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Dal 2 giugno 2008, quando fu istituito con la legge n. 11.687, si celebra, ogni anno, il “Dia Nacional do Imigrante Italiano”, ossia la Giornata Nazionale del Migrante Italiano in Brasile.

In particolare, si ricorda l’inizio (1874) del processo di migrazione di massa di nostri connazionali verso il Brasile, simbolicamente rappresentato dall’arrivo nel porto di Vitória (nello Stato dell’Espírito Santo) della nave “La Sofia” partita da Genova con a bordo 386 migranti, in gran parte trentini e veneti.

Per quanto molto cambiata in questi 152 anni di immigrazione italiana, ancora oggi la collettività di italo-discendenti (la più grande al mondo) continua a dare un contributo fondamentale allo sviluppo del Paese, in tutti i settori.

È una ricorrenza che il Mei- Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana di Genova ci ricorda, con un programma ricco e variegato di iniziative organizzate nel weekend 21- 22 febbraio 2026, quanto sia importante da celebrare anche qui in Italia, facendo leva sulla cultura quale strumento di promozione e consolidamento delle relazioni bilaterali.

Attualmente, a capo della missione diplomatica brasiliana a Roma c’è un italo-discendente, Renato Mosca de Souza, che in più occasioni ha reso testimonianza pubblica del proprio senso di appartenenza ad entrambe le culture.

Tale “identità unita con un trattino” di tanti italo-brasiliani, che vivono e lavorano nel nostro Paese, così come i legami di amicizia e collaborazione tra i due Paesi potrebbero, anzi dovrebbero, trovare più spazio nel racconto e nell’approfondimento giornalistico nazionale, non soltanto in occasione del 21 febbraio.

In proposito, in una recente (7 gennaio 2026) intervista a La Stampa, Paolo Masini, presidente della Fondazione Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana, ha insistito sulla centralità delle storie personali, delle identità divise fra più luoghi, di coloro che sono emigrati dall’Italia, al pari delle sofferenze e delle privazioni affrontate e dei successi conseguiti dalle comunità di origine italiana nei Paesi di approdo. Askanews ha fatto (e, continua a fare) esperienza di tutto ciò nel dialogo avviato con l’Asib, l’Associazione Stampa Italiana in Brasile, e il suo presidente, Giuseppe Arnò.

Peraltro, l’iniziativa brasiliana, rito civile di memoria collettiva capace di attraversare il tempo e lo spazio, potrebbe suggerire al nostro legislatore, anche sulla base di proposte di legge già depositate in Parlamento, l’istituzione di una Giornata nazionale degli italiani nel mondo con l’obiettivo di rappresentare, divulgare e valorizzare la diaspora italiana, una vera e propria “nazione fuori dalla nazione”.

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