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La flotta ombra con cui Mosca riesce ad aggirare le sanzioni sul proprio petrolio – e che è finita nuovamente nel mirino delle sanzioni dell’Unione europea nel diciassettesimo pacchetto – è il tallone d’Achille della Russia. Lo conferma quanto accaduto domenica, quando le autorità russe hanno fermato una petroliera greca dopo che ha lasciato un porto dell’Estonia e mentre navigava in acque territoriali russe ma lungo una rotta concordata.

La petroliera fermata

La petroliera Green Admire, battente bandiera liberiana e di proprietà della società greca Aegean Shipping, aveva lasciato il porto estone di Sillamae con un carico di petrolio di scisto ed era diretta a Rotterdam, nei Paesi Bassi, come ha riferito l’amministrazione dei trasporti di Tallinn. “L’incidente di oggi dimostra che la Russia continua ad agire in modo imprevedibile, motivo per cui in futuro le navi saranno indirizzate su una rotta alternativa”, ha dichiarato Margus Tsahkna, ministro degli Esteri estone. “Ho anche informato i nostri alleati dell’accaduto”, ha aggiunto.

L’accordo infranto

L’imbarcazione fermata si trovava su una rotta marittima concordata tra Estonia, Finlandia e Russia. L’accordo è stato pensato per facilitare un transito commerciale più sicuro e aveva funzionato senza problemi, finora. Non è chiaro il motivo esatto che ha portato all’intervento russo sulla Green Admire. Secondo i funzionari estoni, si tratta di un ennesimo tentativo di Mosca di alzare la pressione nella regione del Mar Baltico, uno sforzo rafforzatosi dopo l’adesione della Finlandia e della Svezia alla Nato.

Lo scramble di un jet russo

L’episodio è avvenuto a pochi giorni di distanza da un altro fatto che ha riguardato i due Paesi: un aereo da caccia russo ha violato il territorio della Nato per quasi un minuto mentre cercava di controllare una nave soggetta a sanzioni da parte del Regno Unito, che martedì l’Estonia stava cercando di trattenere. Dopo che la petroliera Jaguar, diretta in Russia e inserita nell’elenco delle sanzioni britanniche, si è rifiutata di collaborare a un tentativo di abbordaggio, la Marina estone ha dichiarato che la nave è stata scortata in acque russe. L’imbarcazione era stata accusata di navigare illegalmente senza bandiera. “La Federazione Russa ha inviato un aereo da caccia per verificare la situazione e questo aereo da caccia ha violato il territorio Nato per quasi un minuto”, ha dichiarato giovedì il ministro Tsahkna a Antalya, durante la riunione dei ministri degli Esteri della Nato.

L’intesa tra i Paesi del Nord

“Gli avvenimenti di cui una nave della flotta ombra russa è stata protagonista questa settimana nel mar Baltico rappresentano un chiaro monito sulla pericolosità della Russia”, ha detto lo stesso ministro venerdì in occasione della firma del memorandum per la protezione del Baltico con gli omologhi di Germania, Polonia, Lituania, Lettonia, Finlandia, Norvegia, Svezia, Islanda e Danimarca. Sottoscritta nella cittadina estone di Vihula, l’intesa prevede la creazione di una piattaforma per contrastare i danneggiamenti intenzionali o accidentali delle infrastrutture con particolare attenzione alla flotta ombra della Russia e ai danni che essa ha dimostrato di provocare. Il rafforzamento della resilienza delle infrastrutture critiche nel Baltico costituisca un modo per rendere i Paesi della regione maggiormente coscienti del ruolo della Russia nella regione, ha rimarcato Tsahkna.

La flotta ombra è il vero tallone d’Achille della Russia

La recente vicenda della petroliera Green Admire, fermata dalle autorità russe mentre transitava su una rotta previamente concordata con Estonia e Finlandia, mette in luce il ruolo cruciale e controverso della cosiddetta “flotta ombra” di Mosca nell’eludere le sanzioni sul petrolio. Nei giorni scorsi, un jet russo nello spazio Nato per quasi un minuto

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