Il vertice Nato di Ankara si apre tra le incertezze sul futuro dell’impegno americano, la necessità di sostenere l’Ucraina e la richiesta europea di dare maggiore peso al fianco Sud. In questa conversazione Giangiacomo Calovini, deputato di Fratelli d’Italia e membro dell’Assemblea parlamentare Nato, spiega come l’Italia può contribuire a tenere insieme il rapporto transatlantico, la centralità del Mediterraneo e il percorso verso un rafforzamento delle capacità europee di difesa
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L'Opec aumenta ancora la produzione di petrolio. Ecco perché
L’organizzazione, guidata da Arabia Saudita e Russia, ha scelto di aumentare ancora la produzione di circa 188.000 barili al giorno, a partire dal mese di agosto. I Paesi dell’Opec si riuniranno di nuovo il 2 agosto
L’Octagon di Sisi, la nuova architettura del potere egiziano
L’inaugurazione del nuovo Strategic Command Headquarters va oltre l’apertura di un quartier generale militare. Il complesso diventa il simbolo di un progetto che intreccia sicurezza, centralizzazione del potere e ambizioni regionali in un Medio Oriente ancora attraversato da conflitti
L'ultima mossa di Vucic per evitare il crack. Serbia al voto
Come potrebbe impattare questa possibile crisi politica sul cammino europeo del Paese? La Serbia è candidata all’adesione all’Ue, ma Belgrado deve compiere una serie di passi sostanziali nei capitoli ancora aperti e irrisolti, come la politica estera europea, lo stato di diritto, le condizioni per elezioni libere ed eque, il sistema giudiziario, la corruzione e la lotta alla criminalità organizzata. Soprattutto c’è da ragionare sul posizionamento internazionale di Belgrado, anche alla luce delle mire di super players esterni come Cina e Russia
Crosetto punta su aiuti a Kyiv e rafforzamento dell’industria europea in vista del vertice Nato
Il nodo che l’Italia porta al vertice Nato è come continuare a sostenere l’Ucraina senza separare la spesa per la difesa dalla tenuta industriale europea. La linea rivendicata da Crosetto punta a tenere insieme aiuti a Kyiv, credibilità verso gli alleati e uso delle risorse in modo da rafforzare anche produzione, occupazione e autonomia strategica
Legge elettorale, perché la governabilità è un falso mito. Scrive Mario Giro
Più che un’anomalia, il pareggio è sempre più il riflesso della frammentazione delle democrazie contemporanee. Il parlamentarismo italiano ha saputo assorbire tensioni e trasformazioni politiche senza spezzarsi. Inseguire maggioranze artificiali in nome della governabilità rischia di produrre l’effetto opposto. L’esperienza europea mostra che neppure i sistemi presidenziali o bipolari sono immuni dall’instabilità. La vera sfida non è eliminare il compromesso, ma valorizzarlo come essenza della democrazia parlamentare. L’analisi di Mario Giro
Il doppio filo di Trump con Mosca e Kyiv. Cosa si sono detti i tre leader
Il presidente americano parla per circa novanta minuti con Vladimir Putin e ribadisce la disponibilità a favorire un’intesa. Poche ore dopo anche Volodymyr Zelensky conferma una telefonata con Trump, mentre cresce l’attesa per un possibile incontro ad Ankara
Dall'accesso alla sovranità. Perché il dibattito globale sull'AI si sposta sulle infrastrutture
La prima edizione del Global Dialogue on AI Governance, in programma oggi e domani, è un nuovo forum delle Nazioni Unite dedicato al confronto sulla governance dell’intelligenza artificiale. Riunisce governi, organizzazioni internazionali, mondo scientifico, imprese e società civile per promuovere una cooperazione globale sull’uso responsabile dell’IA. La riflessione di Mario Di Giulio, docente di Law of Developing Countries all’Università Campus Bio-Medico di Roma e avvocato attivo nei Paesi africani
Intelligence, semiconduttori e liste segrete. Il caso Asml spiegato dal Prof. Teti
Secondo il docente, la vicenda Asml conferma che la competizione sui semiconduttori è una guerra di intelligence a tutti gli effetti. A ulteriore riprova del fatto che le tecnologie critiche non sono solo beni industriali ma veri obiettivi strategici
Fincantieri costruisce un nuovo polo della subacquea con un investimento da 600 milioni
Con un investimento da circa 600 milioni di euro, Fincantieri allarga la propria presenza nell’underwater attraverso una serie di operazioni che portano dentro il gruppo nuove capacità nei servizi offshore, nelle comunicazioni subacquee e nei mezzi autonomi. La mossa rafforza un segmento che per il gruppo sta diventando sempre più centrale, tra difesa, monitoraggio dei fondali e protezione delle infrastrutture critiche
















