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L’India, la più popolosa democrazia al mondo, ha profondamente trasformato il suo ruolo nella scena globale passando da una diplomazia prudente a una presenza capace di incidere sugli equilibri internazionali. Partner strategico per l’Europa e interlocutore industriale sempre più rilevante per l’Italia, Nuova Delhi è stata al centro dell’incontro “Perché l’India conta”, promosso da Formiche in occasione dell’uscita italiana del libro del ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar, edito da Rubbettino. Al dibattito, moderato da Flavia Giacobbe, hanno partecipato Vincenzo De Luca, già ambasciatore d’Italia in India e Nepal, ed Emanuele Rossi, giornalista di Formiche.net e Decode39. 

Nuova Delhi nel mondo multipolare

Perché è necessario parlare di India oggi? È stato uno dei temi centrali del confronto, nel corso del quale è emerso come “negli ultimi anni l’India è diventata una reale potenza”, ha osservato Emanuele Rossi, assumendo un ruolo sempre più rilevante in un contesto internazionale segnato da nuovi equilibri multipolari. Una trasformazione che ha portato Nuova Delhi a riconoscersi “oggettivamente un polo” degli attuali assetti globali. Oggi l’India viene considerata un interlocutore centrale dagli Stati Uniti, dall’Europa e dal cosiddetto Sud globale. È anche da questa consapevolezza che nasce la scelta di portare in Italia il volume di Jaishankar, accompagnato dalla prefazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani e dalla postfazione firmata dal fondatore di Formiche Paolo Messa insieme a Rossi. 

Anche Vincenzo De Luca ha evidenziato l’evoluzione della postura strategica indiana. Richiamando le riflessioni di Jaishankar, l’ambasciatore ha ricordato il passaggio da un Paese leader del non allineamento a una strategia di multiallineamento, sintetizzata nella formula: “engage US, cultivate Europe, manage China”. 

A incidere su questa trasformazione è stata anche la leadership di Narendra Modi, considerato uno degli artefici della nuova proiezione internazionale di Nuova Delhi. “La ragione per cui adesso stiamo parlando di India è anche molto legata al ruolo di Narendra Modi”, ha osservato Rossi, sottolineando come il premier indiano abbia contribuito a rafforzare sia la consapevolezza geopolitica del Paese sia la sua capacità di esercitare soft power a livello globale, citando come esempio la promozione della Giornata mondiale dello yoga delle Nazioni Unite. 

Il partenariato con l’Europa 

Uno dei temi centrali del confronto ha riguardato il rafforzamento dei rapporti tra India e Unione europea. Proprio lo scorso gennaio è stato siglato uno storico accordo di libero scambio tra Bruxelles e Nuova Delhi, al termine di negoziati avviati nel 2007 ma interrotti diverse volte.

Secondo Vincenzo De Luca, il riavvicinamento all’Europa va inserito in una trasformazione più ampia della politica estera indiana e della stessa postura europea. “L’India guarda sempre di più all’Europa”, ha spiegato l’ambasciatore, ricordando come Bruxelles stia parallelamente cercando “una sua capacità più autonoma di proiezione internazionale”. 

Su questa evoluzione si è soffermato anche Rossi, sottolineando come “c’è la consapevolezza dell’importanza reciproca”. Da una parte Bruxelles guarda all’India come partner indispensabile nella strategia di diversificazione economica e industriale in un contesto segnato da crisi geopolitiche e tensioni commerciali; dall’altra Nuova Delhi considera l’Unione europea “il blocco commerciale più importante del mondo”.

Il legame con l’Italia e il progetto Imec

Negli ultimi anni i rapporti tra Italia e India hanno registrato una crescita significativa, dopo il superamento delle tensioni che avevano segnato la fase successiva al caso marò. Un percorso che si è consolidato attraverso il dialogo politico tra Giorgia Meloni e Narendra Modi e con la firma del partenariato strategico del 2023, destinato a entrare in una nuova fase anche in vista della prossima visita del premier indiano in Italia.

Secondo l’ambasciatore, Nuova Delhi guarda con crescente interesse al sistema industriale italiano, soprattutto nei settori della difesa, dell’aerospazio, del cyber e dello spazio. “Noi siamo la seconda manifattura europea”, ha ricordato De Luca, evidenziando le potenziali complementarità tra i due Paesi in una fase in cui l’India punta a rafforzare la propria capacità manifatturiera e ridurre il divario con la Cina. Anche Rossi ha richiamato il ruolo crescente delle aziende italiane nel mercato indiano, citando gruppi come Leonardo, Fincantieri ed Elt. 

In questo quadro si inserisce anche Imec, il corridoio lanciato nel 2023 per collegare India, Medio Oriente ed Europa, considerato uno dei principali progetti geo-economici emergenti. Rossi lo ha definito “il più visionario, importante, complesso e articolato progetto di differenziazione” attualmente in campo. De Luca ha invece evidenziato la dimensione infrastrutturale e logistica dell’iniziativa. “L’idea della connettività e di un collegamento tra Europa e Asia e l’India e l’Europa come poli è un’idea assolutamente fondata”, ha affermato, indicando Trieste come “l’entry-point principale” verso il centro manifatturiero europeo. 

Energia e autonomia strategica

Le tensioni in Medio Oriente non hanno risparmiato Nuova Delhi che, come gran parte dei Paesi industrializzati, continua a confrontarsi con il tema della sicurezza energetica. Nella sua ultima visita in India, De Luca ha raccolto “una reazione non particolarmente allarmata” rispetto alla crisi di Hormuz, pur riconoscendo che una chiusura prolungata dello stretto avrebbe conseguenze rilevanti sull’economia indiana, dall’aumento del prezzo del petrolio fino all’impatto sulle prospettive di crescita. L’ambasciatore ha ricordato la forte dipendenza energetica del Paese e la necessità di accelerare la transizione. “Si pone anche per l’India, come per noi, un tema strategico: dobbiamo ridurre la dipendenza da idrocarburi”, ha spiegato, sottolineando il peso crescente delle energie rinnovabili nel mix energetico indiano.

Perché l’India conta (e sempre di più). Rossi e De Luca dialogano sul libro di Jaishankar

Dalla strategia del multiallineamento fino al rafforzamento dei rapporti con Europa e Italia, il confronto tra Vincenzo De Luca ed Emanuele Rossi promosso da Formiche, in occasione dell’uscita italiana del libro del ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar, edito da Rubbettino, ricostruisce la nuova proiezione globale dell’India. Tra manifattura, sicurezza energetica, tecnologia e diplomazia, emerge il ruolo sempre più centrale di Nuova Delhi negli equilibri geopolitici e industriali del XXI secolo

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