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In questi giorni il Movimento 5 Stelle sta definendo, sulla piattaforma Rousseau, i dettagli del suo programma, sottoponendo agli iscritti i principali temi che ne costituiranno l’ossatura. Fra essi, spicca l’intelligence, su cui, sul blog del M5S, sono stati pubblicati cinque post. Il primo, “Sicurezza partecipata”, porta la firma di Umberto Saccone. Il secondo, “Sicurezza e spazio cibernetico, è di Pierluigi Paganini. Il terzo “La riorganizzazione delle forze dell’ordine” di Stefano GambacurtaIl quarto, “Sicurezza e libertà” di Renato Scalia. E infine il quinto, “Il futuro della polizia locale”, di Diego Porta.

Sono loro gli esperti che hanno definito le proposte di programma del M5S per quanto concerne intelligence e sicurezza. Ma chi sono? Non proprio dei “signori nessuno”. Da quanto emerge dando una scorsa ai loro curriculum, ci si rende conto che la gran parte degli esperti ospitati dal blog grillino vanta una lunga carriera all’interno delle Istituzioni, talvolta con incarichi svolti a stretto contatto con i governi passati.

UMBERTO SACCONE, DALL’ARMA ALL’ENI

Come si evince dal suo profilo Linkedin, Umberto Saccone ha iniziato la sua lunga carriera con l’Arma dei Carabinieri nel 1974, per poi passare al Sismi, dove ha lavorato, fra Roma, Parigi e Riad, in Arabia Saudita, come analista e poi come dirigente nell’ambito della divisione di controspionaggio. Da giugno 2006 a gennaio 2015 è stato direttore della Security dell’Eni. “In Eni ha realizzato e sviluppato un metodo di Risk Assessment per la sicurezza delle istallazioni industriali – si legge sempre su Linkedin – Saccone ha altresì concepito, disegnato e sviluppato la sala crisi dell’ENI, nel cui ambito risiede un sistema di comando e controllo per una risposta alle crisi negli ottanta Paesi dove la società petrolifera è presente. Con successo ha promosso e implementato un fattivo e fruttuoso partenariato con strutture governative quali il Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS), l’Aeronautica Militare, il Comando Operativo di vertice Interforze (COI), la Marina Militare e la Polizia di Stato”. Attualmente ricopre la carica di presidente della società di consulenza Grade, da lui fondata nel 2014, che si occupa di intelligence. Inoltre ad aprile 2017 è stato nominato (con strascichi polemici) presidente della Port Authority Security srl di Civitavecchia, società pubblica soggetta al controllo dell’Autorità del sistema portuale del Mar Tirreno centro settentrionale. Dal 2016 è anche presidente della Mi.G srl, società che produce mezzi blindati.

PIERLUIGI PAGANINI, ESPERTO DI CYBERSICUREZZA

Pierluigi Paganini è esperto nel campo della cyber security e intelligence, sul suo profilo Linkedin si legge che Paganini è editor in chief per la rivista statunitense Cyber Defense Magazine. Per il ministero degli Esteri è stato membro del gruppo di lavoro Cyber G7 2017, ed è membro dei gruppi di lavoro del portale “The Hacker News” e dell’ICTTF International Cyber Threat Task Force. Ha scritto numerosi articoli pubblicati su testate quali Cyber War Zone, ICTTF, Infosec Island, Infosec Institute, The Hacker News Magazine. È membro del gruppo Threat Landscape Stakeholder Group dell’agenzia ENISA (European Union Agency for Network and Information Security) e ha pubblicato due libri “The Deep Dark Web” e “Digital Virtual Currency and Bitcoin” rispettivamente sulle tematiche inerenti Deep Web ed i sistemi di moneta virtuali.

STEFANO GAMBACURTA, STRETTO COLLABORATORE DI GABRIELLI

Poi c’è Stefano Gambacurta, che vanta una lunghissima carriera nel ministero dell’Interno, a partire dal 1989. Ha iniziato ad occuparsi di sicurezza nel 1993 elaborando anche, nel corso degli anni, alcuni studi di settore. Nel 2009 ha lavorato per la Prefettura dell’Aquila ed è stato coordinatore del Gruppo interforze antimafia. Dopo il sisma del 2009 è stato promosso a capo di gabinetto e ha assunto la direzione delle attività per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose nell’ambito della ricostruzione. Nel 2012 ha lavorato nella segreteria del ministro dell’Interno (all’epoca guidato da Anna Maria Cancellieri). A partire dal 2012 ha lavorato nell’ufficio affari legislativi, occupandosi di legislazione penale e sicurezza pubblica. Nel 2015 è stato capo di gabinetto per il prefetto Franco Gabrielli nella delicata fase di “tutoraggio” dell’allora sindaco di Roma Ignazio Marino. Del resto il rapporto con Gabrielli era solido, avendo i due già collaborato ai tempi dell’Aquila. Nominato prefetto, dal 15 marzo 2016 figura nell’organigramma della Polizia di Stato ai vertici dell’Ufficio per l’Amministrazione Generale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, sempre sotto il coordinamento di Gabrielli.

RENATO SCALIA, ISPETTORE E MILITANTE ANTIMAFIA

Del gruppo di esperti ospitati dal blog fa parte Renato Scalia, anch’egli quadro del ministero dell’Interno, che dal 1979 al 2002 è stato ispettore superiore della Polizia di Stato. Attualmente è consigliere e membro del comitato direttivo della Fondazione Antonino Caponnetto che si occupa di monitorare le attività di antimafia a promuovere la legalità.

DIEGO PORTA, COMANDANTE DEI VIGILI DI ROMA

Chiude l’elenco Diego Porta, dirigente del Comune di Roma nel settore Polizia locale. Porta, presidente dell’Associazione nazionale comandanti e ufficiali di Polizie municipali, dopo un esordio professionale nella Polizia di Stato, ha sviluppato la sua carriera al Comune di Roma, arrivando fino al ruolo di comandante, nomina ad interim confermata dalla sindaca grillina Virginia Raggi.

IL PROGRAMMA VOTATO SU ROUSSEAU

Ruolo dei privati nella sicurezza, maggiore cooperazione nello scambio di dati tra pubblico e privato per la cyber security, accorpamento delle forze dell’ordine e della polizia locale il tutto orientato dal principio guida della sicurezza collettiva. Sono i cinque punti votati su Rousseau dalla base del Movimento 5 Stelle e che ne compongono quindi la sezione Sicurezza del programma di Governo. I vari punti erano stati spiegati, appunto, dagli esperti e sulla base di quanto letto sul post di Grillo la base del Movimento 5 Stelle si è espressa durante il voto online (qui tutti i dettagli). Tra i punti più discussi c’è l’accorpamento delle Forze dell’Ordine in un’unica forza di polizia, fusione reputata “irrealizzabile” dal vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri (qui l’intervista di Formiche.net) e discussa dai sindacati delle Forze dell’Ordine (qui tutti i dettagli).

Beppe Grillo, intelligence

Chi ha scritto il programma M5S su Intelligence e sicurezza

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