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Un accordo da 5,5 miliardi di dollari che, nel giro di un decennio, dovrebbe garantire 10 miliardi di ricavi, di cui 1,1 miliardi all’anno a partire dal 2031. Su queste basi, l’italiana Prysmian e la statunitense Molex – parte del gruppo Koch Inc. – si sono strette la mano. La partnership durerà al massimo 10 anni e prevede un anticipo di 550 milioni. L’azienda milanese provvederà alla fornitura di cavi ottici per i data center, aumentando “significativamente la capacità produttiva”, “più che raddoppiando” quella di fibra negli Stati Uniti. In questo modo, Prysmian rientra nei 3 produttori statunitensi di fibra e cavi ottici. Uno status che gli permetterà di imporsi anche in Europa, dove è attualmente unico grande operatore. Lo sarà ancor di più quando comincerà a incentivare la produzione, che dovrebbe raddoppiare, inclusa quella di preformatura del vetro. L’investimento previsto è di 1,25 miliardi di euro all’anno fino al 2031, che permetteranno di creare più di 1.000 posti di lavoro, quasi equamente divisi tra Usa (600) ed Europa.

“Questo è un momento di trasformazione per soluzioni digitali di Prysmian”, osserva il ceo Massimo Battaini. Dopo l’annuncio dell’accordo, l’azienda ha guadagnato fino al 2,8%, rafforzando il rialzo del 39% di inizio anno. “Proprio come per i nostri accordi nel settore della trasmissione, ora possiamo trarne vantaggio in due modi: in primo luogo, insieme ai nostri clienti, inclusa l’importante partnership con Molex, stiamo investendo per soddisfare la domanda. In secondo luogo, condividiamo con il mercato una visione chiara sulla solidità della domanda a lungo termine e la chiara ambizione di Prysmian di competere nello spazio digitale per creare valore come leader, sia in termini di tecnologia che di scala”.

L’azienda adesso pensa (ancor di più) in grande. Dovrebbe sciogliere la riserva sulla doppia quotazione in Borsa negli Stati Uniti ed è alla ricerca di potenziali acquisizioni da 4 miliardi di dollari. Tanti quanti ne aveva spesi due anni fa per acquistare Encore Wire, in quello che è stato il più grande esborso della sua storia.

L’apporto di Prysmian sarà fondamentale per la realizzazione delle strutture di intelligenza artificiale, come appunto i data center. La richiesta è sempre più impellente. Nonostante i dubbi che circolano attorno ai data center, la direzione presa è ormai chiara. Soprattutto dagli Stati Uniti. Per questo l’accordo con Prysmian rappresenta per Molex “un’espansione strategica, che ci consente di aumentare la capacità di soddisfare la crescente domanda di soluzioni con la qualità e l’affidabilità che i nostri clienti si aspettano”, commenta l’amministratore delegato Joe Nelligan.

Prysmian si fa grande. Cosa prevede l'accordo con Molex da 5,5 miliardi di dollari

L’azienda milanese sigla una partnership con la società americana per la fornitura di cavi in fibra ottica essenziali per i data center. In questo modo consolida la sua posizione negli Usa e in Europa, che aumenterà ancora in vista dell’aumento di produzione

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