Skip to main content

Un op-ed firmato da Giorgia Meloni e Narendra Modi e pubblicato simultaneamente sul Corriere della Sera e sul Times of India segna l’ingresso definitivo del concetto di “Indo-Mediterraneo” nel linguaggio strategico istituzionale. I primi ministri di India e Italia che si incontrano a Roma segnano oggi un momento cruciale per una regione di mondo la cui continuità geostrategica è fattore geografico e culturale, storico.

L’elemento più rilevante non è soltanto il riferimento all’India-Middle East-Europe Economic Corridor (IMEC), ormai consolidato come piattaforma di connettività euroasiatica, anche alternativa alla Belt and Road Initiative cinese, cruciale per questa fase storica di diversificazione delle supply chain. È il fatto che Roma e Nuova Delhi descrivano implicitamente Mediterraneo Allargato e Oceano Indiano come uno spazio geopolitico continuo, attraversato dagli stessi interessi, vulnerabilità e responsabilità, opportunità strategiche. Lo affermano apertamente quando scrivono che “il Mediterraneo e l’Oceano Indiano non possono più essere considerati sfere separate”.

In questo passaggio si concentra l’evoluzione geopolitica degli ultimi anni. L’invasione russa dell’Ucraina ha mostrato la fragilità delle dipendenze energetiche e logistiche europee. La crisi del Mar Rosso successiva all’attacco di Hamas del 7 ottobre — alla successiva reazione sanguinosa di Israele — ha evidenziato la vulnerabilità delle connessioni marittime tra Europa e Asia. Le tensioni nel Golfo e attorno allo Stretto di Hormuz, conseguenza della guerra statunitense contro l’Iran, hanno ulteriormente dimostrato come la sicurezza di quello spazio geostrategico incida direttamente sulla sicurezza economica e sulla stabilità europea ed asiatica.

In quest’ottica, anche la fascia orientale dell’Africa rientra pienamente in questa logica. È parte del cosiddetto “Mediterraneo allargato” dove l’Italia storicamente proietta i propri interessi di politica internazionale, ma allo stesso tempo proiezione naturale — geografica e geomorfologica — dell’Oceano Indiano. Le dinamiche della regione ormai stabilmente Mediterraneo, Africa, Golfo e Indo-Pacifico.

Parallelamente, la competizione sulle supply chain (tecnologiche innanzitutto, ma anche infrastrutturali, energetiche e strutturali) ha accelerato la ricerca di alternative, diversificazioni e ridondanze nelle reti globali di produzione e connettività. In questo quadro, l’Indo-Mediterraneo supera la dimensione di costruzione teorica, ed emerge come una realtà strategica definita dalla continuità delle crisi e delle interdipendenze.

Per Italia e India, Imec diventa un vettore componente di una visione più ampia. L’op-ed insiste infatti su sicurezza marittima, infrastrutture, energia, intelligenza artificiale, spazio, resilienza digitale e cooperazione industriale. Temi che definiscono una vera agenda strategica condivisa — come prevede l’elevazione del rapporto a “Special Stratrgic Partnership” decisa da Modi e Meloni.

L’incontro di Roma formalizza dunque qualcosa che era già evidente sul piano geopolitico: l’Indo-Mediterraneo è diventato uno spazio strategico condiviso da due potenze che intendono contribuire alla stabilità delle connessioni globali, alla ridefinizione degli equilibri euroasiatici e più un ampio alla governance dell’ordine internazionale.

Meloni e Modi portano l’Indo-Mediterraneo nel linguaggio istituzionale

Un articolo firmato da Giorgia Meloni e Narendra Modi segna l’emergere formale dell’Indo-Mediterraneo come spazio geopolitico condiviso che collega Europa, Medio Oriente e Oceano Indiano attraverso interessi, vulnerabilità e responsabilità strategiche comuni

La Nato valuta una possibile missione a Hormuz. Tutti i dettagli

Lo Stretto di Hormuz torna a occupare un posto centrale nelle valutazioni della Nato, mentre tra gli alleati prende forma una discussione su un possibile supporto alla navigazione commerciale. L’ipotesi resta legata a un passaggio politico ancora da sciogliere, ma segnala che la crisi sta spingendo l’Alleanza a misurarsi con uno scenario in cui sicurezza marittima, energia e coordinamento tra partner tornano a intrecciarsi

Musk perde la causa contro Altman, solo per adesso

La richiesta di risarcimento è stata presentata oltre il limite previsto dalla prescrizione. Per cui è impossibile decretare se davvero qualcuno di OpenAI lo abbia frodato per trasformare la startup in una società a scopo di lucro. Ma il patron di Tesla, xAI e SpaceX è pronto a presentare ricorso. La saga tra i due rivali è tutt’altro che chiusa

La frase di Xi su Putin pesa sul vertice di Pechino. E forse era proprio questo l'obiettivo

Un retroscena trapelato dal colloquio tra Donald Trump e Xi Jinping scuote il vertice tra Cina e Russia proprio mentre Putin arriva a Pechino per rilanciare la partnership strategica e chiudere accordi energetici cruciali. Intanto prende avvio una vasta esercitazione nucleare di Mosca

L'Italia di Meloni ha cambiato passo, lo dimostrano i mercati. Parola del FT

Secondo il Debt Management Office, circa un terzo dei titoli di Stato italiani è ora detenuto da investitori stranieri, un dato in netto aumento rispetto a dieci anni fa, a dimostrazione di una ritrovata fiducia nel Paese dopo l’avvento di Giorgia Meloni alla guida di Palazzo Chigi. Mentre a Donwning street i governi durano in media solo 14 mesi. E spaventano i mercati

Enel cresce negli Usa ed entra in Virginia e Carolina

Il gruppo elettrico guidato da Flavio Cattaneo acquisisce in tre Stati un portafoglio di sette impianti fotovoltaici operativi con una capacità installata complessiva di 270 MW e una produzione media annua da 0,4 TWh

Ecco cosa rischia l'economia italiana se Hormuz non riapre a breve

Se la chiusura dello stretto di Hormuz dovesse prolungarsi anche nella seconda metà del 2026 l’industria manifatturiera italiana subirebbe una forte penalizzazione in termini di fatturato. Saranno decisivi mercato interno e l’immancabile export. I risultati dello studio Intesa San Paolo-Prometeia

Perché il summit di Pechino riguarda anche l’Europa. Dialogo con Zeleni e Fardella

Il summit tra Donald Trump e Xi Jinping conferma che la rivalità tra Stati Uniti e Cina è ormai il centro del nuovo ordine mondiale. Come gestire una simile competizione strutturale? Le risposte di Enrico Fardella, professore dell’Università di Napoli L’Orientale e associate director del Guarini Institute for Public Affairs alla John Cabot University, e Valbona Zeneli, nonresident senior fellow dell’Europe Center dell’Atlantic Council, nel webinar organizzato da Formiche e Decode39

Libano, il vero banco di prova per la politica e la difesa europea

Di Marco Mayer e Agostino Ferrara

Per l’Unione europea il Libano è un’occasione d’oro per sperimentare finalmente il ruolo politico-militare fuori dai propri confini con o senza la cornice dell’Onu. E proprio per questo non si può permettere di sbagliare. Il commento di Marco Mayer e Agostino Ferrara

Anthropic, destinazione Italia? Perché Amodei guarda a Roma

Quando il papa presenterà la sua enciclica sul rapporto tra l’essere umano e l’intelligenza artificiale, accanto a lui ci sarà anche il co-fondatore di Anthropic, Christopher Olah. Subito dopo dovrebbe fare tappa a Roma anche il ceo, Dario Amodei. In programma incontri con i vertici istituzionali del Paese. Attesa per eventuali investimenti in Italia

×

Iscriviti alla newsletter