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Debutto milanese per l’ottava edizione di Expo Ferroviaria, l’esposizione di punta del settore ferroviario. Dal 3 al 5 ottobre Fiera Milano Rho ospita, in oltre 4.500 metri quadrati di stand, più di 40 espositori provenienti da 19 Paesi. Tra questi, il meglio dell’industria di settore nazionale e internazionale: Alstom Ferroviaria, Knorr-Bremse Rail Systems Italia, Voith Turbo, Hitachi Rail Italy, Vossloh AG, Faiveley Transport, Wabtec Company, la giapponese JR-East Japan Railway Company. “La nostra decisione di spostare Expo Ferroviaria a Milano è stata ben accolta dagli espositori – ha dichiarato Olivia Griscelli, direttrice dell’esposizione – Chiaramente il mercato in Italia rimane molto attraente per i fornitori. Crediamo fortemente che nella sua nuova sede e questo sarà un evento molto produttivo”. Del resto, Expo Ferroviaria ha aperto sotto i migliori auspici: nel 2016 il settore italiano è cresciuto dell’8% con un incremento record verso l’estero del 43%.

LE NOVITA’ ITALIANE
Protagonisti di Expo Ferroviaria soprattutto due marchi italiani: Trenitalia e Italo. Entrambi hanno approfittato del palco della fiera per presentare i nuovi modelli che entreranno in funzione sulle nostre tratte ferroviarie nei prossimi mesi.
Trenitalia ha alzato il sipario su “Pop” mentre Italo ha mostrato “Evo”. Si tratta di due treni che andranno a rivolgersi a fette di mercato diverse tra loro. Pop, infatti, percorrerà le tratte regionali mentre Evo è un pendolino studiato per le percorrenze ad ampio raggio.

IL RINNOVO DEL PARCO TRENITALIA
Con Pop Trenitalia (Gruppo Fs Italiane) punta a rinnovare il proprio parco mezzi per le tratte a breve e media percorrenza. L’investimento effettuato è tra i più importanti degli ultimi anni: la commessa alla francese Alstom Ferroviaria (ma il treno sarà realizzato interamente in Italia) riguarda infatti 150 treni elettrici per un totale di 900 milioni di euro. La caratteristica principale di Pop riguarda la sua versatilità: può essere assemblato in base alle richieste delle singole regioni. Due infatti le configurazioni, a quattro e a cinque casse, per una capienza di 200 o 300 persone sedute. Con Pop, Trenitalia vuole inoltre inaugurare il periodo dei regionali “di lusso”: su ogni carrozza saranno infatti presenti display LCD a 24” visibili da ogni posizione, rete WiFi e telecamere digitali di videosorveglianza. I primi modelli inizieranno a circolare nel 2019.

L’EVOLUZIONE DI ITALO
Arriverà decisamente prima Italo “Evo”, previsto in stazione entro la fine del 2017. Anche questo modello presentato a Expo Ferroviaria è stato commissionato ad Alstom. Saranno 12 i treni di questa tipologia che entreranno in servizio sulle tratte a lunga percorrenza e ad alta velocità della Penisola. L’ampliamento del parco mezzi permetterà a Italo di aumentare la propria offerta: sulla tratta Roma – Milano i collegamenti passeranno da 40 a 50, con incremento dei no stop che incrementeranno da 15 a 20, vale a dire un treno ogni mezz’ora. Raddoppieranno inoltre i servizi quotidiani da e per Venezia (da 8 a 16). Infine, con l’arrivo degli altri 8 treni della commissione, previsti per il 2018, Italo sarà in grado di coprire nuove tratte, come la Torino – Venezia. Dal caratteristico rosso rubino che contraddistingue i treni del gruppo guidato da Luca Cordero di Montezemolo, Evo è lungo 187 metri, si compone di 7 carrozze e potrà ospitare fino a 480 passeggeri nei tre ambienti Club, Prima e Smart. Si prevede inoltre l’installazione di un bancone self-service per poter consumare cibi e bevande in ogni momento del viaggio.

LA FUSIONE DI ALSTOM E SIEMENS
Ma Expo Ferroviaria si è aperta soprattutto nel segno degli interrogativi italiani per la recente fusione tra la francese Alstom (responsabile della costruzione di Pop e di Evo) e la tedesca Siemens. L’unione delle due aziende porterà alla nascita di un colosso del settore da 16 miliardi di euro. Le preoccupazioni nostrane riguardano le due filiali che il gruppo d’Oltralpe ha a Savigliano, nel Cuneese e a Sesto San Giovanni, nel Milanese.

IL NO COMMENT DI DEL RIO E L’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
Presente alla Fiera, il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ha preferito non commentare, limitandosi a dire di “non essere preoccupato”. Di tutt’altro avviso, il deputato cuneese del Pd Mino Taricco, il quale ha presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo al ministro dei Trasporti di riferire in aula sulle ricadute occupazionali dell’operazione. “L’accordo prevede garanzie soltanto per i lavoratori francesi e tedeschi, senza specifiche clausole per i dipendenti italiani – ha dichiarato Taricco alla Stampa – Una situazione che genera profonda preoccupazione nei 2.700 operai e progettisti italiani, di cui 1.100 si trovano a Savigliano, che già nel 2016 è dovuto ricorrere alla cassa integrazione per un centinaio di impiegati”.

LA MANO TESA DI ALSTOM
Rassicurazioni sono comunque arrivate da Michele Viale, amministratore delegato della filiale italiana di Alstom il quale, in una intervista concessa al Sole 24 Ore, ha teso una mano ai sindacati: “Il sito di Savigliano è centro di eccellenza mondiale Alstom per i treni suburbani e regionali e per i treni ad alta velocità ad assetto variabile. Resteremo strategici anche nella futura alleanza con i tedeschi, che peraltro dovrà attendere almeno 15 mesi prima di risultare operativa”.

FS HA RIPRESO A CORRERE
Notizie più positive invece arrivano dal Gruppo Fs Italiane i cui ricavi da attività internazionali sono cresciuti del 25%. I primi forecast parlano di introiti per 1,4 miliardi grazie alle acquisizioni fatte nel 2017 di c2c in Gran Bretagna, Trainose in Grecia e QBuzz nei Paesi Bassi.
Buone notizie anche per un’altra italiana presente a Expo Ferroviaria: Ansaldo. La società, ormai parte del gruppo nipponico Hitachi Rail Italy, si occuperà della commissione di 300 treni regionali a 2 piani, modello “Rock” per conto di Trenitalia. Rock si compone di 5 carrozze, è lungo 136 metri e largo 2,8 e avrà una capacità complessiva di 656 passeggeri. L’accordo con Trenitalia garantisce ad Ansaldo introiti per un ammontare complessivo di 2,6 miliardi di euro.

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