Skip to main content

Mentre emergono i primi dettagli sulla decisione di bloccare l’accesso di alcuni velivoli statunitensi alla base militare sita in territorio siciliano, una cosa risulta già chiara: quanto avvenuto nelle scorse ore a Sigonella non è paragonabile al precedente del 1985. Le immagini di quarant’anni fa, con i carabinieri e gli avieri italiani schierati attorno al Boeing dell’EgyptAir (con dentro i militanti palestinesi responsabili del sequestro dell’Achille Lauro) a loro volta circondati da militari della Delta Force, si inserivano in un concitato contesto di emergenza con sviluppi continui e un diverso accesso alle informazioni da parte degli attori coinvolti.

Stavolta, invece, la situazione era stata messa in chiaro dall’inizio. Nelle prime ore successive all’inizio dell’operazione militare israelo-statunitense contro l’Iran, il governo italiano aveva fin da subito ricordato che, nel pieno rispetto dei patti siglati tra Roma e Washington che regolano tali questioni, i velivoli americani responsabili di rifornimento, logistica e sorveglianza aerea avrebbero avuto libero accesso alle infrastrutture dello scalo di Sigonella; al contrario, l’impiego delle stesse infrastrutture per operazioni di carattere prettamente bellico sarebbe stato condizionato ad un via libera da parte dell’esecutivo.

Flash-forward fino alla sera di venerdì scorso, quando lo Stato Maggiore dell’Aeronautica informa il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano che alcuni asset aerei statunitensi prevedevano nel loro piano di volo di fare tappa a Sigonella prima di proseguire verso il Medio Oriente senza aver chiesto alcuna autorizzazione o essersi consultati in alcun modo con i vertici politico-militari italiani, limitandosi a comunicare l’intenzione di usufruire della base aerea a volo già iniziato. Il che non sarebbe stato un particolare problema, qualora tali velivoli fossero stati impiegati per la tipologia di missioni menzionate poche righe sopra. Ma una rapida verifica ha evidenziato come gli aerei americani in dirittura d’arrivo fossero sistemi utilizzati per compiti esclusivamente cinetici.

A quel punto il Generale Portolano ha chiamato il ministro della Difesa Guido Crosetto per metterlo al corrente della situazione, ricevendo dal ministro la direttiva di mettersi in contatto con il Comando Usa di riferimento e di informarlo che ai velivoli in arrivo non sarebbe stato concesso l’atterraggio a Sigonella poiché non era stata richiesta alcuna autorizzazione preventiva.

Non una decisione di contrapporsi in modo ostile al proprio partner, ma la scelta di rispettare quel principio sancito dagli accordi raggiunti tra due alleati, che garantiscono la fruizione delle basi alle forze americane, senza però far venir meno la sovranità italiana sulle stesse infrastrutture. In un contesto non segnato da sviluppi rapidi e imprevisti.

Richiesta Usa e no di Crosetto. Cosa è successo a Sigonella

Il Corriere della Sera ha reso noto che venerdì scorso il governo italiano ha negato agli Stati Uniti l’utilizzo della base militare di Sigonella ad alcuni bombardieri diretti verso il Medio Oriente. La ricostruzione dei fatti

Della necessità di un dialogo aperto e fluido tra politica ed economia. Il commento di Cirieco

Di Gabriele Cirieco

Con l’ascolto e la collaborazione saremmo arrivati più preparati alle crisi energetiche, alle guerre commerciali, alle rivoluzioni tecnologiche. Abbattere il muro che ancora nella percezione dei cittadini divide le imprese dalla politica, sarebbe un passo di maturazione del nostro sistema Paese, a tutto vantaggio delle future generazioni. Il commento di Gabriele Cirieco, executive director di Apco Worldwide

Modello spagnolo sull'energia per salvare le imprese. La ricetta di Losacco (Pd)

“Il governo ha varato un provvedimento sulle accise, di appena 20 giorni e finanziato coi tagli alla spesa sanitaria. Serve invece un intervento che duri fino a quando l’emergenza non sarà finita e che venga finanziato con l’extragettito Iva. Ma quello che davvero conta è avvicinarsi il più possibile al modello spagnolo. Un modello basato per larga parte sulle energie pulite, solare ed eolico in testa, che ha permesso di garantire al Paese prezzi dell’elettricità parecchio più bassi rispetto all’Italia”. Conversazione con Alberto Losacco, senatore dem e membro della commissione Finanze

Incertezza globale e vincoli interni, quali prospettive per l’economia italiana? L’analisi di Zecchini

L’attuale crisi petrolifera si presenta ancor più grave della precedente perché oltre che con picchi di prezzo si manifesta con blocchi delle forniture. Per la politica economica si impongono scelte molto difficili. L’Ocse raccomanda di limitare gli aiuti alle famiglie effettivamente bisognose, di indirizzarli con maggiore precisione e di non spegnere gli incentivi all’efficienza nei consumi energetici e all’espansione degli investimenti nelle rinnovabili. L’analisi di Salvatore Zecchini

Giustizialismo e strategie elettorali, una dinamica che si ripete. L'intervento di Merlo

Il giustizialismo torna centrale nel dibattito politico dopo il referendum, riaprendo interrogativi sul rapporto tra partiti e magistratura. La possibile “via giudiziaria al potere” diventa nodo cruciale per identità politiche e qualità democratica

I dazi non pesano, la geopolitica sì. L’Italia cresce nelle esportazioni

Stabilità e crescita in tre anni. Nella particolare graduatoria dell’export verso gli Usa si osservano i dati migliori: l’Italia è cresciuta del 7,1% mentre la media Ue è del 3,6%. La prima considerazione che emerge è che i dazi non pesano, mentre la geopolitica sì: ovvero le condizioni favorevoli generate dalla postura internazionale del governo sono uno degli elementi che hanno permesso la crescita dell’Italia nelle esportazioni

Il pantano africano del Cremlino. Ecco tutti gli errori di Mosca nel Sahel

Il modello di intervento di Mosca in Mali, Burkina Faso e Niger si scontra con la complessità delle insurrezioni jihadiste e con l’ingresso di nuovi attori con approcci più flessibili e sostenibili. E lascia margine d’azione all’Occidente

Governo alla fase finale, ma a sinistra non c'è un programma comune. Parla Palano (Aseri)

Centrodestra stabile nei consensi ma in fase calante nell’azione di governo, ormai avviato verso il finale di legislatura. Il centrosinistra, al contrario, è in fermento ma senza guida, programma né coalizione definita. Nell’analisi di Damiano Palano, il sistema politico resta bloccato tra equilibrio e incertezza, con la legge elettorale e la leadership futura come nodi decisivi

Tutti gli incontri del ministro Urso negli Stati Uniti

Nel corso della due giorni americana il ministro delle Imprese incontrerà l’amministratore della National Aeronautics and Space Administration, Jared Isaacman, presso il quartier generale della Nasa. La missione proseguirà con incontri alla Casa Bianca con rappresentanti di primo piano dell’amministrazione statunitense sui principali dossier di competenza del Mimit, tra cui il direttore dell’Office of Science and Technology Policy, Michael Kratsios e il direttore esecutivo del National Energy Dominance Council, Jarrod Agen

Cavour, la Marina prepara l’impiego del TB3 e amplia il ruolo dei sistemi senza pilota

La scelta della Marina di far operare il Bayraktar TB3 dalla portaerei Cavour segna un passaggio rilevante nell’evoluzione dell’aviazione imbarcata italiana. Il drone amplia sorveglianza, persistenza e capacità d’intervento, rafforzando la continuità operativa della nave. Sullo sfondo c’è anche la dimensione industriale, con Leonardo e Baykar impegnate a costruire una filiera europea più solida nel settore unmanned

×

Iscriviti alla newsletter