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Impossibile rassicurare senza essere rassicuranti. E Donald Trump non lo é stato affatto. Che fiducia può suscitare, infatti, un discorso televisivo incentrato sull’escalation piuttosto che sulle prospettive di conclusione del conflitto? Retorico e reticente, tradendo bugie, sottovalutazioni e contraddizioni, il tycoon si é presentato con la giustificazione in mano davanti al popolo americano, come uno scolaretto davanti alla maestra. Ha continuato a ripetere che é tutta colpa dell’Iran, che lui non voleva la guerra. Un conflitto, ha scandito, che però ora “dobbiamo portare a termine infliggendo agli ayatollah il colpo di grazia”.

Dall’inizio alla fine ha ripetuto che “non c’è alcun dubbio che abbiamo già vinto, ma è essenziale finire gli ayatollah e fare in modo che non ritentino di costruire missili balistici e atomiche”. Non il solito vanaglorioso e narcisista Trump, ma una versione dimessa di un Presidente degli Stati Uniti, inquadrato in un momento di estrema delicatezza per l’amministrazione, segnato da un calo dei consensi e da una pressione internazionale crescente. Un intervento appannato dall’esigenza di tranquillizzare gli americani alle prese con l’aumento dei prezzi che da una reale necessità di aggiornamento strategico.

Un tentativo di trasformare l’indeterminatezza delle prospettive belliche in un’immagine di imminente vittoria duratura e di stabilità ritrovata. Scomponendo la retorica dall’impostazione del discorso e analizzando i singoli passaggi, é sembrato tuttavia che Trump cercasse di preparare l’opinione pubblica americana ad una delicata svolta strategica, un’opzione rischiosa ma necessaria. Il tutto giustificato dal leitmotiv: abbiamo attaccato per proteggere i nostri figli.

Analiticamente il passaggio chiave riguarda infatti il tentativo di legittimare l’inevitabile costo umano ed economico della guerra, proiettando cause ed effetti in una dimensione storica e paragonando l’attacco all’Iran ai grandi conflitti del passato. Analisi confermata dall’affermazione “È molto importante che manteniamo questo conflitto nella giusta prospettiva”, e dalla definizione dell’intervento come “un vero investimento per il futuro dei vostri figli e dei vostri nipoti”. Narrazione che fra le righe, evidenzia come la Casa Bianca stia cercando di forzare una chiusura rapida delle ostilità prima che il logoramento politico ed economico diventi irreversibile. Se si vuol valutare una persona, sostiene la saggezza popolare, non bisogna ascoltare quello che dice, ma concentrarsi su quello che fa. E Trump fa il contrario di quello che dice.

Anatomia del discorso senza certezze di Donald Trump. Scrive D'Anna

I mercati vacillano, invertendo la rotta dopo i forti guadagni di ieri, affossati dai timori di un’ulteriore escalation della guerra in Medio Oriente. Questa la prima reazione economica al discorso televisivo del Presidente Trump. Un intervento che gli osservatori e governi di tutto il mondo stanno valutando parola per parola. L’analisi di Gianfranco D’Anna

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Tutto è pronto a Cape Canaveral per il lancio della missione Artemis II, che porterà quattro astronauti in orbita cislunare e che rappresenta il primo passo del ritorno dell’essere umano sulla Luna. Nel frattempo, le priorità della Nasa sono cambiate, ma non l’intenzione di coinvolgere da vicino l’Italia e le sue competenze industriali nella corsa al prossimo allunaggio. Airpress ne ha parlato con Andrea Mascaretti

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Dopo quasi 30 anni di negoziati, il mercato di libero commercio più grande della storia è una realtà. La firma dell’entrata in vigore provvisoria il 1° maggio da parte de Asunción. Cosa prevede il trattato e come si è arrivati fino qui

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Droni gregari, la competizione europea vede un nuovo concorrente. Ecco quale

La partnership tra Rheinmetall e Boeing porta il MQ-28 Ghost Bat al centro della competizione europea sui droni gregari. In un arena in cui non sembrano certo mancare gli avversari

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Le recenti dichiarazioni americane riaprono il dibattito sul ruolo degli Stati Uniti nella Nato. La cornice del Trattato di Washington, dagli articoli su consultazione e mandato Onu fino alle norme sull’uscita dall’Alleanza, aiuta a leggere la fase attuale e le sue implicazioni strategiche

Governance farmaceutica, perché la riforma è anche una partita di sicurezza nazionale

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Con l’evoluzione tecnologica, la manipolazione cognitiva emerge come una sfida centrale per la sicurezza. Janet Martha Blatny, special advisor to Nato’s chief scientist, research director at the Norwegian Defence Research Establishment e visiting professor at Imperial College London, spiega perché fiducia, resilienza e adattamento strategico saranno decisivi nella competizione futura

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