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Non c’è soltanto Taiwan, dove — come scrive Stefano Pelaggi — il confine tra pace armata e guerra ibrida si assottiglia. Nell’Indo-Pacifico c’è un teatro strategico più inusuale che si sta complicando a causa della cooperazione russo-cinese: nel primo trimestre del 2025, le attività militari congiunte tra Cina e Russia attorno al Giappone hanno raggiunto livelli inediti. Secondo l’analista Damien Symon, tra gennaio e marzo si è registrata un’intensificazione delle manovre delle due due potenze che formano la spina dorsale dell’asse revisionista e anti-occidentale — il cosiddetto CRINK, a cui partecipano anche Iran e Corea del Nord. Le manovre attorno all’arcipelago si snodano soprattutto nei pressi delle isole Senkaku e della penisola coreana. A marzo, i caccia sudcoreani hanno intercettato velivoli cinesi e russi entrati senza preavviso nella sua zona Adiz proprio provenienti dai cieli attorno al Giappone, mentre ha rivelato di aver Tokyo conteggiato solo nel 2024 ben 473 incursioni cinesi nella propria zona di identificazione aerea (Adiz) — un aumento del 30% rispetto all’anno precedente.

Un rapporto del Center for Strategic and International Studies ha rilevato il raddoppio delle esercitazioni congiunte Cina-Russia dal 2022, con focus su operazioni anti-sottomarino e difesa aerea. Il culmine è stato toccato a settembre 2024 con le manovre “Ocean-2024” e “Northern/Interaction-2024”, le più imponenti dal crollo dell’Urss: 40 navi e 20 velivoli nei mari attorno al Giappone.

Gli Stati Uniti hanno reagito dispiegando a febbraio un nuovo carrier strike group nell’Indo-Pacifico, rafforzando la postura regionale e rassicurando alleati come Giappone, Corea del Sud e Australia. Ma la Carl Vinson, presente tra le acque del Pacifico Occidentale si sta spostando per dare supporto alla guerra contro gli Houthi.

Tokyo, nel suo Libro bianco sulla difesa 2024, parla apertamente di una “grave preoccupazione per la sicurezza nazionale”. Dietro la pressione, due obiettivi strategici: Pechino vuole deviare l’attenzione giapponese da Taiwan; Mosca mira a impegnare gli Stati Uniti su due fronti. La convergenza sino-russa, pur con limiti tecnici, appare sempre più strutturale.

(Queste dinamiche sono approfondite nell’edizione di questa settimana di Indo-Pacific Salad. Per iscriversi basta seguire il link)

Tutte le manovre di Russia e Cina attorno al Giappone

Dietro la pressione, due obiettivi strategici: Pechino vuole deviare l’attenzione giapponese da Taiwan; Mosca mira a impegnare gli Stati Uniti su due fronti. La convergenza sino-russa, pur con limiti tecnici, appare sempre più strutturale

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