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Doppio voto simultaneo a fine maggio: europee ed elezioni politiche anticipate da tenere la stessa domenica. Questo lo scenario sempre più probabile che delinea l’ormai cronica incomunicabilità fra 5 Stelle e Lega. Risolto o meno in extremis, lo scontro sui termovalorizzatori fra Di Maio e Salvini ha in ogni caso esposto oltre i limiti sulla graticola la maggioranza gialloverde, fino a bruciare in maniera irreversibile le originarie ragioni politiche dell’alleanza. Approvata in qualche modo e, si spera, con i necessari adeguamenti richiesti dall’Unione europea la legge di bilancio, seguirà lo showdown fra i vicepremier.

Il più interessato ad aprire la crisi di governo e ad accusare la Lega di impedire il cambiamento e la rivoluzione grillina è Luigi Di Maio, messo sotto pressione dalla base e da vari esponenti parlamentari sconcertati per i tanti voltafaccia dei vertici del movimento al governo su: Ilva, Tap, Tav, prescrizione, condoni, termovalorizzatori, decreto sicurezza, immigrati, reddito di cittadinanza, pensioni e nomine varie.

Il vulcano 5 Stelle è in piena eruzione e i sismografi politici paventano la possibilità di profonde faglie. Ad incalzare Di Maio, che rischia l’uscita di scena, è in particolare il rientro dall’America Latina del sub Comandante Alessandro Di Battista, leader emergente dei grillini in rivolta contro il governo con la Lega e fiero antagonista interno del vicepremier assieme al presidente della Camera Roberto Fico. Matteo Salvini replicherà contro accusando Di Maio e i 5 Stelle di irresponsabilità e da abile stratega prenderà atto della ineluttabilità dello scioglimento delle Camere e delle elezioni anticipate.

Constatato, come scrive sul Corriere della Sera Marco Galluzzo, che non vi sono impedimenti normativi a votare contemporaneamente i candidati al Parlamento europeo e quelli per la Camera e il Senato, l’accorpamento delle europee e delle politiche in un’unica domenica favorirebbe del resto la campagna elettorale antieuropea e populista. Con la sostanziale differenza che mentre Matteo Salvini rivendicherà i numerosi successi legislativi e politici della Lega, Luigi Di Maio, se sarà ricandidato alla leadership del Movimento 5 Stelle, potrà presentare soltanto un bilancio in rosso, senza la concretizzazione di una sola delle tante promesse elettorali.

Resta da vedere tuttavia se l’eventuale opposizione all’accorpamento fra Europee ed elezioni politiche da parte del Pd, della sinistra e di Forza Italia, che possono paventare penalizzazioni dal doppio voto, riuscirà a impedire che pur da separati in casa Lega e 5 Stelle unifichino le scadenze elettorali. La duplice campagna elettorale metterebbe infatti ulteriormente in crisi il Pd, in mezzo al guado di un congresso lacerante e alle prese con l’incombente scissione dei renziani.

Mentre a Forza Italia verrebbe lasciata in pratica l’alternativa se accettare il diktat della Lega per la composizione delle liste o presentarsi da soli.

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