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Nella vita di un paese vi sono passaggi cruciali, momenti in cui si decide il futuro. Il 4 marzo sarà uno di questi. Gli elettori potranno scegliere fra due modelli di società: una società aperta, delle opportunità, che crede nella solidarietà e nella cooperazione fra chi sta meglio e chi sta peggio, che investe nel futuro.

Oppure potranno sostenere una società chiusa, che alla cooperazione sostituisce l’individualismo, che non crede nella solidarietà, che vive nella nostalgia di un passato mitizzato perché ha paura del futuro.

La posta in gioco quindi non riguarderà solo il governo del paese ma il modello di società che vogliamo.

L’Europa sarà il principale campo di battaglia. E questo non per ragioni specifiche, non semplicemente perché vi sia disaccordo sulle misure da prendere.

Lega e Cinquestelle vogliono demolire l’Europa perché è il laboratorio, il simbolo, di un modello di società fondato sulla cooperazione, sulla solidarietà e l’apertura. C’è un filo rosso che lega Salvini, Grillo, a Orban e Le Pen. Per loro il problema non è la politica economica, la politica d’asilo. È l’Europa in quanto tale.

Facciamo attenzione: è la prima volta in questo paese che l’Europa, l’esistenza del progetto europeo, diventa terreno di contesa elettorale. Spetta a noi, al Partito Democratico difenderla. Dovremo però difenderla senza arroccarci ma dando forma a quella che potrei definire una nuova utopia del possibile.

La prima cosa da fare è dire la verità. Siamo noi che abbiamo permesso all’Europa di andare avanti in un momento di crisi drammatico. Politica economica: flessibilità grazie al Pd e al governo Renzi. Gli altri hanno votato contro il piano di investimenti. Immigrazione: noi abbiamo votato in Parlamento europeo la riforma di Dublino. I nostri avversari hanno votato contro. Dobbiamo essere fieri di questi risultati, andare avanti a testa alta.

Ma dire la verità non è sufficiente. Dobbiamo anche dare una prospettiva. Una Italia forte, guidata dal Partito Democratico, deve cambiare l’Europa. Perché le domande e I dubbi di molti cittadini hanno radici profonde e fondate. Molti concittadini si sentono abbandonati, spesso lo sono davvero. E l’abbandono e la solitudine sono i motori principali della rabbia e del rancore.

Una Europa che si batta contro l’abbandono e la solitudine, deve inviare un messaggio di giustizia, quella giustizia che sta nel DNA del Partito in quanto forza di centro-sinistra e sottolineo soprattutto la parola sinistra. Si, il Pd è e deve essere una forza di sinistra.

Giustizia dicevo. Giustizia fiscale: 1 miliardo di miliardi persi in evasione fiscal in Europa. Le tasse si pagano dove si fanno i profitti. Vera black list dei paradisi fiscali.

Giustizia sociale: salario minimo europeo, assicurazione europea contro la disoccupazione.

Superare definitivamente l’austerità con una piano di investimenti forte.

Giustizia internazionale: di fronte a Trump, Europa come faro di libertà e sicurezza. Investire in un’altra globalizzazione. Partnership per la dignità con l’Africa. Europa capofila nell’implementazione degli Accordi di Parigi sul clima come votato dal Parlamento europeo questa settimana.

Immigrazione: capire le paure di molti dei nostri cittadini ma non vellicarle.

Risposte concrete. Sfruttare la forza di un nuovo governo Pd per smuovere il Consiglio e fare approvare la riforma di Dublino.

Rafforzare la democrazia in Europa: liste transnazionali ed elezione diretta del Presidente della Commissione.

Questa è la via da seguire nelle prossime settimane.

Sarà una battaglia durissima. Certo dovremo concentrarci sulla rete e sulla televisione ma io credo che il cuore di questa campagna sarà altrove. Sarà nelle piazze, nei mercati, nei piccoli paesi, nelle periferie, nelle campagne. Sarà nel rapporto vero, diretto coi cittadini, il faccia a faccia. I sondaggisti, i consulenti sconsiglieranno di andarci ma io vi dico che dobbiamo andarci comunque.

È l'Europa il terreno della sfida elettorale. Parola di Gianni Pittella (Pd)

Di Gianni Pittella

Nella vita di un paese vi sono passaggi cruciali, momenti in cui si decide il futuro. Il 4 marzo sarà uno di questi. Gli elettori potranno scegliere fra due modelli di società: una società aperta, delle opportunità, che crede nella solidarietà e nella cooperazione fra chi sta meglio e chi sta peggio, che investe nel futuro. Oppure potranno sostenere una…

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