La Finnish Military Intelligence Review 2026 fotografa uno status quo globale caratterizzato dalla politica di potenza e dalla persistenza della guerra in Ucraina. Il Baltico emerge come area a crescente rischio di escalation accidentale, mentre la Russia mantiene capacità militari e strumenti di influenza ibrida nonostante le sanzioni. Secondo Helsinki, l’intelligence militare diventa un perno della deterrenza Nato e della gestione anticipata delle crisi in un ambiente nazionale, regionale e globale sempre più instabile
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Così la validità a 50 anni della Cie per gli over 70 allinea l'Italia all'Europa. Il commento di Billi
In un contesto segnato da minacce ibride e frodi transfrontaliere, uno Stato che aggiorna e razionalizza il proprio sistema di identità sta investendo nella resilienza della propria amministrazione e nella credibilità dei propri strumenti. Il commento di Simone Billi, capogruppo della Lega in Commissione Esteri, presidente del Comitato per gli italiani nel mondo, che ha presentato la proposta di legge approvata
2026, un anno di opportunità per Italia e Germania. Scrive l’ambasciatore Bagger
L’intervento dell’ambasciatore Thomas Bagger dedicato al rilancio del partenariato italo-tedesco nel nuovo contesto europeo. Al centro, gli esiti del Vertice bilaterale del 23 gennaio, la sintonia politica tra Berlino e Roma e le prospettive per il 2026, anno simbolico del 75° anniversario della ripresa delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi
Il Mes apre a prestiti per la difesa. Le parole di Gramegna
L’apertura del direttore generale del Mes Pierre Gramegna sull’uso del fondo per sostenere la spesa per la difesa riaccende il confronto sul ruolo dell’istituzione europea. L’ipotesi nasce dall’idea che i rischi per la stabilità non siano più solo finanziari ma anche geopolitici. Tra linee di credito leggere, limiti istituzionali e nodi politici, il Mes viene ripensato come strumento di protezione dei bilanci in una fase di profonde tensioni strategiche
La svolta di Damasco. Istituzioni politico-militari curde nello Stato siriano
L’accordo del 30 gennaio tra Damasco e Sdf segna una netta discontinuità nel rapporto tra Stato siriano e curdi, prevedendo integrazione militare e amministrativa del Nord-Est. Ma se la svolta politica è rilevante, l’attuazione resta ancora un’incognita
La Fed volta pagina. Chi è Kevin Warsh, il successore di Jerome Powell
Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato la nomina di Kevin Warsh al vertice della Banca centrale. Si chiude una stagione fatta di veleni, scaramucce e incomprensioni con l’amministrazione repubblicana. Chi è e da dove viene Warsh e quali le sfide del futuro
Perché le pressioni sull'Iran riaprono le tensioni nell'IndoMed
Le tensioni attorno all’Iran stanno spingendo l’intero Asse della Resistenza verso una postura di pre-mobilitazione, tra canali diplomatici fragili e una crescente probabilità di escalation militare. Dal Libano al Mar Rosso, il rischio è che una crisi pensata come contenuta si trasformi rapidamente in un confronto regionale, con ricadute strategiche e marittime difficilmente controllabili
Cosa ha previsto il Viminale per la sicurezza delle Olimpiadi di Milano-Cortina
Gli occhi saranno puntati sulle delegazioni maggiormente sensibili, ovvero che necessitano di un surplus di prevenzione, come quella di Israele i cui tre atleti non soggiorneranno nel Villaggio olimpico, o come quelle di Russia e Bielorussia che non avranno né simboli né inno, passando per quelle cinesi e ucraine
Allontanamento familiare. Quali diritti per i minori secondo la Garante per l’infanzia
Sensibilità, formazione, competenza sono parole chiave per l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, che fa chiarezza, in particolare, sull’allontanamento dalle famiglie di bambini e ragazzi nel documento dal titolo “Prelevamento dei minori, facciamo il punto”, elaborato con il contributo delle avvocate Alessandra Capuano Branca e Marina Marconato, esperte di Diritto di famiglia
Legge sulle Lobby, un bilancio chiaroscuro. Parla Velardi
Primo via libera della Camera dei deputati alla proposta di legge che regola l’attività di lobbying, ora tocca al Senato. Secondo Claudio Velardi, “è un bilancio in chiaroscuro”. È un bene che la legge ci sia, “ma va orientata molto di più su principi liberali. Così com’è, rischia di regolare troppo e male, invece di accompagnare un’attività che esiste e continuerà a esistere”. Conversazione con il direttore del Riformista
















