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“Per conto di tutti gli americani esprimo i miei più caldi auguri alla comunità italo-americana e alla gente dell’Italia e mi unisco a voi nel giorno della festa della repubblica”. Inizia così il messaggio che il presidente americano Donald Trump ha inviato a Roma, in occasione della festa del 2 giugno, e che è stato letto ieri nel corso della cerimonia alla Casa Bianca per celebrare la festa nazionale dell’Italia, alla presenza dell’ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Armando Varricchio.

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“Settantuno anni fa” – scrive Trump nella proclamation letta durante la cerimonia – si sono piantati i presupposti per fare dell’Italia “la vibrante democrazia che è adesso”, di cui condividiamo la storia e le tradizioni politiche e culturali. “Apprezziamo il contribuito dei 17 milioni di americani che hanno radici italiane”, gli immigrati italiani hanno fatto dell’America ciò che è, generazioni di italoamericani negli Stati Uniti hanno preso ruoli da leader nel governo e nelle comunità, guidano l’economia e difendono e proteggono una terra che ormai sentono come la loro, dice il presidente americano. “I nostri Padri Fondatori” si sono ispirati al sistema d’amministrazione dell’antica Roma.

Ma i rapporti tra Stati Uniti e Italia vanno oltre a questi collegamenti “culturali e sentimentali”, scrive il commander-in-chief, ricordando che l’alleanza militare è “più forte che mai”, adesso che “continuiamo insieme a combattere il terrorismo”, ha sottolineato Trump nel corso della cerimonia adiacente allo Studio Ovale.

Il richiamo alla sfera militare è certamente un riconoscimento dell’impegno italiano in aree di crisi, come l’Iraq (dove i soldati italiani sono tra i principali addestratori dei curdi e degli iracheni che combattono il Califfato) o l’Afghanistan (dove l’Italia fornisce un enorme contributo al contingente Nato di nuovo sotto pressione per il sommersi della minaccia califfale a quella talebana). Ma allo stesso tempo è anche un richiamo implicito ai propri impegni, come l’investimento del 2 per cento del Pil in spese per la Difesa deciso dai membri Nato nel 2014. Trump in questi ultimi giorni ha richiamato all’ordine i partner militari, invitandoli a rispettare gli accordi (che l’Italia buca annualmente), sulla scia di una posizione già presa dall’amministrazione Obama e di un generale riequilibrio e riassetto che Washington ha in mente sul proprio impegno globale.

“Guardiamo avanti per continuare la partnership con il nostro grande alleato” per rendere il mondo un posto più sicuro.

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