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L’imminente arrivo alla Camera statunitense del nuovo decreto sanzioni contro la Russia aggiunge una dimensione nuova alla triangolazione Mosca-Washington-Berlino.
Le nuove sanzioni, approvate quasi all’unanimità al Senato dopo un accordo tra repubblicani e democratici, colpirebbero settori chiave dell’economia russa per punire le interferenze di Mosca nelle elezioni presidenziali dello scorso novembre e le sue azioni in Ucraina e Siria. 
Le misure contro la Russia sono state inserite con un emendamento a una proposta di legge per nuove sanzioni contro l’Iran.
 Il decreto permette (fra le altre cose) all’esecutivo di colpire le imprese coinvolte in Nord Stream 2, il progetto di raddoppiamento del gasdotto che già unisce Russia e Germania passando sui fondali del Baltico.
 Partner nell’iniziativa sono le tedesche OMW, Uniper e Wintershall con Shell, Gazprom e la francese Engie.

Già Germania e Austria hanno criticato le sanzioni dopo l’approvazione al Senato: 
“Minacciare di imporre sanzioni su compagnie tedesche, austriache o di altri paesi europei e sui loro rapporti con gli Stati Uniti qualora partecipino o finanzino progetti relativi al gas naturale con la Russia, come Nord Stream 2 -hanno dichiarato congiuntamente i Ministri degli Esteri austriaco e tedesco- colpisce i rapporti euro-americani in modo molto negativo”.
 Infuocata è la conclusione: “Decidiamo noi chi e come ci fornisce energia e lo facciamo basandoci sulla trasparenza e il libero mercato”.

Il nodo del Nord Stream 2 è fondamentalmente politico: grazie all’aumento di capacità di trasporto di gas verrebbe bypassata l’Ucraina.
Non sono solo gli americani ad opporsi. A loro si sono uniti i paesi baltici e quelli del gruppo di Visegrad, spaventati dalla leva politica dell’energia.
 La Mitteleuropa tedesca è però di parere opposto.

E’ una conflittualità antica e moderna al tempo stesso.
 Robert Kaplan, ospitato sul Time dopo le tensioni fra Russia ed Ucraina, parlava del ritorno di un “Vecchio ordine del Mondo”.
 La sua tesi: l’élite globale ha sbagliato le previsioni sul XXI secolo. Piuttosto che l’interdipendenza economica, la cooperazione e l’adesione alle norme internazionali il nostro secolo si regge ancora sulla legge ferrea della geografia e la potenza delle Idee.
 La globalizzazione ha “livellato” le mappe, secondo qualcuno.
 E’ pericoloso osservare il Mondo da una scrivania usando Google Maps e Google Earth.
 Si riduce il flusso di emozioni primordiali dei popoli ad una carta bidimensionale.

Quella fra Germania e Russia è un’interazione continua, una storia del “grande spazio” in Europa, di cui gli eventi simbolici che dalla Battaglia del Lago Ghiacciato del 1242 ai traumi delle guerre mondiali fino ai recenti avvenimenti in Ucraina, Polonia e Paesi baltici rappresentano solo un incompleto mosaico.

Una storia che ha assunto molteplici forme, fino agli aspetti economici: l’“impero energetico” – come lo ha suggestivamente chiamato Sergio Romano – russo e l’energivora Germania sono in connessione, ed in profonda rivalità. Lo scorso anno la Germania ha importato più di 30 milioni di metri cubi di gas per i consumi interni, più di qualsiasi altro stato europeo. Sono i temi che Salvatore Santangelo, docente di Geopolitica presso l’Università di Tor Vergata, ha dedicato nel suo “GeRussia” pubblicato per i tipi di Castelvecchi. 
“GeRussia” è un termine coniato dal centro studi della Duma, il Parlamento russo.

In Germania esiste una “lobby” russa composta da grandi aziende, in Russia le classi dirigenti sono state formate in Germania.
 Nel centenario della rivoluzione d’Ottobre, è utile ricordare che Vladimir Lenin venne mandato in Russia dai servizi tedeschi per contaminare con la ribellione la popolazione stremata, come un’arma batteriologica in una delle guerre della postmodernità.

John Maynard Keynes scrisse nelle “Conseguenze economiche della pace” che il ruolo storico di Berlino è quello di modernizzare la Russia.
 Non è un caso che il report della CIA sulle interferenze russe nelle elezioni statunitensi citi Gerhard Schroeder (nella foto), ora presidente del comitato degli stakeholder del Nord Stream.
 Una partita strategica così rilevante che gli accordi sulla pipeline sono stati definiti un nuovo Patto Molotov-Ribbentrop.
 Un rapporto raffreddatosi dopo il ritorno della Storia nelle “Terre insanguinate” dell’Ucraina e che ora riprende una modalità di cooperazione inedita.

Come si borbotta in America su Russia e Germania per il Nord Stream 2

L’imminente arrivo alla Camera statunitense del nuovo decreto sanzioni contro la Russia aggiunge una dimensione nuova alla triangolazione Mosca-Washington-Berlino. Le nuove sanzioni, approvate quasi all’unanimità al Senato dopo un accordo tra repubblicani e democratici, colpirebbero settori chiave dell'economia russa per punire le interferenze di Mosca nelle elezioni presidenziali dello scorso novembre e le sue azioni in Ucraina e Siria. 
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