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Gli obbligazionisti e gli azionisti delle banche fallite tra il 2014 e il 2016 (Etruria e le due venete ma non solo) riavranno indietro parte dei loro soldi. Una vicenda dolorosa, che ha visto nel giro di pochi mesi, migliaia di risparmiatori perdere il grosso del loro patrimonio. Si è infatti chiusa con una fumata bianca il faccia a faccia a Palazzo Chigi tra le molte associazioni che rappresentano i risparmiatori e il governo. Adesso il prossimo step sono i decreti attuativi da parte del Tesoro, che dovranno anche modificare la legge di Bilancio con la quale l’esecutivo aveva destinato 1,5 miliardi ai ristori.

L’operazione è strutturata a doppio binario ed è stata messa a punto dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria, e concordata con Bruxelles. L’accordo prevede una doppia platea, con ristori diretti ai correntisti con un Isee entro i 35 mila euro o un patrimonio mobiliare non superiore a 100 mila euro, e una sorta di arbitrato semplificato per gli altri. Ora l’obiettivo è portare la norma nel Consiglio dei ministri di domani, chiamato a varare tra le altre cose il Def. Secondo fonti governative riportate dall’agenzia Agi, i rimborsi saranno inseriti nel decreto Crescita approvato la scorsa settimana “salvo intese” mentre successivamente saranno emanati i decreti attuativi. Secondo il timing fornito dal sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci, le domande per ottenere i rimborsi potranno essere inoltrate già da maggio.

Un commento all’operazione rimborso allestita dal governo è arrivato da Corrado Sforza Fogliani, banchiere e presidente di Assopopolari. Due delle banche coinvolte nei crac erano popolari (Veneto Banca e Popolare di Vicenza). “Quello che ha dovuto fare oggi il governo è diretta conseguenza di alcune scelte sbagliate che sono state fatte a partire dal 2014, come il ricorso al bail in, laddove non ce ne era bisogno”, spiega Sforza Fogliani. “Dobbiamo ricordarci che le banche in questione erano disposte a farsi carico delle crisi, ma questo non è stato consentito, consegnando le banche ai fondi speculativi. Che cosa voglio dire? Che la scelta dell’attuale governo è figlia di un errore strategico compiuto anni orsono”.

 

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