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Parleranno cinese gran parte delle reti mobili in Italia. A fare la parte del leone nel settore infatti saranno i colossi Huawei e Zte, rispettivamente i futuri costruttori della rete in fibra ottica in tecnologia Ftth con cui Enel ha in mente di raggiungere gran parte del territorio italiano e di quella ultrabroadband mobile di Wind e H3G. Ecco i dettagli.

L’ACCORDO TRA HUAWEI E ENEL

Huawei si è aggiudicata la gara per la fornitura dei sistemi di monitoraggio O&M, Operations & Maintenance, della nuova rete in fibra di Open Fiber. Il valore della commessa è attorno ai 10 milioni di euro.
Segno che gli obiettivi di Enel per le telecomunicazioni non sono stati ridimensionati dopo la caduta del governo di Matteo Renzi, che ha fortemente voluto la discesa in campo del gruppo elettrico visti i traccheggiamenti – secondo il precedente esecutivo – di Telecom Italia. Il gruppo guidato da Francesco Starace ha prima costituito una nuova società, Enel Open Fiber (EOF), affidata all’ex top manager di Wind, Tommaso Pompei, con l’obiettivo di cablare 250 città entro il 2021, e poi ha comprato la totalità del capitale di Metroweb, detenuto da F2i Sgr e da Fsi Investimenti per un corrispettivo di 714 milioni di euro e, con il benestare dell’Antitrust Ue, è diventata azionista con Cdp del veicolo nato dalla fusione tra Enel Open Fiber e Metroweb, Open Fiber.

COSA FARÀ HUAWEI

Huawei fornirà ad Open Fiber i sistemi N2510, adibiti al controllo e alla gestione degli collegamenti della rete Ftth (fiber to the home), che li adotterà in 9 città. Questo dispositivo viene già utilizzato da nove operatori europei, in particolare per controllo qualità e il monitoraggio dei guasti nelle proprie reti.
Le due società hanno già lavorato insieme per il cablaggio di Perugia, ma ora l’accordo si allarga ad altre nove città italiane. Open Fiber affiderà poi la gestione dei servizi ai vari operatori. A manifestare il loro interesse sono già stati fra Tiscali, Wind Tre e Vodafone.

LA COMMESSA DI ZTE PER WIND/TRE

Aggiudicandosi una super-commessa da circa 900 milioni di euro, il colosso cinese Zte (qui un approfondimento di Formiche.net su mire e incognite del colosso cinese) realizzerà invece la futura rete unica, denominata Golden Network, che supporterà i servizi della società nata dalla fusione tra i due operatori Wind e Tre (leggi qui tutti i dettagli).
Dal 31 dicembre la “newco” capitanata da Maximo Ibarra è ufficialmente operativa sul mercato italiano delle Tlc configurandosi come il primo operatore mobile con 31 milioni di clienti, a cui se ne aggiungono 2,7 milioni nel fisso.
L’azienda punta a diventare “un player di riferimento nell’integrazione fisso-mobile e nello sviluppo delle reti in fibra di nuova generazione, grazie anche all’accordo con Open Fiber (la fiber company creata da Enel), per la realizzazione della rete in banda ultralarga in Italia”, ha fatto sapere l’azienda.

COSA FARÀ ZTE

L’operazione che sarà gestita da Zte è molto complessa e richiederà due-tre anni. Tanto che alcuni esperti hanno fatto notare che è la prima volta che l’intera rete di un primario operatore telefonico sarà realizzata da un solo fornitore. Un esempio? La rete attuale di Wind è stata realizzata da Huawei, Nokia ed Ericsson. La rete, per la cui costruzione avevano partecipato alla gara Ericsson, Nokia, Zte e Hawuei, consentirà all’operatore di fornire servizi innovativi ai clienti consumer e business.

zte

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