Quarantacinque anni in Parlamento non si archiviano con una lettera di rinuncia. Dietro il passo indietro di Pier Ferdinando Casini c’è una scelta politica, prima ancora che personale: la distanza da un’offerta che intreccia radicalismo dem e populismo grillino. Altro che manovre per il Quirinale: il Colle può attendere, mentre si chiude una stagione e si apre il tempo di una vita nuova
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Francia, il nuovo malato d’Europa?
Debito fuori controllo, instabilità dei governi, tensioni sociali e forte polarizzazione politica: le fragilità francesi possono mettere alla prova gli equilibri dell’Eurozona. Ecco perché secondo Salvatore Di Bartolo
Il “China shock 2.0” e la perdita di leva dell’Europa su Pechino
La missione del commissario Šefčovič in Cina ha prodotto risultati limitati, con tre intese preliminari che non colmano il deficit commerciale di 360 miliardi di euro. La superiorità tecnologica e industriale cinese, basata su un sistema integrato di ricerca, automazione e infrastrutture digitali, rischia di ridurre la leva negoziale dell’Ue. Francia e Germania propongono nuovi strumenti di difesa commerciale e diversificazione degli approvvigionamenti, mentre si discute tra proteggere settori sensibili e attrarre investimenti tecnologici cinesi
Chi comanda nel Mar Nero e perché l’Ue è ancora in ritardo
Di fatto Xi ha una propria sfera di influenza sul Mar Nero. Come se ne esce? Guardando ad altri partner. Quando Ankara ha aderito alla Convenzione di Montreux, che impedisce alle navi militari di entrare nella regione del Mar Nero in tempo di guerra, ha determinato un effetto: stemperare le ambizioni della Russia. Quindi la Turchia, in quanto attore chiave nel Mar Nero, resta un partner vitale per quell’Ue che, ad oggi, non riesce ad incidere in quelle acque
Stop all'Ets e acquisti di energia centralizzati. La via europea per sopravvivere a Hormuz secondo Sommella
Almeno per il momento, la crisi francese è più una questione di rabbia e piazza che una questione di credibilità agli occhi dei mercati. Ma quando si convive nello stesso spazio economico e si ha la stessa moneta, il passo verso il contagio è breve. Sull’energia l’Europa elimini per quanto possibile le tasse sulle emissioni e centralizzi l’acquisto di materie prime. Conversazione con Roberto Sommella, giornalista, saggista e direttore di MF-Milano Finanza
Cos’è (e come) funziona Yandex, il Google russo sotto attacco
I droni di Kyiv hanno colpito una delle piattaforme più importanti della Russia, dimostrando la vulnerabilità di Mosca a livello informatico. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che gli attacchi ai data center russi sono riusciti a ridurre significativamente l’attività dei bot e della propaganda anti-Ucraina
Quando la potenza di calcolo e l'AI diventano bersagli della guerra cinetica. L'analisi di Mele
I tre data center di Yandex colpiti dai droni ucraini negli ultimi giorni confermano che il cloud e l’intelligenza artificiale sono entrati nella geografia cinetica della guerra moderna. L’analisi di Stefano Mele, presidente della Commissione Sicurezza Cibernetica del Comitato Atlantico Italiano
Fairford, per 32 Paesi Teheran è responsabile. C’è anche l’Italia
Trentadue Paesi, Italia compresa, fanno propria l’attribuzione britannica sul coinvolgimento iraniano nell’incidente del 27 settembre alla base di RAF Fairford. Nel mirino il metodo dei Guardiani della Rivoluzione: reti clandestine, criminalità e proxy per portare le operazioni oltre i confini iraniani
Il debito costa, la politica sia responsabile. L'appello di Giorgetti
Il ministro dell’Economia interviene nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato e ribadisce la delicatezza del momento in Europa, con la crisi francese miccia per un nuovo incendio sui mercati, che comporterebbe un aumento degli interessi pagati sul debito sovrano. Per questo la credibilità finanziaria dell’Italia agli occhi dei mercati, non può avere colore politico. Oggi la manovra in Consiglio dei ministri
Così la Russia alza il tiro contro i vertici dell’industria militare europea
Le rivelazioni del Financial Times indicano una nuova fase della guerra ibrida russa: nel mirino non solo infrastrutture e supply chain, ma anche manager e dirigenti delle aziende che sostengono l’Ucraina. Un’escalation che pone nuove sfide a intelligence, controspionaggio e sicurezza economica europea. L’analisi di Antonio Teti
















