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Ancora una volta, il Perù è sprofondato in una grave crisi di instabilità politica. Il presidente José Jerí è stato destituito dal Congresso peruviano ed è il sesto presidente che negli ultimi 10 anni non riesce a finire il proprio mandato.

Era al potere da soli otto mesi, dopo l’impeachment di Dina Boluarte ad ottobre dell’anno scorso. Come presidente del Parlamento è stato nominato presidente del Paese. Avrebbe dovuto passare il testimone a luglio al vincitore delle elezioni presidenziali, con il primo turno programmato per aprile.

Nato nel Distretto di Jesús María nel 1986, Jerí è avvocato e fa parte del Partito Somos Perù. Nel breve periodo che è stato alla guida del Paese, questo giovane politico ha cercato di emulare il presidente Nayib Bukele de El Salvador e Daniel Noboa dell’Ecuador, con un programma di governo incentrato nella lotta contro la criminalità e a favore della sicurezza, come sottolinea l’emittente Bbc. Erano comuni le sue apparizioni in operazioni notturne della polizia nella capitale Lima o nelle carceri. “Ma tutto è crollato quando, come è accaduto ai suoi predecessori, a Jerí cominciarono ad accumularsi gli scandali”, si legge sulla Bbc.

Tutto è cominciato quando al Congresso sono arrivate una serie di mozioni di censura, sette in totale, contro il presidente, tutte con l’accusa di condotta inappropriata da quando è arrivato al potere. Con il voto a favore della maggioranza dei gruppi politici, il Congresso ha approvato la sua deposizione.

La più grave delle accuse riguarda la Cina. Lo scorso 11 gennaio, il programma televisivo Punto Final svelò una riunione di Jerí con un gruppo di imprenditori cinesi nella zona San Borja. Il presidente era arrivato incappucciato, come lo dimostrano le telecamere di sicurezza. Lì avrebbe incontrato l’imprenditore cinese Zhihua Yang, ma l’incontro non è stato registrato nell’agenda ufficiale. Il presidente ha giustificato il fatto dicendo che avevano parlato di come “fare qualcosa di diverso” per la celebrazione del giorno dell’amicizia tra Cina e Perù. Un altro programma, Cuarto Poder, ha denunciato altri tre incontri con l’imprenditore cinese Xiaodong Ji Wu nel palazzo di governo.

Altri incontri con donne che avevano incontrato Jerí e successivamente hanno ottenuto contratti con lo Stato sono alla base delle indagini. Il presidente è accusato di traffico di influenze e patrocinio illegale. I suoi precedenti non hanno aiutato: in passato era stato accusato di violazione ed è stato sottoposto a trattamento psicologico. Anche i commenti e le pubblicazioni sui suoi social network sono sotto accusa per sessismo.

Ora resta da capire chi prenderà il posto di Jerí, che sarà scelto dal Congresso mercoledì. La persona nominata guiderà il Paese fino a luglio, quando è previsto l’insediamento del vincitore delle elezioni presidenziali di aprile. Tra i candidati per questa presidenza ad interim ci sono la parlamentare conservatrice María del Carmen Alva di Acción Popular, il candidato del gruppo di destra Honor y Democrcia, Segundo Héctor Acuña e il candidato della sinistra José Balcázar di Perú Libre.

 

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Il Perù e l’ennesimo presidente. Cronaca di una crisi politica annunciata

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