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Sorprendendo gli iraniani che confidavano nello shabbat, il giorno sacro di riposo della religione ebraica, Israele e Stati Uniti hanno lanciato un massiccio attacco preventivo contro Teheran e decine di basi radar, l’arsenale missilistico, centri di comando dei pasdaran e infrastrutture militari dell’Iran.

“Abbiamo cercato ripetutamente, ma inutilmente un accordo”, ha affermato il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha aggiunto: ”Il nostro obiettivo è difendere il popolo americano eliminando minacce imminenti provenienti dal regime iraniano, un gruppo feroce composto da persone molto dure e terribili”.

Secondo fonti israeliane, la “fase iniziale” dell’attacco congiunto dovrebbe durare quattro giorni. Fra i gli obiettivi figurerebbero, affermano i media di Gerusalemme, anche strutture della presidenza e del consiglio supremo, ma fonti del regime hanno subito affermato che l’ayatollah Khamenei, la Guida suprema dell’Iran, non si trova a Teheran ma é stato trasferito in un bunker sotterraneo ultrasegreto.

L’attacco americano in corso sarà molto più esteso di quello dello scorso giugno contro gli impianti nucleari, scrive il New York Times, citando fonti del Pentagono. Un funzionario americano ha riferito all’emittente ad Al Jazeera che i raid in corso contro l’Iran vengono condotti nell’ambito di un’operazione militare congiunta di Israele e Stati Uniti pianificata da mesi.

Nelle ultime settimane, Washington ha dislocato una imponente flotta aereo navale con centinaia di accia bombardieri, due portaerei e una ventina di navi da guerra fra Mediterraneo orientale e Golfo persico.

Secondo gli esperti di strategie militari l’attacco preventivo americano israeliano sarebbe scattato per distruggere il più alto numero possibile di impianti di lancio missilistici e apparati radar iraniani, in modo da limitare al massimo la rappresaglia del regime.

Condizione resasi necessaria per risparmiare i sistemi antimissile statunitensi Terminal High-Altitude Area Defense, in grado di intercettare e distruggere i missili balistici iraniani.

Sistemi d’intercettazione utilizzati in maniera talmente massiccia durante la cosiddetta guerra dei 12 giorni del giugno scorso da sguarnire la “profondità di magazzino”, come si dice nel gergo militare per indicare la disponibilità delle scorte.

L’intento ultimo dell’attacco appena iniziato è quello di rovesciare il regime teocratico degli ayatollah che in quasi 40 anni ha riportato al medio evo l’Iran e massacrato letteralmente il popolo.

I raid militari potrebbero determinare un ulteriore sollevazione popolare e costringere alla capitolazione gli irriducibili del regime, favorendo la mediazione dei cosiddetti moderati e delle forze armate regolari mai completamente asservite agli ayatollah.

“Prendete il controllo del vostro Paese“ è l’accorato invito rivolto da Trump al popolo iraniano.

Ayatollah nel mirino? Piani e obiettivi dell’attacco Usa-Israele all’Iran

Secondo fonti del Pentagono, riportate dalla Cnn, gli attacchi scattati oggi si protrarranno per diversi giorni. E di operazione massiccia e continua parla infatti il presidente Trump. Un attacco che si prefigge di azzerare le capacità di rappresaglia dell’Iran e molto altro. L’analisi di Gianfranco D’Anna

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