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Un anno record, sotto un po’ tutti i punti di vista. Per Poste italiane il 2025 ha portato in dote numeri che danno la cifra circa la riuscita della trasformazione del gruppo guidato da Matteo Del Fante. Non più società di recapito, ma una realtà multitasking. A pochi mesi dall’ingresso in forze in Tim, di cui oggi è azionista di riferimento, per Poste è tempo di raccogliere i frutti di un rinnovamento iniziato anni fa. I numeri, prima di tutto.

Poste ha chiuso il 2025 con ricavi di gruppo 2025 a livelli record e pari a 13,1 miliardi, in crescita del 4% e la redditività più alta mai registrata, con il risultato operativo adjusted che si attesta a 3,2 miliardi, in crescita del 10%, a fronte di un utile netto pari a 2,2 miliardi, in aumento del 10% anno su anno, in linea con la guidance aggiornata per il 2025 e in anticipo rispetto agli obiettivi previsti dal piano 2024-28. A trainare i conti, pacchi e logistica, con Poste primo operatore nella consegna con 349 milioni di item nel 2025.

Molto bene, si diceva, anche gli altri segmenti del gruppo, che nei prossimi mesi confluiranno nel nuovo polo finanziario dove verranno integrati pagamenti e servizi finanziari. E a proposito di poli, “noi siamo anche in trattativa per l’acquisizione di un 20% del Polo strategico nazionale dove Tim ha già il 45%. Il polo strategico nazionale è un asset strategico nazionale, la cui missione chiave è di creare un’infrastruttura cloud innovativa sicura e sostenibile per tutta la pubblica amministrazione italiana”, ha annunciato Del Fante.

Tornando per un momento ai numeri, i ricavi da servizi finanziari sono cresciuti del 3% a 5,7 miliardi nell’esercizio 2025, sospinti dal portafoglio investimenti e da una solida performance commerciale ricavi dei servizi assicurativi supportati sia dal comparto vita sia dal comparto protezione. Numeri che hanno permesso al gruppo di arricchire la cedola per gli azionisti. Il board di Poste proporrà infatti un dividendo per azione per l’intero esercizio 2025 pari a 1,25, in crescita del 16%, per una distribuzione complessiva di 1,6 miliardi.

“Il 2025 è stato un anno eccezionale per Poste”, ha sottolineato Del Fante. “Abbiamo registrato i migliori risultati della nostra storia, caratterizzati da ricavi e redditività a livelli record. La performance è stata rilevante in tutte le aree di business grazie al contributo di una dinamica commerciale solida, una disciplina dei costi rigorosa e consistenti rendimenti del portafoglio investimenti. Il nostro piano strategico continua a registrare progressi significativi, con tutte le principali iniziative pienamente in linea con le tempistiche previste, inclusi il roll out del nuovo modello di servizio commerciale e la trasformazione della logistica”.

E Tim? La società di Viale Europa continua a stringere i bulloni con l’ex monopolista, che proprio pochi giorni fa ha presentato al mercato i propri conti. “Continuiamo a lavorare a stretto contatto con Tim, per realizzare sinergie di lungo periodo. In qualità di maggiore azionista strategico, abbiamo contribuito alla stabilizzazione della governance e allo sblocco delle priorità strategiche a beneficio della creazione futura di valore e di rendimenti sostenibili per gli azionisti”. Nel frattempo “il nostro investimento iniziale di 1,3 miliardi”, in Tim, “è più che raddoppiato in valore, e questo è un segnale molto evidente della fiducia del mercato della trasformazione di Tim e in questo nuovo approccio industriale di lungo termine”.

 

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Il gruppo guidato da Matteo Del Fante si lascia alle spalle ricavi per 13,1 miliardi e utili per 3,2 miliardi, in crescita del 10%. Ora all’orizzonte la riorganizzazione dei settori pagamenti e servizi finanziari, che confluiranno in un nuovo hub. Con Tim sinergie sempre più forti. E si tratta per l’ingresso nel polo nazionale del cloud

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