La società che produce Claude ha concluso un accordo da 9,1 miliardi di dollari con Riot Platforms, società di mining di Bitcoin che ha recentemente iniziato a vendere capacità di data center per l’Intelligenza Artificiale. Tutti i dettagli
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Assad condannato a morte. Ora Damasco deve processare anche il proprio futuro
La prima condanna contro Bashar al-Assad dalla caduta del regime segna una cesura storica. Ma per la nuova Siria il vero banco di prova sarà trasformare la resa dei conti con il passato in autentica giustizia di transizione, evitando che venga percepita come giustizia dei vincitori. Tra riconciliazione nazionale, legittimità del nuovo ordine e il nodo russo, la sentenza riguarda il passato siriano ma soprattutto il suo futuro. L’analisi di Michele Prudente, studente del Master in Intelligence dell’Università della Calabria, diretto da Mario Caligiuri
Democrazia e IA. Se le visioni di Sanders e Zuckerberg dimenticano la Cina
Bernie Sanders ha chiesto a OpenAI, Anthropic e Meta di sospendere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, citando problemi di sicurezza e impegni presi dalle aziende stesse. Mark Zuckerberg, invece, sostiene l’importanza di modelli aperti e infrastrutture più veloci, criticando la concentrazione del potere. Entrambi ignorano la competizione con la Cina, che avanza rapidamente con modelli open-weight e un approccio statale alla diffusione dell’AI
Perché Mojtaba ridisegna la catena di comando iraniana durante la guerra con Trump
La Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha ordinato di ridisegnare la catena di comando mentre il conflitto con Stati Uniti e Israele attraversa una fase di momentanea minore intensità, dopo la nuova escalation di luglio. Le nomine rispondono alle vulnerabilità emerse sul campo, ma raccontano anche la competizione per gli equilibri della nuova leadership iraniana
Prima l'Europa, poi il filosofare. La lezione di Pasquino per il campo largo
L’europeismo come precondizione politica e non come semplice punto di programma. È sulla collocazione europea, sul sostegno all’Ucraina e sulla difesa comune che il centrosinistra è chiamato a misurare la tenuta delle sue alleanze, anche guardando al contributo dei riformisti. Il commento di Gianfranco Pasquino, socio dell’Accademia dei Lincei, professore emerito di Scienza politica, UniBo. In libreria con “Il bello della politica” (il Mulino 2026)
Difesa Usa, cosa c’è dentro il budget da 1.500 miliardi
La proposta dell’amministrazione Trump per il FY27 punta a circa 1.500 miliardi di dollari per la difesa, distribuiti tra budget discrezionale e fondi aggiuntivi tramite reconciliation. Il Congresso sta intervenendo sulla composizione della spesa e sulle priorità, dalla base industriale alla difesa missilistica, fino a munizioni, nuove tecnologie e capacità autonome. Sullo sfondo resta aperta la possibilità di un nuovo pacchetto per completare l’impianto finanziario
Terre rare, gli Usa investono 400 milioni in Australia e sfidano il monopolio cinese
L’investimento dell’amministrazione americana in una grossa società estrattiva australiana manda in orbita il titolo in Borsa. Segno che anche per il mercato è tempo di porre fine al monopolio cinese sui minerali critici. Il precedente del Sol Levante
Telecamere che parlano con Pechino. Il caso dei droni britannici
Le telecamere dei droni navali britannici inviavano segnali verso Pechino. Il caso rivela le vulnerabilità della supply chain proprio mentre Londra scommette 5 miliardi di sterline sui sistemi autonomi
Ecco chi paga (in Russia) il conto della guerra contro l'Ucraina
Non c’è solo la crisi del carburante a instillare nel popolo russo il ragionevole dubbio che l’aggressione all’Ucraina non abbia più senso. Ci sono economie locali che si stanno sgretolando, nel pressoché totale disinteresse del Cremlino. Che, per ora, non rischia una crisi politica
La lite sull’immigrazione che l’Europa non può permettersi. Scrive Stefanini
Tra pressioni migratorie, sospensione di Schengen e tensioni tra Roma e Madrid, l’Europa torna a dividersi su una sfida che richiederebbe invece una risposta comune. Ma mentre guerre, energia e competizione geopolitica impongono scelte strategiche, il rischio è che l’immigrazione assorba ancora una volta energie e capitale politico. E che le logiche nazionali prevalgano proprio quando all’Europa servirebbe maggiore unità
















