“Non dimentichiamo che il tema AI pone una questione etica e valoriale, cioè le democrazie che hanno a cuore i diritti umani, i diritti delle persone, la privacy individuale come potranno contrapporsi a sistemi che invece sono meno democratici? In Cina il rischio è che popoli e cittadini si troveranno a vivere tra poco in un altro tempo, oltre che in un altro spazio”. Intervista al vicecapogruppo di FdI al Senato, Marco Scurria
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Guerre, energia e mercati. Cosa c’è sul tavolo dell’incontro Meloni-Costa
La mappa delle criticità in atto si allarga e oltre alla crisi energetica e alle guerre ci sono anche i nodi economici a Parigi e Londra, che hanno un impatto nell’agenda europea. Sullo sfondo le nuove norme per gestire l’intelligenza artificiale e i cyber attacchi. Il vertice di Palazzo Chigi per analizzare priorità e criticità
La Cina teme l'AI, ma vuole venderla a tutti. Report Bruegel
Pechino non ha nessuna intenzione di assistere impotente al primato delle macchine sull’uomo. Ma è un discorso che vale solo per sé stessa, il resto del mondo può tranquillamente essere invaso dai robot made in China. Anatomia di una politica industriale decisamente egoista
AI, l’avvertimento di Meloni. Difesa della persona con regole globali
Nell’intervento su La Stampa, Giorgia Meloni lega la necessità di regole globali sull’intelligenza artificiale a un rischio strategico: che le tutele proprie delle democrazie diventino un vincolo competitivo rispetto ai regimi autoritari. Una questione che riguarda non solo dati e modelli, ma il controllo dello stack tecnologico e la capacità di trasformare il vantaggio industriale in potere sugli standard globali
Da Conte a Vannacci, quando la guerra smaschera le ambiguità della politica. La versione di Cicchitto
Tra il grottesco della politica-spettacolo e il ritorno della guerra come misura della realtà, l’Italia è chiamata a fare i conti con la propria collocazione internazionale. La partita sull’Ucraina diventa così il vero discrimine: tra il fronte atlantico di Meloni, Tajani e Crosetto e le ambiguità di un campo largo dove il pacifismo rischia di diventare la copertura politica del putinismo. Il commento di Fabrizio Cicchitto, presidente di ReL Riformismo e Libertà e direttore di Civiltà Socialista
L’India e i Brics, autonomia strategica non alleanza antioccidentale
Il vertice di Nuova Delhi conferma la crescita dei Brics, ma anche la distanza dall’idea di un nuovo blocco antioccidentale. L’India usa il gruppo come leva di autonomia strategica, senza rinunciare ai rapporti con Washington e gli altri partner occidentali. Pagamenti in valute locali, riforma delle istituzioni multilaterali e maggiore peso del Sud globale sono i terreni più concreti della partita. E con Iran ed Emirati nello stesso foro, i Brics acquistano un peso crescente anche negli equilibri del Medio Oriente. L’analisi di Alberto Cossu
Dal Drone Wall alle partnership nazionali, la difesa europea cerca una rotta
Flagship, programmi comuni e nuovi strumenti finanziari stanno ampliando l’intervento dell’Ue nel settore dei droni, ma divisioni politiche, governance complessa e tempi di attuazione continuano a rallentarne l’efficacia. Mentre Ucraina e Nato sperimentano modelli più rapidi, tra gli Stati membri avanzano iniziative nazionali e partnership industriali che suggeriscono un approccio più pragmatico e dal basso. L’analisi di Fabrizio Braghini, analista di politiche europee e di difesa
116 anni dopo, Metastasio torna a Piazza San Silvestro. Perché è ancora attuale
Il ritorno in una piazza dalla storia stratificata come San Silvestro porta con sé un modello di comunicazione politica, e di educazione, “fatta attraverso forme artistico-letterarie”
Venti di secessione in Regno Unito? Il vertice di Cardiff
Storico incontro a Cardiff tra i tre leader. È attesa la firma di un documento per definire una “cooperazione politica concreta” in settori quali l’energia, l’economia e i rapporti con l’Europa
Alabuga, dentro la catena di montaggio che produce droni e piloti
Nella zona economica speciale del Tatarstan la Russia ha industrializzato non solo la produzione dei droni, ma quella degli operatori. Un imbuto di selezione che intercetta i ragazzi a quindici anni e li consegna, competenti e senza precedenti militari, alla guerra ibrida contro l’Europa. L’analisi di Alberto Pagani, docente di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna ed esperto di intelligence e guerra cognitiva
















