Skip to main content

“Deploy or get out!”. I soldati in servizio che sono risultati non dispiegabili (non-deployable) per almeno gli scorsi 12 mesi saranno separati dall’esercito regolare. Questa la nuova politica del Pentagono per riorganizzare le carriere interne all’esercito Usa.

Dopo la minaccia, finora senza seguito, di Donald Trump di escludere il personale transgender dalle Forze armate, questa volta è una decisione del dipartimento della Difesa che potrebbe innescare una piccola rivoluzione all’interno più potente esercito del mondo. Tuttavia, quella che il sottosegretario alla difesa Robert Wilkie ha chiamato “12-month deploy or be removed policy”, non sarà senza eccezioni. Tra queste per esempio figureranno sicuramente i casi delle donne in gravidanza. Allo stesso modo, sarà compito delle commissioni mediche valutare i casi dei soldati feriti, per i quali potrebbero essere garantiti dei permessi speciali. “L’obiettivo della policy – aveva infatti chiarito in precedenza la portavoce del Pentagono, il maggiore Carla Gleason  è quello di ridurre ulteriormente il numero di soldati in servizio non-schierabili e migliorare la prontezza operativa del personale. Il dipartimento – ha proseguito – intende sottolineare l’aspettativa che tutte le truppe siano schierabili in tutto il mondo e stabilire dei criteri per mantenere il personale in servizio che non è dispiegabile”.

“La situazione attuale – ha comunicato Wilkie di fronte alla sottocommissione sulle forze armate del Senato – è diversa da qualsiasi cosa abbiamo già affrontato. Ogni giorno, circa il 14% delle forze è non può essere schierato per problemi clinici. Ciò equivale a circa 286.000 soldati in servizio”. La decisione, ha spiegato il sottosegretario, è la conseguenza di quanto detto lo scorso 21 Luglio dal Segretario alla difesa Jim Mattis, che aveva dischiarato che “chiunque entri nell’esercito e chiunque sia già nell’esercito è schierabile su scala mondiale”. Nello stesso promemoria, Mattis chiedeva agli ufficiali quali misure fossero necessarie per aumentare la flessibilità delle truppe. Mattis, interrogato su questa nuova policy, aveva ribadito l’importanza di migliorare la prontezza operativa delle truppe, “dobbiamo rimanere concentrati sul miglioramento della prontezza dei soldati. Questo è il nostro sforzo principale, costruire una forza letale che possa agire ovunque nel mondo”.

Wilkie, concedendosi una nota di ironia nella sua audizione alla sottocommissione del senato, ha paragonato la situazione dell’esercito Usa con il 14% di forze non dispiegabili a Jeff Bezos che entrando nella sua azienda nella settimana di natale si accorge che il 14% dei suoi dipendenti non potevano lavorare, “non sarebbe più la più grande azienda del mondo”, ha commentato il sottosegretario.

Per stessa ammissione di Wilkie sono diverse le ragioni di un così alto tasso di dispiegabilità delle forze, come ad esempio i capi reparto che non si assicurano che tutte le truppe sotto la loro responsabilità abbiano ricevuto le cure mediche e dentistiche previste.Il sergente maggiore comandante John Troxell, ha stimato infatti che addirittura 99.000 truppe non possono essere schierate perché non sottoposte a visita medica o vaccinazione. Tuttavia, “l’altra cosa che abbiamo notato è che negli anni di scarso reclutamento per l’esercito, abbiamo offerto troppe deroghe mediche” ha detto Wilkie. Conseguentemente, “le condizioni mediche dei soldati che avevano ricevuto la deroga si sono perpetuate quando questi sono entrati in servizio”.

Questa nuova politica del Pentagono va letta nell’ottica della necessità di sostenere i prolungati impegni oltreoceano delle forze americane, che hanno posto l’esercito Usa sotto uno sforzo considerevole. Allo stesso modo, essa  risponde alle esigenze della nuova strategia per l’Afghanistan firmata Trump, che, a dispetto delle promesse elettorali di disengagement totale, ha deciso di inviare 4000 nuove truppe a Kabul e dintorni,  aumentando ulteriormente il fardello che l’esercito Usa porta per sostenere il ruolo di principale player degli equilibri globali.

belfer

O ti schieri o sei fuori! La nuova policy del Pentagono

Di Stefano Cabras

“Deploy or get out!”. I soldati in servizio che sono risultati non dispiegabili (non-deployable) per almeno gli scorsi 12 mesi saranno separati dall’esercito regolare. Questa la nuova politica del Pentagono per riorganizzare le carriere interne all’esercito Usa. Dopo la minaccia, finora senza seguito, di Donald Trump di escludere il personale transgender dalle Forze armate, questa volta è una decisione del dipartimento…

enav

Investimenti tecnologici e sguardo alle economie emergenti. La strategia di Enav

Enav, grazie allo studio realizzato con Bain&Co e presentato a Roma, ha messo in luce l'impatto positivo che il settore del trasporto aereo ha sull'economia italiana, generando un effetto moltiplicatore che impatta notevolmente sull'indotto. La società è nata come dipartimento dell’Aeronautica militare, per poi divenire Ente pubblico economico e infine Trasformarsi in una società quotata sul mercato azionario, tra le…

Il centrodestra corre, ma il leader più stimato è Gentiloni. I numeri di Demos

Centrodestra in testa (con Forza Italia alla guida), centrosinistra in difficoltà (con il Pd in calo) e Movimento 5 Stelle primo partito. La fotografia degli ultimi sondaggi di Demos per Repubblica mostra l'incertezza di questa fase pre-elettorale. Tra le coalizioni, infatti, quella del centrodestra sembra la più prossima ad avere i numeri per governare (35%), mentre il gradimento dei candidati…

Perché non escludere larghissime intese e governo di difesa istituzionale

L’esito delle elezioni alla vigilia è sempre incerto. E lo è ancora di più quando la legge elettorale è nuova, quindi non sperimentata, e in lizza vi sono tre poli. Anzi, in quest’ultimo caso l’eventualità che si giunga ad un’impasse è quella su cui non varrebbe la pena neanche scommettere perché si guadagnerebbe poco dato l’alta probabilità di riuscita. È…

cavaliere

Tutti i numeri di Berlusconi, Renzi e Di Maio secondo Lorien

Il centro-destra galoppa al 36% trainato da Forza Italia (Fi 17,9%, Lega al 12,3%, Fdi al 4,6% e Noi con l'Italia all'1,2%), i Cinque Stelle sono il primo partito ma non riescono ad andare oltre il 27,6%, seguiti dal Pd (23,6%) che guida la coalizione di centro-sinistra a quota 27% (con Civica Popolare all'1,5%, Più Europa all'1,2% e Insieme con…

centrodestra

Perché il sud e la Sicilia saranno decisivi per l'esito delle elezioni (soprattutto per il centrodestra)

I sondaggi pubblicati in questi giorni lo affermano chiaramente e quelli riservati che circolano tra le forze politiche lo confermano: l'esito delle elezioni in programma il prossimo 4 marzo sarà determinato in misura rilevante dai risultati che si registreranno nel Sud Italia. Campania, Puglia, Calabria e soprattutto Sicilia saranno con ogni probabilità l'ago della bilancia della prossima consultazione elettorale, da…

liberi e uguali

I sogni nel cassetto di Liberi e Uguali

Il programma economico di Liberi e Uguali per la prossima legislatura è stato presentato il 15 febbraio. Nel sito stesso di Liberi e Uguali si tiene a precisare che il soggetto politico non è partito, ma una coalizione elettorale tra vari partiti e che, quindi, il programma è un accordo tra le proposte dei partiti che formano la coalizione. Il…

Vincenzo Boccia

Confindustria dice Tap. La battaglia (da 100 miliardi) di Boccia per le infrastrutture

Verona - Avere idee è sacrosanto, semmai è sbagliato avere delle ideologie. Prendete le infrastrutture, prendete il Tap. Se vi si appiccica sopra un'ideologia allora un'opera utile diventa opera del diavolo. A sette minuti dall'inizio del suo intervento conclusivo alle Assise di Confindustria (qui lo speciale di Formiche.net, il presidente degli industriali, Vincenzo Boccia (nella foto) già parlava del problema…

La svalutazione del dollaro giova agli investimenti globali

Un paper recente della Bis (“The dollar exchange rate as a global risk factor: evidence from investment”) aggiunge un altro tassello alla nostra comprensione degli effetti della svalutazione del dollaro sull’economia internazionale. In particolare ci consente di osservare gli effetti degli andamenti valutari sul canale finanziario, che in qualche modo è il complemento di quello commerciale, ma sul quale le oscillazioni valutarie hanno…

Musulmani europei, ecco cosa ha detto Minniti in visita alla Moschea di Roma

È una visita storica quella del ministro dell'Interno Marco Minniti alla Grande Moschea di Roma, da due mesi presieduta da Khalid Chaouki. Così l'hanno giudicata le numerose autorità islamiche accorse ad accogliere il ministro questa mattina: dall'imam Yahya Pallavicini, presidente della Coreis, e lo storico segretario generale della moschea Abdellah Redouane fino al giornalista italo-pachistano Ejaz Ahmad e il fondatore…

×

Iscriviti alla newsletter