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Non possiamo che augurare buon lavoro al nuovo ministro della Difesa Elisabetta Trenta. Considerando la sua esperienza e il suo curriculum, sono convinto che avrà una particolare sensibilità per il settore industriale, soprattutto nel comprendere il ruolo del comparto nel più ampio contesto continentale.

Proprio in questi mesi, si sta infatti discutendo della difesa europea, del Programma di sviluppo industriale (Edidp) e della cooperazione strutturata permanente (Pesco). In tutto ciò, l’industria del Vecchio continente avrà sicuramente un ruolo significativo, che inevitabilmente passerà però per una razionalizzazione del comparto. Per questo, l’industria italiana dovrà essere tutelata su due fronti: primo, attraverso una forte rappresentanza a livello internazionale; secondo, con l’impiego di risorse che ci consentano di partecipare ai programmi europei.Questi ultimi, infatti, saranno sostenuti dall’Unione europea nella formula del co-finanziamento, aspetto che rende necessario l’impegno economico dei singoli Stati per potervi accedere e partecipare.

Si tratta di un compito difficile, per il quale il nuovo governo avrà il nostro sostegno e tutta la collaborazione necessaria. Tornando al primo punto, relativo alla rappresentanza internazionale, esso include una serie di iniziative che vanno dagli accordi governo-governo (g2g) al supporto all’export, passando per le garanzie assicurative. In sintesi, si tratta di tutte quelle attività che consentono all’industria nazionale dell’aerospazio, difesa e sicurezza (vera eccellenza del made in Italy) di avere un ruolo del mondo. Se tale supporto venisse a mancare, e se venissero meno anche le risorse indispensabili per partecipare ai programmi internazionali, il comparto non riuscirebbe mai ad avere un ruolo rilevante e a mantenerlo.

In ambito europeo, quando si arriverà ad avere una difesa comune, assisteremo a una profonda razionalizzazione del settore. Non tutti potranno continuare a fare tutto e alcuni soggetti dovranno concentrarsi su determinate attività perdendone delle altre. A quel punto, ogni comparto nazionale si giocherà il proprio spazio in ragione del proprio peso specifico. A livello internazionale, i rapporti commerciali dipenderanno dalla capacità di export, ma anche dal risultato della concorrenza europea. D’altronde, in gioco ci sono le capacità tecnologiche che permettono ai nostri Paesi di essere all’avanguardia in difesa e sicurezza, di proteggere e tutelare i rispettivi interessi nazionali. Sono certo che il nuovo ministro saprà impegnarsi a sostenere le risorse di questo Paese e il suo ruolo nella difesa europea e internazionale.

Difesa, serve attenzione al comparto industriale. Parla Festucci (Aiad)

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