della famiglia. E anche di mio padre”.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Nicolás Maduro Guerra (@maduroguerra)

Così vive mio padre in carcere. Il racconto di Nicolasito (Maduro)

Nicolas Ernesto Maduro Guerra, figlio dell’ex leader del regime venezuelano, denuncia gli eccessi commessi dagli Stati Uniti nell’arresto del padre e fa un resoconto della sua quotidianità dietro le sbarre. L’intervista esclusiva al quotidiano spagnolo El Pais

Lai in Eswatini. Il presidente di Taiwan supera il blocco cinese

La visita del presidente taiwanese in Eswatini, ostacolata da pressioni cinesi e dinieghi di sorvolo, evidenzia la crescente competizione per lo spazio diplomatico e infrastrutturale. L’arrivo di Lai segna una dimostrazione di resilienza politica di Taipei e mette in luce le ambiguità della postura europe

Vestita per governare. Cosa dicono gli abiti e le pettinature della figlia di Kim

Il regime nordcoreano potrebbe stare preparando un’apertura verso l’Occidente e il modo di comunicarlo (in anticipo) è con gli abiti e le acconciature della piccola figlia del loro leader, prescelta per prendere la guida del Paese. O forse è soltanto una strategia di differenziazione. L’analisi della Bbc

Piano Casa, istruzioni per l’uso. I consigli di Guandalini

I provvedimenti del governo hanno creato molte aspettative. Ma il cammino sarà irto di difficoltà. Sistemare le case popolari costruite 40-50 anni fa vuol dire sanare il degrado di tante periferie italiane. E sarà in ordine e tranquillo nel momento in cui si responsabilizzerà l’inquilino riconoscendogli anche la proprietà dell’immobile. I consigli di Maurizio Guandalini

Intrusione cyber in sistemi informativi della PA. Il punto su perimetro, attribuzione e impatto

Un’intrusione informatica durata circa venti giorni ha colpito società di gestione delle infrastrutture digitali della Pubblica amministrazione italiana. L’operazione, attribuita a Salt Typhoon, gruppo hacker vicino alla Cina, avrebbe puntato alla raccolta silenziosa di informazioni sensibili senza alterare i sistemi

Usa-Vaticano, come ricucire i rapporti. I suggerimenti di Sisci

Il segretario di Stato americano Marco Rubio sarà a Roma giovedì per una visita ad alto tasso diplomatico. In agenda l’incontro con il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, e con Papa Leone XIV. L’obiettivo?  Ricucire rapporti messi alla prova da recenti tensioni tra Stati Uniti e Santa Sede. L’analisi di Francesco Sisci, direttore di Appia Institute

Più petrolio per tutti. La risposta dell'Opec+ agli Emirati

A partire dal prossimo mese, sette Paesi del cartello in formato allargato aumenteranno la produzione di greggio di quasi 200 mila barili al giorno, nel tentativo di sgonfiarne il prezzo. Ma gli emiri non stanno a guardare e annunciano investimenti per 55 miliardi

Mythos, ecco l’AI che mette alla prova la sicurezza industriale (e il fattore umano)

Di Fabio Cornevilli

L’AI entra nei sistemi industriali e rende la sicurezza Ot una questione strategica. Il caso Anthropic con Mythos mostra come la scoperta di vulnerabilità diventi più rapida ed economica, ma anche più rischiosa. La partita, tra big come OpenAI, riguarda sovranità e infrastrutture critiche. Resta decisivo il fattore umano: senza controllo e competenze, l’AI amplifica le vulnerabilità. L’analisi di Fabio Cornevilli, direttore ricerca e sviluppo – area servizi di DigitalPlatforms

La riallocazione delle truppe americane in Europa e suoi limiti legislativi. Scrive Braghini

Di Fabrizio Braghini

L’amministrazione americana è soggetta al vincolo legislativo approvato dal Senato lo scorso anno con il National Defense Authorization Act per il 2026, che fissa un limite a riduzioni di personale Usa dall’Europa. Fabrizio Braghini spiega quale

Phisikk du Role - Giuseppe Conte, il corpo e la politica

La comunicazione sull’intervento di Conte riapre il nodo tra trasparenza e privacy. In un’epoca di massima esposizione, il corpo del politico resta terreno sensibile: se la salute non incide sull’azione pubblica, la riservatezza può prevalere. La riflessione di Pino Pisicchio

×

Iscriviti alla newsletter