La democrazia vive di decisioni, ma cresce nel confronto. E il confronto, quando è fondato su dati, esperienza e senso dello Stato, non è mai una minaccia. È, al contrario, la sua più alta espressione. Il commento del generale della Guardia di Finanza in congedo Alessandro Butticé, dirigente emerito della Commissione europea e autore di “Io, l’Italia e l’Europa. Pensieri in libertà di un patriota italiano-europeo”
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La Slovenia come laboratorio dell'hybrid warfare? Il caso Black Cube
Una campagna elettorale trasformata in un’operazione sotto copertura tra identità fittizie, incontri riservati e video registrati di nascosto. Il caso sloveno mostra come le interferenze non passino più solo dalla disinformazione online ma anche da sofisticate operazioni ibride
Schlein fa, Conte si accredita. Tutte le insidie per il campo largo dopo il referendum secondo Panarari
La vittoria del No al referendum sulla giustizia nasce da una combinazione di fattori: forte politicizzazione, clima internazionale instabile e mobilitazione emotiva, soprattutto giovanile. Il governo paga l’aver messo in discussione la propria cifra distintiva, la stabilità, e l’incapacità di gestire una narrazione efficace, anche alla luce di alcuni casi interni. Per il centrosinistra si apre una finestra di opportunità che però richiede programma, leadership e coesione. Nessun ritorno immediato alle urne, ma una fase politica più incerta, con nuovi equilibri ancora da costruire. Intervista al politologo Massimiliano Panarari
Giustizia, cosa resta oltre il voto? Scrive Panizzi
Dopo il referendum, il dibattito sulla Giustizia si riaccende tra polarizzazione e riscoperta del suo significato più profondo. Oltre norme e scontri politici, emerge la necessità di un rinnovamento etico e culturale che rimetta al centro la persona e la responsabilità. La riflessione del generale Massimo Panizzi
Con Pomicino finisce quella politica fatta di garbo e Dc. Il ricordo di Stefano Andreotti
Con la morte di Paolo Cirino Pomicino è venuto meno l’ultimo vero democristiano della cosiddetta Prima Repubblica: ha sempre mantenuto questa patente di ‘democristiano’ alla quale non ha mai rinunciato fino all’ultimo. Una vera memoria storica che adesso viene purtroppo meno… Intervista a Stefano Andreotti, già manager Siemens e figlio del sette volte presidente del Consiglio Giulio
Il make in India è un’opportunità per le imprese italiane. Poggipolini spiega perché
L’India punta a rafforzare la propria industria e a indigenizzare la produzione, ma ha bisogno di partner internazionali capaci di fornire a Nuova Delhi il know-how e le capacità per farlo. In questo contesto Poggipolini, azienda bolognese specializzata nella componentistica aeronautica critica, ha acquisito la maggioranza Aero Fasteners, società indiana che vanta collaborazioni con i principali stakeholder del subcontinente. Al centro dell’operazione, un modello win-win in grado di sostenere lo sviluppo locale e di diversificare gli investimenti. L’intervista di Airpress a Michele Poggipolini
Dal mare al cyber. Da dove passa l’asse Ue-Australia sulla difesa
La partnership tra Unione europea e Australia sulla sicurezza e la difesa segna un passo politico rilevante oltre il commercio e rafforza il profilo europeo nell’Indo-Pacifico. Al centro ci sono cooperazione marittima, cyber e contrasto alle minacce ibride, con un possibile riflesso anche sul piano industriale. Ma l’intesa resta una cornice prudente, da verificare nella sua traduzione operativa
Iran, tra restrizioni e informazione. Ecco la prima guerra dell’era dei social media
Dal Medio Oriente agli Stati Uniti, restrizioni, blackout digitali e controlli preventivi limitano la verifica indipendente dei fatti e complicano il lavoro dei media nelle aree coinvolte dal conflitto. Lo stato della libertà di stampa raccontato da Bloomberg
Patriot e Thaad non bastano per tutti. Ma la Corea del Sud ha la soluzione
La scarsa disponibilità di classici sistemi di difesa aerea come i Patriot sta spingendo sempre più attori a cercare valide alternative, come il Cheongung prodotto da Seul. Un’opzione che potrebbe essere valida anche per l’Europa
Non solo gas & oil. Perché la crisi a Hormuz è come covid e Ucraina
Esiste il rischio che i danni su comparti nevralgici come le materie plastiche o le filiere alimentari possano favorire Cina e Russia a discapito dell’occidente? Adesso il nodo è dato dal fatto che l’interruzione non è più circoscritta allo Stretto di Hormuz, ma si sta pericolosamente allargando alle altre rotte marittime regionali. Un gioco dell’oca dagli effetti imprevedibili, come un nuovo virus che si espande senza controllo
















