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Dal punto di vista dei mercati finanziari, lo scenario peggiore è stato evitato nel primo turno delle elezioni presidenziali francesi. Nelle ultime settimane la prospettiva di preferenze molto forti a favore di Marine Le Pen così come il timore di un secondo turno tra Jean-Luc Mélenchon e Marine Le Pen avevano portato ad una maggiore avversione al rischio, a beneficio del Bund rispetto agli altri asset obbligazionari dell’Euro Zona.

Sebbene non siamo sorpresi dalla reazione positiva dei mercati ai risultati sotto le aspettative dei candidati avversi all’Europa, siamo tuttavia prudenti circa la effettiva sostenibilità di questo ritrovato appetito per il rischio.

I sondaggi per il secondo turno tra Emmanuel Macron e Marine Le Pen indicano una probabile vittoria per il primo, oggi riflessa nell’andamento dei mercati, e rafforza tale opzione l’invito a votare per Macron espresso dagli altri candidati dei partiti principali Fillon e Hamon.

Tuttavia in questo scenario l’evento più importante all’orizzonte sono le elezioni legislative di giugno, che pongono un serio interrogativo circa la maggioranza con cui il potenziale Presidente Macron dovrà dialogare. Nonostante il significato risultato come il, potenziale, più giovane Presidente mai eletto, persino più giovane di Napoleone Bonaparte, non è affatto certo che il contesto che potrebbe portarlo alla Presidenza gli assicuri anche una pari maggioranza parlamentare.

Se il partito del nuovo Presidente non riuscisse ad ottenere una maggioranza in Parlamento o se dovesse fare i conti con il supporto di una coalizione di partiti per l’approvazione di specifiche iniziative, le sue ambizioni riformiste saranno certamente limitate e questo indebolirebbe anche la spinta innovatrice che potrebbe portare al progetto Europeo.

Siamo quindi pronti all’adozione di una posizione più, oppure meno, aggressiva verso gli asset rischiosi successivamente alle elezioni legislative. Quando si sarà dissipato il premio per il rischio “Francia”, tutti gli spread dell’Euro Zona ne beneficeranno e, al di là dei rischi geopolitici che rimarranno da monitorare, nulla potrebbe arrestare la correzione della sopravvalutazione del Bund.

Emanuell Macron

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Di Franck Dixmier

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legge, fine vita, centrodestra, rapporto, lavoro, sacconi, pensionamento, di maio

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