Di fronte a un’emergenza, sospendere Schengen appare una risposta intuitiva. In realtà, rischia di produrre effetti opposti rispetto agli obiettivi dichiarati. L’esperienza dell’Unione europea dimostra che la frammentazione della libera circolazione finisce per penalizzare soprattutto i Paesi di primo approdo, a partire dall’Italia. L’analisi di Salvatore Di Bartolo
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Le quattro risposte alla strage di Bologna che parlano ancora all’Italia. Il commento di Pasquino
A 46 anni dalla strage fascista del 2 agosto 1980, il lascito più importante resta la qualità della risposta del Paese: solidarietà, unità, giustizia e memoria. Solo celebrando il 2 agosto è possibile andare oltre tutto quello che è stato il 2 agosto. Il commento di Gianfranco Pasquino, socio dell’Accademia dei Lincei, professore emerito di Scienza politica, UniBo. In libreria con “Il bello della politica” (il Mulino 2026)
Il caso Google riguarda anche la sovranità americana. Messaggio all’Ue da DC
La maxi multa Ue a Google come parte di una più ampia competizione sulla sovranità digitale tra Bruxelles e Washington. Una lettura che riflette un dibattito sempre più influente negli Stati Uniti, dove anche le Big Tech contestano il crescente impatto globale della regolazione europea
L’Italia ha bisogno di corresponsabilità, non di una nuova stagione di conflitti. Scrive Bonanni
Il richiamo di Mattarella va raccolto fino in fondo. La politica non è chiamata a governare il consenso, ma il cambiamento. E anche le parti sociali devono affiancare alla tutela dei diritti la responsabilità di contribuire alla crescita del Paese. Il commento di Raffaele Bonanni
Quando gli Alleati si affidarono alla rete informativa della Santa Sede. Parla Caligiuri
Un carteggio del 1946 svela come gli Alleati si rivolsero alla Santa Sede per verificare la presenza di dodici casse attribuite a Mussolini. Una vicenda che illumina il rapporto tra archivi, potere e intelligence: “La rinuncia alla forza non è cortesia: è amministrazione di un rapporto di lungo periodo”. Conversazione con Mario Caligiuri
Guerra cognitiva e difesa democratica. Le nuove frontiere nel libro di Sterpa e Sgalla
Il libro curato da Alessandro Sterpa, professore in Diritto costituzionale e pubblico nell’Università degli Studi della Tuscia, e da Roberto Sgalla, direttore del Centro Studi Americani, dal titolo “Guerra cognitiva e sicurezza nazionale. Profili giuridici ed istituzionali” affronta uno dei temi più decisivi del nostro tempo: la trasformazione del conflitto che dal controllo dei territori si è progressivamente spostato verso il controllo delle informazioni, delle percezioni e delle coscienze
Meno corruzione, più AI. Ecco le nuove forze armate di Xi
Xi Jinping rilancia la trasformazione dell’Esercito Popolare di Liberazione, indicando nella lotta alla corruzione, nell’intelligenza artificiale e nella prontezza operativa le priorità verso il centenario del Pla del 2027. Sullo sfondo resta la “Davidson Window”: Pechino punta a completare la modernizzazione militare entro il 2027, rafforzando la propria capacità di deterrenza e le opzioni strategiche, anche nei confronti di Taiwan
La guerra delle rotte energetiche arriva alla porta del Canale di Suez
Le crisi del Mar Rosso, del Corno d’Africa e di Hormuz stanno convergendo in un unico spazio strategico, dove infrastrutture energetiche, rotte commerciali e logistica sono diventate parte della competizione regionale. La questione Houthi prende una dimensione sempre più centrale e semiautonoma
La Cina cerca varchi nei Balcani. Così Pechino aggira i dazi dell'Ue
La Commissione europea vuole mettere sotto la lente alcuni Paesi dell’aera balcanica sospettati di agevolare l’aggiramento delle regole antidumping da parte delle industrie cinesi. La prova che Pechino punta ancora una volta a frammentare l’Unione
Task Force Arabia è l’occasione per riaprire il dibattito sulle missioni all’estero. Scrive Coticchia
La vicenda della Task Force Arabia ha riportato l’attenzione sul tema delle missioni militari italiane all’estero. Al di là della controversia politica, il caso solleva interrogativi sul rapporto tra governo e Parlamento, sui margini concessi dalla normativa e sulla trasparenza delle decisioni che accompagnano l’impiego delle Forze armate. Un caso che potrebbe diventare l’occasione per ripensare l’intero sistema. La riflessione di Fabrizio Coticchia, professore di Scienza politica all’Università degli Studi di Genova
















