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La cooperazione ferroviaria tra le due Coree, sancita il 26 giugno scorso, oltre ad ammodernare l’intera rete della penisola, consentirà la connessione alla Transiberiana, che può essere definito il punto di partenza di quella che viene chiamata la “Via della Seta del XXI secolo”, per essere più precisi, la realizzazione di una nuova “Ferrovia della Seta”, quale ponte di collegamento tra due mondi. Con un chiaro riferimento all’antica Via della Seta che univa la Cina ai territori dell’Impero Romano. Invece questa rete ferroviaria collegherà la Corea del Sud con la Corea del Nord e, attraverso la Transiberiana, l’Eurasia, per consentire il trasferimento veloce di persone, merci e risorse.

Tale accordo pare sia stato il vero obiettivo della dichiarazione congiunta tra le due Coree, il 27 aprile scorso – giorno dello storico incontro di Panmunjom – per aprirsi al mondo.

Si tratta di un programma grandioso che potrebbe rappresentare l’asse portante di una nuova road map economica nell’intera penisola per uno sviluppo sano ed equilibrato del rigoglioso territorio, oltremodo ricco anche di risorse minerarie.

Una linea ferroviaria ad alta velocità collegherebbe Nord e Corea del Sud a Mosca, unitamente a una serie di ambiziosi progetti economici sono stati discussi ampiamente durante il memorabile incontro di Singapore, il 12 giugno scorso, tra il presidente americano Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong Un.

La questione coinvolge l’intera penisola coreana, che ha bisogno di un sistema infrastrutturale più moderno in grado di metterla in collegamento con il resto dell’Asia e, allo stesso tempo, la faccia salire sul treno veloce di quei paesi come la Tailandia che stanno crescendo a ritmi molto sostenuti.
Supportato anche dalla Cina, che ha promesso investimenti adeguati, il governo della Corea del Sud ha annunciato l’intenzione di sostenere la realizzazione di grandi opere che possano dare benefici anche ai vicini del Nord, come ad esempio la costruzione di ferrovie moderne in grado di collegare la penisola coreana con la Cina e la Russia.

LE INFRASTRUTTURE DI COLLEGAMENTO FERROVIARIO INTERCOREANO

L’ambizioso piano prevede la realizzazione di una rete ferroviaria moderna per l’intera penisola, attraverso innovativi progetti che consentano di rilanciare la regione. L’asse strategico dell’iniziativa è proprio l’attuazione di una linea ferroviaria che unisca le due Coree, che secondo la “Panmunjom Declaration” (la dichiarazione firmata dai due leader al termine dell’incontro) dovrebbe collegare Seoul (capitale del Sud) con Pyongyang (capitale del Nord) attraversando la città di Kaeseong.

Una volta superata Pyongyang la linea ferroviaria dovrebbe proseguire fino alla città di Shinuiji, in Nord Corea, raggiungendo così il confine con Dandong, in Cina. In realtà, il collegamento ferroviario è solo il primo step di un progetto molto più ambizioso, per il quale sarebbe necessario un importante investimento, di circa 35 miliardi di dollari americani.

Il piano del governo della Corea del Sud prevede la realizzazione di una linea ferroviaria ad alta velocità che colleghi Seoul con Shinuiju, passando per Pyongyang, da realizzare utilizzando le tracce già esistenti di sei vecchie linee che ad oggi permettono il transito di treni ad una velocità di appena 50 chilometri orari.

C’è comunque un quadro più ampio dietro questa roadmap ferroviaria: la linea di Gyeongui può collegarsi alla Trans-China Railway a Shinuiji, che è allacciata all’Europa, mentre la linea Donghae è connessa con la Trans-Siberian Railway a Hasan. La rete ferroviaria della costa orientale fornirebbe invece la via più breve per il porto principale di Wonsan, la Transiberiana e Vladivostok.

All’ammodernamento della rete si assocerebbe la costruzione di nuovi tunnel per la posa in opera di reti ferroviarie e ponti, perché le attuali strutture fanno affidamento su vagoni di piccole dimensioni e binari meno larghi (a scartamento ridotto) rispetto a quelli di una rete ferrovia moderna ad alta velocità.

RETI FERROVIARIE AD ALTA VELOCITÀ E COMMERCIO GLOBALE

Il piano della “New Economic Map Of The Korean Peninsula” si inquadra nel più ampio contesto del grande progetto inizialmente noto come “One Belt One Road” (Obor), “una cintura una via” – promosso dal Presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, al fine di migliorare la governance globale attraverso una cooperazione a livello internazionale – che punta a integrare l’Asia e l’Europa costruendo sei corridoi di trasporto via terra e via mare, attraverso i quali circoleranno merci, tecnologie, cultura.

La “New Economic Map Of The Korean Peninsula” è grande progetto per la per il rilancio della regione che dipende da due componenti: geopolitico e diplomatico, strutturale ed economico, perché l’imponente infrastruttura di reti ferroviarie ad alta velocità non collegherà solamente le due Coree, ma salderà il legame tra la penisola e il resto dell’Asia, in particolare con Cina e Russia. Tale piano dovrebbe trasformare la regione in un hub strategico per il commercio mondiale, facendola diventare una terra di passaggio per le merci che viaggiano dall’Est asiatico all’Europa.

Tali linee metterebbero in collegamento i due Paesi, da un lato con la Cina e, dall’altro, con la ferrovia transiberiana, che attraversa la Russia, permettendo così alle merci che partono dalla penisola coreana di raggiungere l’Europa.
Inoltre, al passaggio dei nuovi treni – soprattutto in concomitanza con le fermate – si accompagnerà lo sviluppo del territorio.

La Pyongra Line, uno dei tratti previsti, che dovrebbe collegare le due città più grandi del Sud (Seoul e Busan) con Chongjin, la terza città del Nord, e la zona industriale di Rajin, che vanta il Pil pro capite più elevato del Paese.

Questi treni ad alta velocità diverranno una componente cruciale dello sviluppo economico, sia a livello globale che a livello nazionale, in considerazione che oggi lo sviluppo del sistema ferroviario genererà benefici reali in termini di mobilità, perché è considerato uno strumento essenziale della crescita, in quanto è alimentato dall’elettricità e non dai combustibili fossili, che invece muovono il trasporto su strada e quello aereo.

L’esperto ferroviario Mark Smith ha messo insieme diverse statistiche sul suo sito, “the Man in Seat 61”, inclusa una ricerca indipendente commissionata da Eurostar sull’impatto ambientale del viaggiare in treno. La riduzione delle emissioni di carbone per passeggero prodotte prendendo un treno invece che un aereo può arrivare addirittura al 90%.

Ritengo che l’ammodernamento del sistema ferroviario nell’intera penisola coreana avrà un impatto notevole e, soprattutto, un effetto diretto sull’economia dei trasporti e, quindi, sulla movimentazione delle merci.

Tanto l’impatto economico quanto l’effetto geopolitico offrono comunque ulteriori iniziative dopo al buon esito dei negoziati di pace tra i due Paesi, unitamente alla ritrovata stabilità di una regione che si lega ormai anche ad interessi commerciali internazionali, primi tra tutti quelli della Cina e della Russia stessa.

E forse sarà proprio la nuova “saggia diplomazia” avviata oculatamente dal Maresciallo Kim Jong Un ad offrire spunti d’interesse per nuovi e importanti traguardi connessi alla stabilità, nonché un maggiore impulso all’economia dell’intera penisola.

(Nella foto: Giancarlo Elia Valori, presidente della merchant bank “La centrale Finanziaria Generale”, nonché Honorable dell’Académie des Sciences dell’Institut de France e detentore delle cattedre presso la Yeshiva University di New York, Hebrew University di Gerusalemme e Peking University e Kim Young-Nam, presidente dell’Assemblea Suprema del popolo)

La Ferrovia della Seta porta a Pyongyang

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