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Dopo la joint venture con Rheinmetall per lo sviluppo di carri armati, l’accordo con Baykar per la produzione di droni, la progettazione del caccia di sesta generazione Gcap insieme a Bae Systems e Mitsubishi e l’accordo sui satelliti con Thales, Leonardo continua l’espansione del proprio network, puntando all’acquisizione di una azienda statunitense specializzata in algoritmi predittivi. Il gruppo guidato da Roberto Cingolani starebbe dunque valutando di implementare l’utilizzo di algoritmi e dell’intelligenza artificiale per rafforzare la capacità di analisi e rischio geopolitico, proiettandosi al contempo all’interno del mercato tecnologico e di difesa americano. 

Il mercato della difesa Usa

L’America si prepara allo stanziamento di un budget per la difesa più grande di sempre, come annunciato dal presidente Donald Trump, che arriverebbe a toccare il trilione di dollari, e l’espansione nel mercato della difesa statunitense costituirebbe per il player italiano un’opportunità dalla valenza economica e strategica non trascurabile: sviluppo aziendale e cooperazione internazionale tra membri Nato. I vantaggi, ad ogni modo, favorirebbero anche il processo di reindustrializzazione della difesa Usa, la quale potrebbe così beneficiare del know how e dell’esperienza maturati dal gruppo Leonardo, ormai da lungo tempo partner consolidato dell’industria delle Forze armate statunitensi. In ottica strategica, la crescita economica e produttiva del gruppo di Piazza Monte Grappa negli Usa coniugherebbe internazionalizzazione, espansione aziendale ed innovazione. 

Perché l’analisi predittiva?

La capacità di analisi predittiva – o di forecasting geopolitico – permette oggi ai governi, alle agenzie di Intelligence e alle industrie prontezza militare e di difesa, indirizzando le spese per le operazioni militari, le attrezzature e le infrastrutture belliche. Nonostante le tecnologie predittive possano non rientrare nelle principali linee di business di Leonardo, questa mossa evidenzia come, anche da questa parte dell’Atlantico, si guardi con attenzione ai profondi mutamenti che stanno caratterizzando il settore degli appalti per la difesa Usa, dove realtà come innovative e tecnologicamente dirompenti (come Palantir e Anduril) arrivano oggi a competere con gli storici contractor del Pentagono. 

Una strategia con una visione precisa

Il grande balzo degli investimenti nel settore europeo della difesa, preceduto dalle incertezze legate alla guerra in Ucraina, sta producendo un exploit del mercato dal quale Leonardo sta beneficiando fortemente, arrivando quasi a raddoppiare le proprie azioni nel corso dell’ultimo anno. L’impegno del gruppo Leonardo nella cooperazione internazionale con altre aziende (Rheinmetall, Thales, Baykar), il coinvolgimento in progetti come il Global combat air programme (Gcap), futuro caccia multiruolo e multi dominio, nonché il focus sulle potenzialità dell’analisi predittiva evidenziano l’attenzione e la sensibilità dell’azienda guidata da Cingolani rispetto al cambiamento delle minacce e delle necessità di difesa nazionale ed europea e la volontà di prevedere le possibili future tensioni geopolitiche per una migliore e più efficace mobilitazione dei propri asset. 

Leonardo si espande ancora e punta agli algoritmi predittivi made in Usa

Leonardo, tramite la controllata Usa Leonardo Drs, sta valutando l’acquisizione di un’azienda americana specializzata in algoritmi predittivi. L’accordo potrebbe valere centinaia di milioni di dollari e contribuirebbe ad aggiungere un importante asset strategico per la capacità produttiva e di pianificazione dell’azienda italiana, che guarda con interesse al modello delle emerging tech statunitensi

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