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745 tonnellate di rifiuti di cibo l’anno: questa la cifra dello spreco alimentare nel centro storico di Napoli, ovvero l’equivalente del peso di 75 camion. È quanto emerge dalla ricerca “Il contrasto dello spreco alimentare tra economia sociale ed economia circolare”, che QUI Foundation ha condotto in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Federico II di Napoli e l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI).

L’indagine è il frutto di un lavoro di analisi avviato a maggio 2016, con l’obiettivo di sperimentare un modello innovativo di contrasto alla povertà alimentare.

Ragionare in un’ottica di economia circolare, favorirebbe l’incontro tra la domanda di cibo, da parte delle persone in difficoltà, e l’offerta, costituita dalle rimanenze alimentari della ristorazione.

Da anni QUI Foundation è impegnata nella lotta allo spreco alimentare, un problema che affligge la nostra società da un punto di vista ambientale e morale. Secondo l’Istat, infatti, oggi 4,6 milioni d’italiani vivono in gravi condizioni d’indigenza e non possono garantire alle proprie famiglie un’alimentazione adeguata. È un dato doloroso, soprattutto se rapportato a quello sullo spreco di cibo nel nostro Paese. L’economia circolare offre una risposta concreta al problema dello spreco alimentare.

Una delle attività svolte nell’ambito del progetto ha riguardato la stima delle quantità e qualità degli avanzi alimentari prodotti dalla ristorazione nel centro storico di Napoli, dove la presenza di esercizi commerciali è più elevata. L’indagine ha riguardato un campione di circa 1.000 attività, tra cui ristoranti, mense, bar, pasticcerie e gelaterie. I dati raccolti mostrano che il 70% del cibo sprecato è relativo a prodotti invenduti, potenzialmente ancora consumabili.

Da qui è partita un’indagine volta a individuare le Onlus del territorio più adatte a effettuare la raccolta e distribuzione del cibo in modo efficiente. Per facilitare il trasporto degli alimenti, per esempio, si è cercato di mettere in contatto gli esercenti donatori con le Onlus geograficamente più vicine.

Il progetto realizzato nel centro storico di Napoli vuole essere un reale aiuto per tutte le persone e le famiglie del territorio che vivono in condizioni di povertà alimentare. La ricerca mostra che il cibo invenduto, ma ancora utilizzabile per l’alimentazione, nel solo centro storico di Napoli ammonta a 2,5 milioni di pasti. Una cifra che consentirebbe di sfamare 3.000 individui l’anno. Numeri importanti, che fanno riflettere su quanto sia necessario, oggi più che mai, fare squadra per creare un modello vincente di contrasto allo spreco alimentare nel nostro Paese.

Solo insieme, infatti, si può combattere lo spreco alimentare, riducendo al contempo sia l’impatto ambientale che quello sociale. Il network che abbiamo realizzato con le Onlus e gli esercenti del centro storico di Napoli rappresenta un ulteriore passo in questa direzione.

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