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In borsa è tornata ieri la volatilità sui titoli bancari dopo la consultazione avviata dalla Bce in materia di crediti deteriorati. La Vigilanza di Francoforte ha pubblicato un addendum alle linee guida di marzo sui non-performing loans, che chiarisce le aspettative dei supervisori in termini quantitativi sui nuovi prestiti classificati come deteriorati (sofferenze, incagli e scaduti) a partire da gennaio 2018. La Bce ha chiesto alle banche una copertura del 100% in due anni per quelli non garantiti e in sette anni per quelli garantiti. La richiesta non è vincolante ma Francoforte si aspetta che i target siano raggiunti. Eventuali scostamenti dovranno essere motivati dalle banche.

In seguito la Bce potrà comunque adottare misure di vigilanza aggiuntive, per esempio attraverso la richiesta di add on patrimoniali nell’ambito dei requisiti di secondo pilastro (Srep). A inizio 2018 un’ulteriore stretta potrebbe riguardare anche lo stock esistente. Sulla materia ieri la Bce ieri non ha fornito dettagli ma ha osservato: “Entro la fine del primo trimestre del 2018 la Vigilanza bancaria della Bce presenterà le proprie considerazioni su ulteriori politiche per fronteggiare le consistenze di npl in essere, incluse disposizioni transitorie appropriate2.In borsa l’indice bancario ha perso il 2,3%. Forti cali anche in Spagna, mentre i cali sono stati più ridotti in Germania e Francia.

“Le regole sono necessarie, tuttavia è necessario anche che siano stabili e diano certezza”, ha detto Giovanni Sabatini (nella foto), direttore generale dell’Abi ieri a Class Cnbc. “Oggi continuiamo a osservare un continuo cambio di regole del gioco e questo non aiuta. Sono molti anni che viviamo con questa incertezza normativa e forse sarebbe il momento di una pausa”.

Per quanto riguarda le consistenze in essere, la Vigilanza ha già richiesto alle banche con livelli elevati di npl di definire strategie, inclusi obiettivi di riduzione, nella prima metà di quest’anno. “Molte banche hanno realizzato notevoli progressi e presentato strategie credibili, inclusi piani di riduzione. Per alcune banche, invece, sono ancora necessari miglioramenti”, ha osservato ieri Bce.

Secondo i dati Abi, le sofferenze nette a luglio sono scese a 65,8 miliardi di euro: si tratta del valore più basso da marzo 2013, in calo sia rispetto ai 71,2 miliardi del mese precedente sia rispetto al dato di dicembre 2016 (86,8 miliardi). In particolare, la riduzione è stata di 23 miliardi rispetto al livello massimo delle sofferenze nette raggiunto a novembre 2015 (88,8 miliardi). Il rapporto tra sofferenze nette e impieghi totali si è ridotto a 3,82% a luglio 2017 (era 4,89% a fine 2016). In Italia, secondo dati al primo trimestre, le banche hanno circa 263 miliardi di deteriorati coperti in media al 48,5%.

“Sono d’accordo con quanti esprimono perplessità per l’introduzione di nuovi parametri di copertura e accantonamento a fronte dei crediti delle banche, senza valutare la forte riduzione del flusso di nuovi crediti deteriorati e gli strumenti finora messi in campo per smaltire i volumi accumulati”, ha detto Mauro Maria Marino, presidente della commissione Finanze del Senato. “Il sistema bancario italiano è chiamato ad affrontare con rigore tale questione, ma sollecito l’autorità di vigilanza europee a valutare il rischio di mercato dei titoli derivati detenuti da primarie banche di altri Paesi membri».
La consultazione sulle nuove linee guida per i crediti deteriorati si svolgerà fino all’8 dicembre e include una audizione pubblica il 30 novembre.

(Articolo pubblicato su MF/Milano Finanza, quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi)

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