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Quarantotto accordi tra atenei italiani e uzbeki, centosei accordi di collaborazione inter-universitaria con il Kazakistan. Bandi di ricerca congiunti e co-finanziati da ciascuno dei Paesi. Il ministero dell’Università e della Ricerca guidato da Anna Maria Bernini ha un respiro sempre più internazionale e lo dimostrano le frequenti missioni durante le quali la titolare del dicastero ha sottoscritto gli accordi.

La collaborazione bilaterale tra i Paesi coinvolti spazia su tantissimi argomenti: dalla ricerca all’innovazione, passando per la mobilità studentesca finendo con i percorsi per conseguire il doppio titolo di studio. La chiave di lettura è l’interdisciplinarietà: dalla geologia alla climatologia, passando per biotecnologie, agritech, creative industrial design.

Di recente, Bernini ha partecipato in Uzbekistan al Primo Forum dei Rettori dei due Paesi, organizzato in collaborazione con la Conferenza dei rettori delle Università italiane-Crui.

A proposito di progettualità concrete, che rappresentano un chiaro esempio di come funzioni la collaborazione tra i Paesi. Bernini ha presenziato alla Cerimonia di inaugurazione della scuola italo-uzbeka di Ingegneria avanzata, che ha lo scopo di formare ingegneri con gli stessi standard del Politecnico di Torino in Italia, capaci di accompagnare il Paese nel processo di industrializzazione.

Il ministro si è poi recato al campus dell’Università di Pisa a Tashkent. L’ateneo toscano, attraverso il proprio Dipartimento di Scienze della Terra, ha avviato un progetto di cooperazione internazionale unico in Italia: in collaborazione con la University of Geological Sciences del Paese asiatico, ha costruito un corso di laurea triennale in Geologia ed è l’unico esempio di ateneo italiano all’estero ad essere stato accreditato ufficialmente dall’Anvur.

A proposito di partnership consolidate, tra gli esempi virtuosi va senz’altro ricordato l’impegno del Politecnico di Torino. A Tashkent, infatti, il Politecnico è presente dal 2010 all’Università Turin Polytechnic University (TTPU), che rilascia il titolo di laurea e laurea magistrale sulla base di accordi di doppio titolo. Il ministro Bernini ha tenuto a battesimo la nuova scuola italo-uzbeka di Ingegneria Avanzata.

Sul versante kazako, invece, è stata finalizzata una partnership nel settore degli studi agrari tra l’Università Politecnica delle Marche e una università locale e verranno promosse nuove azioni per cogliere le opportunità offerte dal Paese.

In particolare, sarà attivato un double degree in Scienze Agrarie, Tecnologie applicate e gestione delle biorisorse, basato su un percorso didattico che si terrà presso i due atenei, in lingua inglese ed italiana. L’accordo rientra nel piano, fortemente sostenuto dal governo, di internazionalizzazione delle Università italiane.

“Uzbekistan e Kazakistan – così Bernini – rappresentano un crocevia stabile e sicuro, uno snodo geopolitico fondamentale al centro dell’Asia, offrono grandi prospettive non solo per la formazione superiore, ma anche dal punto di vista economico-commerciale e delle materie prime. Per il nostro Paese, dunque, rivestono un’importanza strategica primaria”. Entrambi i Paesi sono “animati da politiche di sviluppo del capitale umano particolarmente ambiziose – chiosa il ministro – e hanno dimostrato di essere molto dinamici in termini di cooperazione interuniversitaria, oltre a iscrivere centinaia di studenti nei nostri atenei, e ciò costituisce uno dei punti forti del dialogo bilaterale che stiamo portando avanti a tutti i livelli”.

La collaborazione con Kazakistan e Uzbekistan passa (anche) dalla ricerca. La ricetta di Bernini

Quarantotto accordi tra atenei italiani e uzbeki, centosei accordi di collaborazione inter-universitaria con il Kazakistan. Bandi di ricerca congiunti e co-finanziati da ciascuno dei Paesi. Il ministero dell’Università e della Ricerca guidato da Anna Maria Bernini ha un respiro sempre più internazionale. La collaborazione bilaterale tra i Paesi coinvolti spazia su tantissimi argomenti: dalla ricerca all’innovazione, passando per la mobilità studentesca finendo con i percorsi per conseguire il doppio titolo di studio. Un rapporto, quello fra i due Paesi e il nostro, sempre più consolidato e lo dimostrano anche le recenti missioni del ministro e l’apertura di nuove realtà accademiche

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