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Solo dibattiti ad alto livello con personalità di prestigio, interventi di esperti e intellettuali non ostili al Movimento fondato da Beppe Grillo o anche una palestra per potenziali ministri a 5 stelle? È la domanda che in questi giorni non soltanto i giornalisti ma anche molti parlamentari o amministratori locali pentastellati si stanno ponendo dopo le prime indiscrezioni sul primo evento che sarà organizzato l’8 aprile a Ivrea dall’associazione intitolata a Gianroberto Casaleggio. Ad animare l’associazione sono Davide Casaleggio e la moglie.

In queste ore si va definendo il programma completo dell’evento. Non ci saranno soltanto interventi di intellettuali da tempo apprezzati dai grillini come Massimo Fini, Carlo Freccero e Aldo Giannuli. Sono confermati nomi come quello di Paolo Magri, direttore dell’Ispi, che aveva già ispirato un dibattito con Luigi Di Maio all’Istituto per gli studi di politica internazionale che tanto fece mugugnare alcuni settori dei Pentastellati più anti americani e anti occidentali che rimarcarono l’incarico di Magri come segretario del gruppo italiano della Trilateral Commission. Magri incentrerà il suo intervento sulle “dorsali geopolitiche dell’Italia nei prossimi decenni”. Di certo temi e toni non saranno quelli che si rintracciano in talune recenti sortite del Movimento 5 Stelle su Russia e Putin, in particolare.

Significativa la presenza, nell’ambito della sessione che sarà dedicata a “futuro è tecnologia”, dell’amministratore delegato di Google Italia, Fabio Vaccarono. Sugli stessi temi – e in particolare su rivoluzioni tecnologiche, materiali della fisica e impatti su economia digitale – ci sarà un faccia a faccia tra il tecnologo Massimo Chiriatti e Giorgio Metta, direttore dell’iCub Facility all’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), dove guida lo sviluppo del robot umanoide iCub. Metta, laureatosi con lode in Ingegneria all’Università di Genova nel 1994, tra il 2001 e il 2002 lavora all’AI Lab del MIT di Boston come “postdoctoral associate”, è stato responsabile di numerosi progetti europei e consulente come esperto di robotica nell’ambito dei programmi della Commissione Europea.

Altre personalità di certo non gruppettare discuteranno di ricerca e medicina.  Sul futuro della sanità discorrerà in particolare Nicola Bedin, amministratore delegato del gruppo ospedaliero San Donato fondato dalla famiglia Rotelli. Bedin ed Ermanno Leo risponderanno poi a una domanda: “Ricerca farmaceutica: solo business o anche speranza?”, come si legge in una bozza del programma. Leo è il primario di un reparto chirurgico dell’Istituto nazionale dei tumori. Sul suo curriculum si legge: “Dal 1990 ad oggi ha eseguito più di 4000 interventi chirurgici di patologia oncologica generale e quasi 20.000 interventi per patologia gastro-intestinale. E’ autore di oltre 250 pubblicazioni scientifiche”.

Confermata la presenza del sociologo Domenico De Masi che discetterà su lavoro e imprese, in cui ribadirà le sue controverse e dibattute tesi (qui il commento di Mario Seminerio) che gli sono valse l’appellativo di nuovo intellettuale grillesco, anche se poi in una intervista di giorni fa ha detto di non essere sicuro di votare il Movimento di Grillo.

Più in linea con le storiche e tradizionali posizioni ecologiste dei grillini sarà l’ìntervento di Andrea Boraschi su clima ed energia. Boraschi, da responsabile Campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia, è stato l’autore di un appello ai leader politici prima delle ultime elezioni del 2013 per scoprire gli “amici del carbone e del petrolio” ed è stato uno dei sostenitori più accaniti del sì al referendum contro le trivelle.

È prevista anche la partecipazione di due magistrati di peso, anche se si attendono ancora alcune conferme. Il primo è Sebastiano Ardita che parlerà di “Libera magistratura nell’Italia postpolitica”. Ardita, procuratore aggiunto a Messina, è un magistrato antimafia da sempre in prima linea. Autore con Piercamillo Davigo del libro “Giustizialisti” (prossimamente in edicola con il Fatto), proprio al quotidiano diretto da Marco Travaglio ha espresso giudizi critici sulla riforma penale del governo: “È indubbio – ha detto – che il governo vada molto oltre nel limitare l’utilizzo dell’intrusore informatico. La Cassazione ha delimitato l’uso per la criminalità organizzata mafiosa, terroristica e semplice, invece, nel ddl penale, l’uso del trojan si prevede esclusivamente per mafia e terrorismo, salvo che si stia compiendo un reato”. Poi, un giudizio complessivo sul ddl: “Rende più difficile il funzionamento della giustizia fino a mettere in ginocchio le procure se si guarda all’obbligo di definire le richieste di rinvio a giudizio o archiviazione entro i 3 mesi dalla fine di un’indagine, pena l’avocazione alle procure generali che hanno molti meno magistrati. Così si sottrae tempo alle indagini più delicate”.

Il secondo magistrato che secondo una bozza del programma dovrebbe esserci è l’ex di Mani Pulite, Francesco Greco, che in base alle intenzioni di Casaleggio dovrebbe parlare di evasione fiscale sollecitato da Enrico Mentana. Il direttore del tg de La 7 non sarà il solo giornalista presente che intervisterà o modererà dibattiti nel corso della giornata. Oltre a Travaglio, ci sarà Gianluigi Paragone, conduttore de La Gabbia su La 7, e la firma di Libero, Franco Bechis. Ma secondo il programma a intervistare più esperti e ospiti sarà Gianluigi Nuzzi, autore di libri di successo come Via Crucis e Vaticano spa.

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