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L’Estonia si prepara a compiere una scelta strategica sul rafforzamento della propria difesa aerea e missilistica, inserendosi nel più ampio sforzo dei Paesi baltici volto ad aumentare gli investimenti militari dopo l’invasione russa dell’Ucraina del 2022. Le autorità di Tallinn intendono selezionare il sistema da acquisire entro la fine di marzo 2026, con un budget che può arrivare fino a un miliardo di euro.

Il processo di valutazione è gestito dall’Estonian Centre for Defence Investments, l’ente responsabile degli appalti militari del Paese, che ha avviato le necessarie analisi tecniche e operative. Secondo quanto riferito da un portavoce dell’ente, tutti i potenziali produttori sono stati contattati e hanno ricevuto informazioni dettagliate sui requisiti specifici richiesti dall’Estonia. Sebbene Tallinn non abbia reso noti ufficialmente i sistemi in valutazione, tra i principali candidati figurano Patriot, prodotto da Raytheon, il Samp/T Ng sviluppato dal consorzio franco-italiano Eurosam, e David’s Sling, offerto dalla società israeliana Rafael Advanced Systems e co-sviluppato con Raytheon.

La decisione finale sul fornitore dovrebbe arrivare al più tardi entro la fine di marzo 2026, mentre i tempi per la firma del contratto restano più incerti. L’obiettivo dichiarato è comunque quello di concludere l’accordo il prima possibile. Una volta siglato il contratto, l’acquisizione e la consegna del sistema richiederanno diversi anni: secondo le stime, le prime batterie di difesa aerea potrebbero arrivare in Estonia intorno al 2030.

Il valore finale dell’operazione dipenderà dal sistema selezionato e dal numero di lanciatori e missili inclusi nel pacchetto. Le stime governative indicano una forbice che va da alcune centinaia di milioni fino a un miliardo di euro. La gestione di questo programma rappresenterà una delle principali sfide per Elmar Vaher, nominato nel gennaio 2026 nuovo direttore generale dell’Estonian Centre for Defence Investments, dopo aver guidato la Polizia e la Guardia di frontiera del Paese. In occasione della sua nomina, il ministro della Difesa Hanno Pevkur ha sottolineato come l’ente sia oggi un’organizzazione in rapida espansione, chiamata a gestire investimenti per miliardi di euro.

Il salto dimensionale è evidente se confrontato con il passato: nel 2010, il valore complessivo degli appalti e degli investimenti per la difesa estone era pari a circa 57,3 milioni di euro. Oggi il quadro è profondamente cambiato. Nel 2025 l’Estonia ha speso 1,38 miliardi di euro per la difesa, pari al 3,3 per cento del prodotto interno lordo, mentre nel 2026 la spesa militare supererà per la prima volta nella storia la soglia del 5 per cento del Pil.

Secondo il governo, nel 2026 almeno il 5 per cento del Pil sarà destinato alla difesa nazionale in linea con i criteri Nato, con un incremento di 844,5 milioni di euro rispetto all’anno precedente. Le risorse aggiuntive saranno indirizzate in particolare verso la difesa aerea e missilistica, le capacità legate ai droni e i sistemi a lungo raggio e di precisione. È inoltre prevista la creazione di una brigata di difesa aerea e di nuovi battaglioni del genio.

L’acquisizione del sistema di difesa missilistica si inserisce in una più ampia serie di programmi di modernizzazione. Tra le operazioni più recenti figura il contratto firmato nel dicembre 2025 per l’acquisto di sei lanciarazzi multipli K239 Chunmoo dalla sudcoreana Hanwha Aerospace, per un valore di circa 290 milioni di euro.

Anche gli altri Paesi baltici stanno seguendo un percorso simile. La Lettonia ha approvato un bilancio della difesa record per il 2026, pari a 2,16 miliardi di euro, ovvero il 4,91 per cento del Pil, e insieme all’Estonia ha ordinato il sistema di difesa aerea a medio raggio Iris-T dalla tedesca Diehl Defence. La Lituania, dal canto suo, porterà la spesa militare a circa il 5,4 per cento del Pil nel 2026, con investimenti stimati intorno ai 4,8 miliardi di euro, destinati anche all’acquisizione di carri armati, veicoli da combattimento della fanteria e del sistema di difesa aerea Nasams sviluppato dalla norvegese Kongsberg Defence & Aerospace.

Nel complesso, le decisioni di Tallinn confermano come la difesa aerea e missilistica stia diventando uno dei pilastri della strategia di sicurezza dei Paesi baltici, sempre più orientati a rafforzare le proprie capacità militari in risposta al deterioramento del contesto strategico regionale.

Patriot, Samp/T o David’s Sling? Il dilemma di Tallin sulle difese anti-missile

L’Estonia si prepara a scegliere il proprio sistema di difesa aerea e missilistica entro marzo 2026, con un investimento che potrebbe raggiungere il miliardo di euro. La decisione si inserisce nel più ampio rafforzamento militare dei Paesi baltici dopo l’invasione russa dell’Ucraina, con Tallinn pronta a portare la spesa per la difesa oltre il 5 per cento del Pil e a rendere la protezione dello spazio aereo uno dei pilastri della propria strategia di sicurezza

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