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Preoccupazioni sull’accordo Fincantieri-Stx, nuova strategia commerciale e Pesco. Alessandro Profumo, numero uno di Leonardo, ha rilasciato un’intervista al CorrierE della Sera in cui ha toccato tutti i temi caldi del momento per il gruppo attivo nella difesa e aerospazio partecipato dal Tesoro.

DOSSIER FINCANTIERI-NAVAL

L’accordo Fincantieri-Stx ha lasciato più di qualche preoccupazione per l’ex Finmeccanica, confermando quando il capo azienda aveva detto in Parlamento. “Al momento un accordo è stato raggiunto sul settore civile – ha ricordato Profumo – adesso si dovrà prestare attenzione che il prezzo da pagare non sia eccessivo”. Se l’intesa si estendesse al militare, infatti, il competitor francese per quanto riguarda i sistemi di difesa da montare sulle navi, Thales, godrebbe di una posizione di vantaggio rispetto a Leonardo, essendo già nell’accordo grazie alla partecipazione (35%) a Naval Group, che di Stx ha ottenuto il 10% (contro il 50%, più l’1% in prestito per un anno, di Fincantieri). Se si procedesse sul lato militare, ha detto il manager, occorrerà evitare che non si tenga conto “del fatto che Leonardo dispone di competenze nei sistemi di combattimento, nei sensori, nei radar, competitivi a livello mondiale, magari avvantaggiando i francesi. Speriamo e contiamo – ha aggiunto – di poter dire la nostra come azienda, ma anche a tutela del sistema del Paese”. I francesi si stanno dimostrando piuttosto bravi a sostenere il comparto industriale nazionale, “ma sia chiaro che le nostre competenze vogliamo salvaguardarle”, ha detto Profumo.

PESCO E DIFESA COMUNE

Guardando al lungo periodo, non si può non tener conto della recente accelerazione sul progetto di difesa comune europea, contraddistinta nei giorni scorsi dall’accordo di 23 Paesi sulla Pesco. “L’embrione di difesa europea non potrà che essere multipolare e quindi comprendere a pieno titolo la capacità italiana, quella francese e quella britannica”, ha affermato Profumo. Sulla capacità che l’Italia avrà di essere protagonista in questo processo e di difendere i leciti interessi nazionali conta l’azione del governo, l’impegno dei militari e le missioni all’estero, ma “conta, e parecchio anche, il fatto che l’Italia dispone di Leonardo che nel mondo e in Europa è seduta ai tavoli giusti”.

RIASSETTO INTERNAZIONALE

L’ex Finmeccanica punta difatti oltre i confini continentali, cercando di rafforzare una posizione necessariamente globale. D’altronde, ha spiegato il manager, “Leonardo realizza in Italia solo il 18% del fatturato”. Anche per questo, “negli ultimi mesi sono stato due volte nel Golfo persico, tre volte in Polonia e Gran Bretagna, due volte in America, in Russia, in Nord Africa e innumerevoli altre volte in altri Paesi europei. Consolidare e rafforzare il ruolo in questo campo o per noi la leadership in alcuni settori come gli elicotteri e l’elettronica, significa questo”. Profumo ha ricordato anche la nomina di Lorenza Mariani a chief commercial officer. L’ex direttore della divisione Elettronica per la difesa è ora a capo di una nuova super area commerciale ideata per rafforzare il posizionamento sui mercati nazionali, “fondamentale per incrementare il portafoglio ordini”, ha spiegato Profumo. Nei giorni scorsi, dal Dubai Airshow, era stato proprio Mariani a illustrare la nuova strategia commerciale del gruppo: “La nostra intenzione è di dare maggiore supporto al cliente, attraverso la creazione di hub logistici e di espandere ulteriormente il network laddove ci sono opportunità di crescita”.

LA NUOVA MAPPA DI LEONARDO

L’intenzione di riformare la rete internazionale si traduce nella creazione di nove presidi logistici, come ha spiegato ieri il Sole24Ore, affidati a regional manager e coincidenti con altrettante aree geografiche. Ai responsabili di queste macro aeree dovranno rispondere gli uffici regionali di Paese e i manager country. Il tutto con un attività di “coordinamento centrale più efficace delle attività commerciali delle Divisioni, delle regional operating companies e local subsidiaries e attraverso lo sviluppo del Customer support”, come annunciato dal gruppo già a settembre. L’obiettivo dichiarato è risolvere la frammentazione esistente e rafforzare il posizionamento sui mercati internazionali mettendo il cliente al centro del business.

LE POLEMICHE DELLA PRIMA ORA

Con il CorSera, Profumo è tornato anche sulle polemiche che avevano accompagnato i momenti immediatamente successivi alla sua nomina da parte del governo. La prima riguardava la sua estraneità al mondo della difesa. “Ero anomalo anche nel settore del credito italiano”, ha detto l’ex banchiere, già ad di Unicredit e presidente del Monte dei Paschi di Siena. “Leonardo ha sette Divisioni – ha aggiunto – avere un amministratore delegato tecnologo poteva anche significare privilegiare un settore rispetto a un altro”. La seconda polemica riguardava l’ipotesi “spezzatino” del gruppo. Secondo alcuni osservatori, proprio per la sua esperienza nella finanza, Profumo era stato scelto dall’esecutivo per vendere pezzi dell’azienda: “Non solo non è il mio mandato, ma non avrei accettato e li avrei sconsigliati di andare su quella strada perché si sarebbe trattato di un errore per il Paese. Disponiamo di pochissime grandi aziende, di gruppi che siano in grado di creare filiere del valore, di fare ricerca”. E Leonardo, ha rimarcato l’amministratore, spende “1,4 miliardi in ricerca ogni anno: il fatturato di quelle che vengono considerate grandi aziende”. L’obiettivo? “Crescere ancora e farlo in maniera redditizia nei tre settori cardine (ndr, aeronautica, elettronica per la difesa ed elicotteri)”.

Leonardo, ecco i pensieri di Alessandro Profumo su Fincantieri-Stx, Pesco e mercati esteri

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