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Mareggiata nel Mediterraneo orientale. Federica Mogherini, Alto commissario per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea, ha espresso “profonda preoccupazione” per l’intenzione della Turchia di iniziare attività di perforazioni nella Zona economica esclusiva (Zee) di Cipro, quell’area di mare, adiacente alle acque territoriali, in cui lo Stato cipriota ha diritti sovrani per la gestione delle risorse naturali.

“Nel marzo 2018 il Consiglio europeo ha condannato fermamente le continue azioni illegali della Turchia nel Mediterraneo orientale – si legge in un comunicato ufficiale diffuso dal Servizio europeo per l’azione esterna (Seae) -. In questo contesto, chiediamo urgentemente alla Turchia di mostrare moderazione, rispettare i diritti sovrani di Cipro nella sua Zee e astenersi da qualsiasi azione illegale a cui l’Unione europea risponderà in modo appropriato e in piena solidarietà con Cipro”.

Nonostante gli avvertimenti, la Turchia è andata avanti nel suo piano di inviare una nave di perforazione Fatih al largo dell’isola egea di Rodi nella costa occidentale di Cipro. L’obiettivo: condurre perforazioni per l’estrazione di petrolio e gas. L’imbarcazione è già partita dal porto meridionale di Antalya, insieme a tre navi di supporto e a una fregata. Le autorità turche sostengono che si tratta di un’attività esplorativa in un’area dove si trovano piattaforme continentali di Grecia e Cipro.

Le reazioni sono state immediate. La solidarietà a favore di Cipro è arrivata anche dalla Grecia che ha condannato fermamente la decisione turca. Il ministero degli Esteri di Atene ha chiesto alla Turchia di “cessare immediatamente le sue attività illegali, di rispettare i diritti inalienabili della Repubblica sovrana di Cipro nell’interesse di tutti i cittadini ciprioti, di desistere da ulteriori azioni che minano la stabilità nella regione e la possibilità di ripresa dei colloqui per una soluzione giusta e praticabile alla questione cipriota”. Con questo comunicato, il governo greco ha voluto lanciare un appello a favore della calma, giacché la situazione rischia di danneggiare la stabilità nel Mediterraneo orientale.

Una preoccupazione per gli equilibri regionali, condivisa dal governo del Cairo che osserva con interesse la vicenda e mette in guardia sugli effetti regionali. “L’Egitto segue con grande interesse e profonda preoccupazione gli sviluppi in corso sull’annuncio turco di voler avviare attività upstream in un’area offshore situata a ovest di Cipro – si legge in una nota del ministero degli Esteri egiziano -. Per questo motivo, mette in guardia dalle ripercussioni di eventuali procedure unilaterali sulla sicurezza e sulla stabilità nel Mediterraneo orientale”. Per la diplomazia del Cairo è necessario che i Paesi vicini rispettino le normative e disposizioni del diritto internazionale.

“Questa provocatoria azione della Turchia – ha dichiarato il governo cipriota – costituisce una flagrante violazione dei diritti sovrani della Repubblica di Cipro sanciti dal diritto internazionale e dell’Unione europea […] Serve al tempo stesso a rivelare le reali intenzioni di Ankara in relazione alla questione di Cipro e spiega perché la Turchia ha respinto la proposta di un incontro informale nel formato di Crans Montana”.

Per alcuni analisti, l’assenza di personale specializzato sulla nave è rivelatrice del vero obiettivo della Turchia con quest’azione: rafforzare le sue richieste nella regione e testare le reazioni di Paesi con interessi nella Zee di Cipro, tra cui l’Italia.

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