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“Abbiamo anticipato un attacco hacker a una serie di sedi del ministero degli Esteri, a cominciare da Washington e anche ad alcuni siti delle olimpiadi di Milano-Cortina 2026”. Ad annunciare la notizia è lo stesso ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando in occasione di un punto stampa tenutosi a Washington, dove il plenipotenziario della Farnesina si trova per partecipare all’apertura della Conferenza sui minerali critici convocata dal segretario di Stato Usa Marco Rubio. “Abbiamo anticipato un attacco perché si stava preparando a questa azione e quindi anche la sicurezza cibernetica diventa fondamentale, sono molto soddisfatto”, prosegue Tajani, annunciando  che la matrice dell’azione sarebbe rutena.

Notizia che trova conferma nella stessa rivendicazione fatta dal collettivo di hacker noto come NoName, gruppo russo noto per le su attività di hacktivismo dalla connotazione fortemente politica, e che opera spesso lanciando attacchi Ddos (Distributed denial of services), lo stesso tipo di operazione messa in atto contro i bersagli italiani.

Sul proprio canale Telegram, il gruppo NoName057(52) ha diffuso aggiornamenti relativi alla mobilitazione dei membri del collettivo contro questi obiettivi, accompagnati da foto che attestano l’accesso non autorizzato a telecamere di sorveglianza. Nella rivendicazione, il gruppo spiega anche quale sia la motivazione dietro il tentato attacco: i Noname spiegano la loro azione col fatto che “La politica pro-Ucraina del governo italiano conduce al fatto che il supporto ai terroristi ucraini è punibile con i nostri missili Ddos […] l’Italia continua a sostenere l’Ucraina, mantenendo le politiche pro-Ucraina e pro-Atlantico del Governo di Giorgia Meloni, nonostante i disaccordi nella coalizione. Alla fine del 2025 gli aiuti militari sono stati estesi a tutto il 2026. Dal 2022 l’ammontare complessivo degli aiuti ha superato i tre miliardi di euro”.

Gli attacchi non hanno avuto conseguenze significative, anche grazie alla complessa architettura preventiva messa in atto per difendere le infrastrutture informatiche legate alla kermesse olimpica in apertura il prossimo venerdì, con un Technology Operations Centre attivo 24 ore su 24 a cui collaborano la Fondazione Milano Cortina, Deloitte e l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, che ha inviato nel capoluogo lombardo dieci tecnici e gli specialisti della Polizia postale e delle comunicazioni pronti ad individuare anomalie ed intervenire subito in caso di incidenti informatici. “I grandi eventi internazionali rappresentano da sempre un obiettivo privilegiato per gruppi hacktivisti e attori ostili, sia per la visibilità mediatica sia per l’impatto reputazionale”, dice Mirko Gatto, Head of Cybersecurity di Var Group, “L’anticipo nell’individuazione di queste minacce è fondamentale per consentire alle aziende di rafforzare le proprie difese e prepararsi a possibili escalation”.

La notizia arriva nelle stesse ore di quella, rilanciata dal Financial Times, secondo cui Mosca avrebbe sfruttato due suoi satelliti per ottenere accesso alle comunicazioni non criptate tra attori europei.

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Da Washington Antonio Tajani ha annunciato di aver anticipato un attacco informatico contro bersagli legati alle Olimpiadi. L’azione è stata rivendicata dal collettivo filorusso NoName057(52), che la collega al sostegno italiano all’Ucraina e alla linea pro-atlantica del governo guidato da Giorgia Meloni

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