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Come ogni anno la stagione del Teatro lirico di Cagliari accosta tradizione e novità. I titoli delle otto opere sono: Lo schiavo, Tosca, La cambiale di matrimonio, Il campanello, Don Giovanni, Attila, Macbeth, Hänsel und Gretel ed il classico Le corsaire per il balletto. Sei saranno le nuove produzioni e coproduzioni in ambito nazionale ed internazionale.

Anche la Stagione 2019 è tesa a valorizzare la grande Opera italiana con i più significativi compositori dell’Ottocento e Novecento: Rossini, Donizetti, Verdi, Puccini, ai quali si deve aggiungere il Don Giovanni mozartiano che fa parte della “trilogia italiana” del genio salisburghese e di Lorenzo Da Ponte. Mentre due assolute novità riguardano le figure di Antônio Carlos Gomes, compositore brasiliano che ebbe molto successo in Italia nella seconda metà dell’Ottocento, e di Engelbert Humperdinck, compositore del tardo-romanticismo tedesco che visse a cavallo dei due secoli.

Dopo le inaugurazioni “respighiane” del 2016 e del 2017 e quella di quest’anno con Turandot di Ferruccio Busoni, la Stagione 2019 vede un’altra preziosa rarità musicale questa volta del brasiliano Antônio Carlos Gomes (Campinas, 1836 – Belém, 1896) che viene eseguita per la prima volta in Italia: Lo schiavo, dramma lirico in quattro atti, su libretto di Alfredo d’Escragnolle, visconte di Taunay e Rodolfo Paravicini (che si occupa sia della traduzione in italiano che di alcune modifiche al testo), tratto da un racconto dello stesso di Tauney.

L’opera viene rappresentata, per la prima volta, il 27 settembre 1889 al Theatro Imperial Dom Pedro II di Rio de Janeiro e il compositore la dedica alla figlia e reggente dell’imperatore, principessa Isabella, che nel 1888, con la celebre “Lei Aurea”, abolisce la schiavitù in Brasile. L’intreccio, infatti, è incentrato proprio sul tema della schiavitù e della sua abolizione, anche se, al suo arrivo in Italia, il testo originale dell’opera subisce importanti modifiche, dettate soprattutto dalle convenzioni del melodramma (datazione, etnia e ceto sociale dei protagonisti). Lo schiavo viene rappresentata dal 22 febbraio al 3 marzo, in un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con il Teatro São Pedro di San Paolo e con il Festival Amazonas de Opera di Manaus (Brasile), e gode dell’importante patrocinio culturale dell’Ambasciata del Brasile in Italia. Sul podio il debutto di Luiz Fernando Malheiro, direttore artistico delle due istituzioni musicali brasiliane e sicuramente una delle bacchette più note dell’America latina, mentre la regia è firmata dal milanese Davide Garattini Raimondi che ha già lavorato per il Teatro Lirico di Cagliari in occasione delle recite de L’ape musicale di Da Ponte nell’estate 2017 (decentramento in Sardegna) e nell’autunno 2018 (trasferta a New York).

Il secondo appuntamento con l’opera, in scena dal 29 marzo al 7 aprile, è con Tosca, celeberrimo ed amatissimo melodramma di Giacomo Puccini (Lucca, 1858 – Bruxelles, 1924), la cui ultima rappresentazione cagliaritana risale al 2014. Si tratta di un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, la cui regia è curata dal fiorentino Pier Francesco Maestrini che, a Cagliari, ha firmato Turandot di Puccini (con le scene di Pinuccio Sciola), La campana sommersa di Respighi e, questo dicembre 2018, Rigoletto di Verdi. La direzione d’orchestra è affidata a Donato Renzetti che del repertorio pucciniano riesce a cogliere le più recondite nuances orchestrali.

Dal 3 al 12 maggio, ecco un nuovo, insolito dittico musicale: La cambiale di matrimonio di Gioachino Rossini (Pesaro, 1792 – Parigi, 1868), assente dalle scene cagliaritane dal 1990, e Il campanello di Gaetano Donizetti (Bergamo, 1797-1848), assente invece dal 1956. Il nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con il Rossini Opera Festival di Pesaro (per quanto riguarda La cambiale di matrimonio), è curato per regia, scene e costumi da Francesco Calcagnini, tra i più stimati ed importanti scenografi contemporanei che ritorna a Cagliari dopo un “suo” Barbiere di Siviglia del maggio 1999. Dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico Alvise Casellati, direttore d’orchestra padovano, ospite regolare dei più prestigiosi teatri d’opera e festival

Dal 23 al 31 maggio ritorna la grande danza classica con Le corsaire di Adolphe Adam (Parigi, 1803-1856), uno dei capolavori più emozionanti ed amati dal pubblico, nella versione portata in scena dalla coreografa canadese Anna-Marie Holmes, autorevole specialista dei balletti ottocenteschi, con scene fantastiche e costumi esotici di Luisa Spinatelli. Uno spettacolo imperdibile, che mancava dal palcoscenico cagliaritano dal 2009, e che viene proposto con il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, in una nuova straordinaria produzione sempre del teatro meneghino, dove è andato in scena nella stagione appena conclusa.

La Stagione lirica e di balletto prosegue nei mesi estivi, a favore del pubblico di abbonati e dei numerosissimi turisti presenti nell’Isola, con un gradito ritorno, a distanza di quattordici anni dall’ultima rappresentazione (febbraio 2005): Don Giovanni, dramma giocoso in due atti di Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 1756 – Vienna, 1791), su libretto di Lorenzo Da Ponte, che verrà rappresentato dal 28 giugno al 24 luglio per tredici serate, di cui 9 in abbonamento e 4 fuori abbonamento (queste ultime dedicate soprattutto ai turisti). L’attuale produzione, di proprietà del Teatro Lirico di Cagliari, ripropone al pubblico cagliaritano, attraverso la regia di Daniela Zedda, le suggestioni e le atmosfere dell’acclamato allestimento firmato nel 1987 per il Teatro alla Scala di Milano da Giorgio Strehler. Si tratta di uno dei più imponenti allestimenti messi in scena sul palcoscenico del Teatro Lirico di Cagliari: scene monumentali che pur dopo tanti anni conservano intatta la validità di specchio fedele della gioiosa cupezza, caratteristica peculiare della Spagna sei-settecentesca. La direzione musicale è affidata a Gérard Korsten che ritorna sul podio cagliaritano dopo La Traviata, Un ballo in maschera e Il Barbiere di Siviglia delle ultime tre estati.

Dopo la pausa estiva, la Stagione lirica e di balletto riprende, dal 27 settembre al 6 ottobre, con uno dei primi “melodrammi risorgimentali” del Cigno di Busseto ingiustamente poco rappresentati: Attila di Giuseppe Verdi (Roncole di Busseto, Parma, 1813 – Milano, 1901) che ritorna a Cagliari dopo 143 anni (l’unica edizione è al Teatro Civico nel 1876!). Viene proposto un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con la State Opera di Stara Zagora (Bulgaria), con la regia di Enrico Stinchelli, popolare conduttore della fortunata trasmissione “La Barcaccia” su Rai Radio 3. La direzione musicale è affidata a Donato Renzetti, direttore abruzzese, bacchetta nota a Cagliari e in tutto il panorama nazionale ed internazionale.

Dal 31 ottobre al 10 novembre va in scena ancora un grande melodramma verdiano: Macbeth; cruda, affascinante, sanguigna, trascinante e celeberrima tragedia musicale che è il primo, fortunatissimo, incontro fra Verdi e Shakespeare. L’allestimento proviene dal Teatro Regio di Parma (in coproduzione con Cagliari) ed è realizzato, per la regia, da Daniele Abbado che presenta un Macbeth dai forti contrasti: buio, vuoto e cupezza della prima parte si alternano a colori vivaci, luci abbacinanti e tensione emotiva della seconda parte che “inchioderanno” lo spettatore alla poltrona in un crescendo di emozioni veramente indimenticabili

A chiusura della Stagione lirica e di balletto 2019, dal 13 al 22 dicembre va in scena Hänsel und Gretel, opera romantica in tre atti su libretto di Adelheid Wette, tratto dalla fiaba omonima dei fratelli Grimm, e musica di Engelbert Humperdinck (Siegburg, 1854 – Neustrelitz, 1921) che viene rappresentata per la seconda volta a Cagliari (la prima fu nel maggio 1959 al Teatro Massimo con Fiorenza Cossotto nel ruolo di Hänsel). L’allestimento arriva dal Teatro alla Scala di Milano ed è firmato da Sven-Eric Bechtolf, attore, regista e direttore artistico del Festival di Salisburgo, e da Paolo Carignani, direttore d’orchestra milanese, ospite regolare dei più prestigiosi teatri d’opera internazionali, dal Liceu di Barcellona al Metropolitan di New York che dirige cantanti, orchestra e coro di voci bianche. L’opera ha vinto, nel 2017, il XXXVII Premio della Critica Musicale “Franco Abbiati” per scene, costumi, luci e video: «per il coraggioso racconto della povertà sociale del presente attraverso la favola di Hänsel und Gretel, nobilitata nel perfetto equilibrio di realismo e poesia, in uno spettacolo magico, di rara perfezione tecnica».

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