Skip to main content

Le spie del governo russo avrebbero saccheggiato l’arsenale informatico della National Security Agency, sgraffignando i grimaldelli utilizzati dall’intelligence americana per entrare nei computer di mezzo mondo. Avrebbero. E il condizionale è d’obbligo perché la notizia non arriva dai palazzi del potere statunitensi, ma dalle pagine del pur autorevole Wall Street Journal. Il bottino includerebbe codici classificati e documentazione tecnica top secret relativa alle falle che caratterizzano i programmi più diffusi e alle sterminate possibilità di intrufolarsi ovunque per sorvegliare, origliare ed osservare il computer di chiunque ed ovunque.

Come sarebbe accaduto? Non un arrembaggio ai blindatissimi sistemi a stelle e strisce, ma una sorta di scippo ad un consulente esterno che – particolarmente zelante – aveva pensato di portarsi il lavoro a casa per smaltire… l’arretrato. Il tizio avrebbe installato sul proprio computer domestico l’antivirus prodotto da Kaspersky Lab.

Le circostanze, che non emergono da papielli ufficiali ma da rivelazioni autonome, trovano terreno fertile perché di recente il Dipartimento per l’Homeland Security ha messo al bando i prodotti di Kaspersky per una presunta inaffidabilità che ne sconsigliava l’utilizzazione da parte delle organizzazioni caratterizzate da una certa criticità per i dati trattati e per le finalità conseguite.

Le operazioni di “taccheggio” sui computer di parecchi “contractor” esterni alle agenzie federali Usa sono frequenti quasi come i borseggi sul bus 64 che da Roma Termini porta al Vaticano e quindi non stupiscono più di tanto. Sorprende che questi signori – che hanno in tasca informazioni di incredibile delicatezza – siano così improvvidi come i turisti più svagati che gironzolano nelle sempre meno sicure strade della nostra Capitale. Sbalordisce ancor di più il fatto che il furto oggetto dello scoop del WSJ risalga al 2015 e lascia la nostra fantasia libera di scorrazzare immaginando cosa possa essere successo nei due anni trascorsi.

Le dinamiche ricordano la vicenda di Harold Thomas Martin III, l’analista del gigante della consulenza Booz Allen Hamilton che si portò i “compiti a casa” e venne arrestato a febbraio scorso per l’indebita sottrazione di dati riservati (50 terabyte) dai sistemi del committente istituzionale (la Nsa) presso il quale lavorava. Per gli appassionati di “link analysis” e gli aspiranti cospiratori la Booz Allen Hamilton è la stessa realtà cui – fino al momento della sua fuga nel 2013 – collaborava Edward Snowden, anch’egli nella squadra di esperti messi a disposizione del cliente al numero 9800 di Savage Road a Fort Meade.

Nel frattempo tutta l’attenzione è concentrata sull’antivirus Kaspersky e sull’eventualità che quel software altro non sia che un cavallo di Troia oggi ben piazzato su una sterminata platea di apparati governativi e militari americani e non solo. Le installazioni di quello strumento – fino a poco tempo fa considerato di estrema efficacia – riguardano infatti i dispositivi informatici di organizzazioni ad elevata criticità come la Nato e tante istituzioni nostrane.

A proposito di reparti delle Forze Armate del Patto Atlantico ci sarebbe la testimonianza del tenente colonnello Christopher L’Heurex, da luglio comandante di una base Nato in Polonia, che avrebbe lamentato intrusioni nel proprio pc, una costante sua geolocalizzazione e poi – dulcis in fundo – la violazione degli account Facebook di alcuni suoi militari. Tutti i soldati in questione avrebbero avuto l’antivirus Kaspersky sul computer a disposizione, ma potrebbe trattarsi anche di mera coincidenza e le anomalie riscontrate potrebbero essere legate a chissà quale altra ragione.

Purtroppo il ruolo di San Sebastiano e il destino di esser trafitto da una nuvola di frecce ben si addice a Yevgeny Valentinovich Kaspersky, o più semplicemente Eugene Kaspersky.

Classe 1965, è senz’altro russo e – per guadagnarsi ogni altro puntuale sospetto – si è laureato nel 1987 all’Istituto di Crittografia, Telecomunicazioni e Scienze Informatiche che è una costola della Accademia dell’allora KGB. Non bastasse, per alimentare le invidie più disparate, è sponsor della Ferrari in Formula 1.

E’ certamente colpevole di non essere un improvvisato – come tanti impomatati protagonisti del palcoscenico della cybersecurity – perché si occupa di queste cose dal 1989, anno in cui trova il rimedio al virus “Cascade” e scopre quella naturale vocazione ad operare nel settore che lo porta ad avere oggi quattromila dipendenti. Matthew Hickey, cofondatore di Hacker House, ha dichiarato al magazine telematico The Register che Kaspersky paga il prezzo di aver individuato già nel 2014 i malware confezionati da Nsa per le sue attività di intelligence.

Antipatie scomode o fatti concreti, poco importa, sarebbe necessario qualche chiarimento in proposito. Tanto per cominciare quali infrastrutture critiche, organizzazioni pubbliche, forze armate e di polizia adoperano in Italia i prodotti “incriminati”? Quali anomalie sono emerse? Quali verifiche sono state fatte? Quali delucidazioni sono ufficialmente arrivate dalle Istituzioni d’oltre oceano? Cosa si pensa di fare?

In una domanda, è solo una sporca guerra commerciale o dobbiamo preoccuparci davvero?

(Estratto dell’articolo pubblicato sul sito del Fatto Quotidiano a questo link)

Nsa, hacker russi e le molte domande senza risposta

Di Umberto Rapetto

Le spie del governo russo avrebbero saccheggiato l’arsenale informatico della National Security Agency, sgraffignando i grimaldelli utilizzati dall’intelligence americana per entrare nei computer di mezzo mondo. Avrebbero. E il condizionale è d’obbligo perché la notizia non arriva dai palazzi del potere statunitensi, ma dalle pagine del pur autorevole Wall Street Journal. Il bottino includerebbe codici classificati e documentazione tecnica top…

israele, VLADIMIR PUTIN

Tutte le frottole di Vladimir Putin nell'intervista (intervista?) di Oliver Stone

Diciamolo subito: di interviste come quella di David Frost a Richard Nixon capita di vederne poche nella vita. Con lo sviluppo della comunicazione e i rischi derivati dalla moltiplicazione dei media, dove si concordano persino le virgole e le inquadrature, riuscire carpire qualcosa a personaggi del calibro del presidente di una potenza mondiale è praticamente impossibile. Se poi dall’altra parte…

Che cosa ha in mente Sud in Testa con Salvini

Di Andrea Caroppo

Il nuovo e crescente interesse per autonomie e regionalismo non è una novità per i popoli europei. Per oltre un millennio l’Europa (e l’Italia stessa) è stata la federazione di tante entità territoriali politiche indipendenti, accomunate da una visione del mondo fondata sul riconoscimento delle radici cristiane e sul rispetto del diritto naturale. La stessa tradizione istituzionale italiana affonda le…

Arte, formazione e cultura insieme a Milano

Sabato 7 ottobre, a partire dalle 10.30, presso l’Istituto Marcelline di via Quadronno, 15 a Milano, si svolgerà un importante convegno dal titolo «Arte, Formazione, Cultura», con il patrocinio della Regione Lombardia, dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, della Fidae Lombardia, della Diocesi di Milano, dell’Unesu e dell’associazione Ama. Hanno confermato la loro presenza il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della…

Banco Popular

Intesa Sanpaolo, Mps, Unicredit, Banco Bpm e non solo. Tutte le stime (negative) sugli effetti delle norme Bce per gli Npl

Iniziano a fioccare stime e previsioni sull'impatto negativo per le banche italiane delle nuove regole in fieri da parte della Bce sugli Npl che saranno in consultazione fino a dicembre. Tanto che alcuni editorialisti come Angelo De Mattia (nella foto), già ai vertici della Banca d'Italia, chiedono di sospendere del tutto la consultazione, come si legge oggi sul quotidiano Mf/Milano…

Graziano Delrio: digiuno o prove di Ramadan?

Il ministro Graziano Delrio ha deciso di partecipare alla ‘’staffetta del digiuno’’ allo scopo di sollecitare l’approdo in Aula, al Senato, del disegno di legge sullo ius soli. Da persona perbene ha voluto ridimensionare il sacrificio, senza volersi paragonare ai ‘’grandi digiunatori’’ della storia. Anche perché – vedendolo così emaciato –  c’è da pensare che, per lui, il digiunare sia…

Ecco le vere mire di Donald Trump su Iran e nucleare

Mentre il comitato dei Nobel meditava di assegnare il Nobel per la Pace a Lady Pesc Federica Mogherini e al suo omologo di Teheran Mohammad Javad Zarif per l’accordo sul nucleare iraniano (JCPOE) siglato nel 2015, il presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump sarebbe pronto a rottamare la storica intesa. È quanto emerge dalle rivelazioni di ieri del Washington…

Vi dico quale governo auspico in Germania. Parla Pöttering

“Sono veramente triste quando penso alla situazione della Catalogna in Spagna”. Non nasconde la sua delusione Hans-Gert Pöttering (nella foto), parlamentare di lungo corso a Bruxelles per la Cdu, ex presidente del Parlamento Europeo, oggi a capo della Fondazione Konrad Adenauer e ospite ieri all'incontro all'Istituto Sturzo dal titolo “Quale spazio per l'Europa oggi” moderato dal direttore del Centro Studi Americani,…

Crescita e criticità​ (anche cyber)​​ delle nuove forme di mobilità​ in Italia

Cresce il gradimento per il car sharing, termine inglese per definire quel servizio di mobilità urbana che permette agli utenti di utilizzare un veicolo su prenotazione noleggiandolo per un periodo di tempo breve, pagando solo per il suo effettivo utilizzo. Nonostante l'automobile continui ad essere un importante status-symbol fortemente legato al concetto di proprietà e ad aspetti emozionali ed affettivi,…

Papa Francesco traccia il nuovo orizzonte dell'Accademia per la Vita

Approfondire “l’evoluzione della società in senso tecnologico per articolare una sintesi antropologica che sia all’altezza di questa sfida epocale”. Così Papa Francesco, rivolgendosi ai partecipanti della XXIII assemblea generale dei membri della Pontificia Accademia per la Vita, ieri 5 ottobre in Vaticano, ha tracciato il "nuovo orizzonte” in cui “vede collocata la missione della rinnovata” accademia guidata da Mons. Vincenzo…

×

Iscriviti alla newsletter