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Va bene a Matteo Salvini, ma è lontano anni luce dall’immaginario del politico salviniano. E’ già considerato un uomo di Giovanni Toti, anche se il governatore ligure in un primo momento avrebbe preferito schierare una sua fedelissima come l’assessora regionale (e già sua collega a Mediaset) Ilaria Cavo. E’ riuscito a unire sotto la sua figura l’intero arco del centrodestra, da Area Popolare alla Lega Nord, che invece a livello nazionale continua a suonarsele di santa ragione. In più, con il pasticcio combinato dai 5 Stelle e le ossa rotte della sinistra dopo la deludente legislatura del sindaco Marco Doria, ha la concreta possibilità di salire sulla poltrona più alta di Tursi.

Eccolo Marco Bucci, il candidato sindaco unitario del centrodestra a Genova, un manager di 58 anni che da amministratore delegato di Liguria Digitale (società regionale) ha deciso di togliersi i panni del professionista per vestire quelli del politico.

UN MANAGER DI ESPERIENZA INTERNAZIONALE

Sposato, due figli, già guida boy-scout, laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutica all’Università di Genova, specializzatosi nelle Università di Minnesota e Michigan oltre che all’IMD di Losanna, Bucci ha un pedigree professionale da manager. Nel suo curriculum spiccano incarichi come la presidenza di Carestream Health Inc. a Rochester (Usa), la vicepresidenza di SGS a Ginevra, l’incarico di Ceo in Eastman Kodak Company tra Genova e New York, giusto per citare i più importanti. Niente a che vedere con i folkloristici politici locali che la Lega ogni tanto è solita presentare. Nell’ottobre 2015 Bucci è stato chiamato da Toti a guidare Liguria Digitale, società controllata quasi totalmente dalla Regione, per sviluppare l’infrastruttura tecnologica e i servizi digitali in tutto il territorio ligure.

RIXI LO HA VOLUTO, TOTI SI E’ CONVINTO

Le cronache genovesi raccontano che il più convinto di tutti sulla scelta di Marco Bucci fosse l’assessore regionale Edoardo Rixi. Non una pedina qualunque nello scacchiere politico ligure, bensì l’uomo forte di Salvini sotto la Lanterna, leader regionale del Carroccio e già vice federale, colui che nel 2015 si sarebbe dovuto candidare a governatore ma per salvare l’alleanza con Silvio Berlusconi in Veneto, fece un passo indietro lasciando lo scranno a Toti. Il quale in un primo momento aveva pensato ad altre soluzioni per Genova, entrambe al femminile: Anna Pettene, moglie di Edoardo Garrone e in campo per il no al referendum costituzionale, oppure il suo braccio destro in giunta Ilaria Cavo. Lo stesso Berlusconi voleva puntare sull’amico manager Giancarlo Vinacci, ma alla fine ha dovuto desistere. Così come Giorgia Meloni, costretta a indurre Stefano Balleari di Fratelli d’Italia a fare un passo indietro dalla richiesta di primarie.

IL CENTRODESTRA LIGURE RIMANE UNITO

Nelle intenzioni del governatore Toti, l’operazione Bucci a Genova deve ricalcare quanto fatto in Regione e replicato l’anno dopo a Savona, dove s’è imposta contro il Pd l’ex modella Ilaria Caprioglio. E lo stesso dovrebbe accadere a La Spezia, altro capoluogo ligure al voto, dove il centrodestra punta sull’ex segretario provinciale della Cisl Pierluigi Peracchini.

Ma dicevamo di Genova. Lì ancora una volta il governatore è riuscito a mettere insieme il diavolo e l’acqua santa. Dando per scontato l’accordo con la Lega salviniana (Toti è dell’ala filo-leghista in Forza Italia), è riuscito a convincere nuovamente gli alfaniani di Liguria Popolare che già sono nella sua maggioranza in Regione, con buona pace dei leghisti. Non solo: la figura di Bucci ha convinto anche il “ribelle” Enrico Musso a rientrare nei ranghi di centrodestra (e con lui la componente fittiana), dopo la candidatura autonoma alle regionali del 2015.

LA RICETTA BUCCI PER GENOVA

Completamento del polo tecnologico di Erzelli tramite il progetto Human Tecnopole che vede impegnato il genovese Istituto italiano di tecnologia (Iit) nell’area ex Expo di Milano; nuovo Ospedale di Ponente; aiuti e defiscalizzazioni sugli investimenti alle aziende del comparto tecnologico e start-up. Sono questi alcuni capisaldi del programma di mandato di Bucci, che – non a caso – guarda con particolare attenzione allo sviluppo economico della città, anche se non disdegna alcune proposte pensate per la base leghista come l’istituzione dei vigili di quartiere per il contrasto alla micro-criminalità oppure il quoziente familiare per aiutare i nuclei numerosi, con anziani e disabili, tema tanto caro all’elettorato cattolico.

II candidato del centrodestra si è guadagnato anche l’appoggio del giornalista Mediaset Paolo Del Debbio, sceso da Milano a Genova per tirargli la volata, e ha riunito per una cena di fundraising alla Villa Lo Zerbino oltre 200 rappresentanti della Genova che conta, tra armatori, industriali, manager e politici navigati. Tra gli ospiti, anche l’ad de l’Unità Guido Stefanelli, socio del gruppo Pessina Coatruzioni.

Marco Bucci, chi è il manager candidato sindaco a Genova che ha riunito il centrodestra

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