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L’Italia incrementerà le importazioni di gas naturale liquefatto dagli Stati Uniti. Lo ha detto, a Washington, Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, al termine del bilaterale di giovedì alla Casa Bianca con il presidente statunitense Donald Trump.

Poco prima, a Roma, Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, aveva dichiarato davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Documento di finanza pubblica 2025: “Se è conveniente, in termini di prezzo, acquistare gas dagli Stati Uniti invece che prenderlo da Paesi asiatici o africani, perché non prenderlo dagli Stati Uniti? Non vedo qual è il problema”. Il tema è “economizzare il massimo possibile”, aveva aggiunto. In serata, Giorgetti, atteso la prossima settimana negli Stati Uniti per incontrare il segretario al Tesoro Scott Bessent, è tornato sul tema definendo l’energia “strategica per l’economia di un Paese” la diversificazione delle fonti “fondamentale”. A margine della presentazione del nuovo settimanale di approfondimento economico Moneta, ha aggiunto: “La diversificazione puntando su Paesi politicamente affidabili è ancora di più fondamentale”.

“Il governo ha lavorato da inizio legislatura per rafforzare la sicurezza energetica dell’Italia con l’entrata in esercizio dei rigassificatori di Piombino e Ravenna”, ha dichiarato Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, dopo le dichiarazioni della presidente del Consiglio.

Intanto, nei giorni scorsi Eni ha confermato ufficialmente la volontà di chiudere “nel più breve tempo possibile” ogni rapporto con il colosso energetico russo Gazprom, come indicato anche nel documento 20F inviato alla Sec, l’autorità di mercato statunitense. L’obiettivo è sostituire i contratti a lungo termine con gas proveniente da altri fornitori. Come ha raccontato giovedì Milano Finanza, nel 2024, il gas russo rappresentava circa il 12% degli acquisti Eni, come nel 2023, ma senza alcuna fornitura diretta in Italia: il gas è stato commercializzato solo in Turchia. Le consegne di Gazprom si sono di fatto azzerate già lo scorso anno, e il gruppo prevede che la situazione resti invariata. Pur riconoscendo rischi operativi e finanziari legati alla cessazione dei contratti, Eni ha pianificato l’azzeramento delle importazioni dalla Russia. L’amministratore delegato, Claudio Descalzi, ha ribadito che la società non tornerà a comprare gas russo, nemmeno in caso di accordo di pace. Intanto, le forniture a Plenitude ed Enipower sono già state sostituite con gas da altri fornitori o di produzione interna.

Ma c’è anche il nucleare sul tavolo. “Anche sul nucleare che stiamo sviluppando penso che possa esserci spazio per lavorare insieme”, ha dichiarato Meloni. A fine febbraio il Consiglio dei ministri ha approvato una legge delega sul nucleare sostenibile, “che consentirà all’Italia di confermarsi come un Paese all’avanguardia anche nelle più moderne tecnologie nucleari”, ha osservato il ministro Pichetto Fratin. A inizio febbraio, invece, Enel, Ansaldo Energia e Leonardo hanno raggiunto l’intesa per la costituzione di una partnership societaria che opererà nel settore delle nuove tecnologie nucleari con particolare riferimento agli Small modular reactor ad acqua di terza generazione avanzata. L’accordo fra le tre partecipate del Tesoro, raggiunto sotto la regia del ministero dell’Economia e delle finanze, prevede questa composizione: Enel al 51% e con la facoltà di esprimere presidente e amministratore delegato; Ansaldo deterrà il 39%; Leonardo con il 10%.

Un brief pubblicato proprio oggi dalla direzione strategie settoriali e impatto di Cdp sottolinea che l’Italia possiede competenze rilevanti sia nella supply chain del nucleare sia nella ricerca: la sua ripartenza è connessa allo sviluppo di tecnologie di generazione più recenti, come gli Small Modular Reactor, e alla disponibilità di investimenti. Per l’adozione su larga scala del nucleare è necessario un quadro normativo e di incentivi che renda praticabile l’investimento: è importante inoltre rafforzare programmi e strumenti di cooperazione europea, si legge ancora.

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