Skip to main content

Nel primo faccia a faccia tra Trump e Xi Jinping c’è l’ombra dell’ingombrante minaccia nucleare nordcoreana. Infatti, come spiega sulla rivista Formiche l’analista IAI, Lorenzo Mariani, un ruolo-chiave nella nuova strategia Usa per Pyongyang lo avrà Pechino: “Dopo aver sancito il fallimento della pazienza strategica di Obama, il segretario di Stato Usa Rex ​ Tillerson ha dichiarato che gli Stati Uniti starebbero passando al vaglio tutte le opzioni sul tavolo, discutendo dei possibili nuovi approcci con i propri alleati e con la Cina”​. Allo scottante tema del disarmo-riarmo nucleare è stato dedicato un approfondimento sul numero di Aprile della rivista Formiche (nella foto la copertina del mensile), in libreria o in versione digitale

Durante il suo recente viaggio in Asia, il segretario di Stato Rex Tillerson ha annunciato l’intenzione statunitense di dare inizio a una nuova strategia in risposta alla minaccia nordcoreana. Dopo aver sancito il fallimento della “pazienza strategica” di Obama, Tillerson ha dichiarato che gli Stati Uniti starebbero passando al vaglio “tutte le opzioni sul tavolo”, discutendo dei possibili nuovi approcci con i propri alleati e con la Cina.

Nonostante questa generica dichiarazione di intenti possa essere accolta positivamente, soprattutto come prova di un possibile ripensamento di Trump sul futuro rapporto con la Cina, è la dimostrazione della totale mancanza di una concreta strategia che possa portare nel breve periodo a un raffreddamento delle tensioni in Asia orientale. La retorica di Tillerson e di Trump, in questo senso, non sembra coerente con quella che è la realtà dei fatti.

Sotto la nuova linea dello sviluppo parallelo dell’economia e del programma nucleare, inaugurata da Kim Jong-un nel 2013, il regime nordcoreano è riuscito in questi anni a riallocare parte dei fondi destinati al mantenimento dell’esercito convenzionale a favore dello sviluppo di nuovi armamenti capaci di conferire a Pyongyang un vantaggio competitivo nei confronti dei suoi avversari. La decisione di dotarsi di armi non convenzionali per poter far fronte allo scontro asimmetrico con l’esercito statunitense non è una strategia nuova nella dottrina militare nordcoreana. Ciò nonostante, Kim Jong-un sembra aver caricato tale decisione di un valore ideologico rilevante: la capacità di deterrenza nucleare esercitata dallo sviluppo di un arsenale credibile è divenuto ufficialmente un elemento di legittimazione del regime.

Ed è proprio sotto quest’ottica che lo scorso anno la Corea del Nord ha dato prova di aver raggiunto importanti progressi tecnologici sia in campo missilistico sia nucleare. Gli oltre quindici test missilistici condotti nel 2016 hanno dimostrato la dimestichezza acquisita da Pyongyang nel lancio di vettori a medio e lungo raggio e nel controllo della loro traiettoria. Come testimoniano le immagini satellitari, molti di questi test sono avvenuti da postazioni mobili, un segnale, questo, che induce a credere che Pyongyang si sia già dotata di questo tipo di tecnologia per evitare di essere colpita da eventuali attacchi preventivi da parte dei suoi avversari.

Vi è poi l’avanzamento nel programma di sviluppo di missili intercontinentali i quali, potendo contare su una gittata massima stimata attorno ai 6mila chilometri, sarebbero capaci di colpire non solo la base americana di Guam, ma anche lo stesso territorio statunitense.

Anche per quanto riguarda il programma nucleare, gli osservatori internazionali sembrano essere concordi nel riconoscere un decisivo passo in avanti. Il 9 gennaio 2016 Pyongyang ha annunciato di essere riuscita a far detonare la sua prima testata termonucleare. Nonostante la notizia sia stata accolta con un generale scetticismo, la possibilità che il regime sia riuscito a raggiungere l’abilità tecnica per assemblare una bomba a due stadi non può essere del tutto esclusa. Il secondo test sotterraneo, avvenuto a settembre, è stato presentato da Pyongyang come la prova conclamata del raggiungimento di un certo grado di standardizzazione nell’assemblamento delle testate che, se vera, conferirebbe al regime la capacità di ridurre notevolmente i tempi di realizzazione degli ordigni.

Nel confermare il successo del test, il regime ha anche annunciato di essere riuscito a miniaturizzare le testate a tal punto da permettergli di alloggiarle su missili di medio e lungo raggio, una capacità, questa, che conferirebbe un notevole strumento di deterrenza nei confronti degli Stati Uniti e della Corea del Sud.

Le capacità acquisite dalla Corea del Nord, dunque, si scontrano con la scarsa sostanza delle strategie al vaglio dell’amministrazione statunitense. Nonostante l’idea di un possibile attacco preventivo sia stata proposta più volte da Trump e da Tillerson, il grado di avanzamento raggiunto dal programma missilistico e nucleare rende oramai questa opzione un azzardo dal punto di vista militare, senza contare inoltre le possibili ripercussioni per Seoul e Tokyo in caso di una ritorsione da parte di Pyongyang. Dall’altro canto, per quanto riguarda la carta della diplomazia, Kim Jong-un ha fatto ben intendere che si siederà al tavolo delle trattative solamente dopo che gli Usa avranno riconosciuto la Corea del Nord come una potenza nucleare, e questo significherebbe per Washington ammettere la propria sconfitta.

Per il momento, le opzioni sembrano giocare tutte a favore della Corea del Nord, ma nonostante ciò c’è ancora chi si ostina a credere che Pyongyang sia un attore irrazionale.

Cover Formiche Aprile, Pyongyang

Perché Trump e Xi bisticciano su Pyongyang

Di Lorenzo Mariani

Nel primo faccia a faccia tra Trump e Xi Jinping c'è l'ombra dell'ingombrante minaccia nucleare nordcoreana. Infatti, come spiega sulla rivista Formiche l'analista IAI, Lorenzo Mariani, un ruolo-chiave nella nuova strategia Usa per Pyongyang lo avrà Pechino: "Dopo aver sancito il fallimento della pazienza strategica di Obama, il segretario di Stato Usa Rex ​ Tillerson ha dichiarato che gli Stati Uniti starebbero…

Baghdad, Raphael Louis I Sako

Perché il patriarca di Baghdad dice no allo status di minoranza protetta per i cristiani in Iraq

Dalla Francia dove è in viaggio, il patriarca di Baghdad, mar Raphael Louis I Sako (nella foto), ha respinto ancora una volta l’ipotesi di concedere ai cristiani iracheni lo status di minoranza da proteggere. Sako, e non da oggi, è il principale oppositore all’idea che da tempo circola non solo nel martoriato paese mediorientale, ma anche in diverse cancellerie occidentali…

L'escalation dominance russa, il caso di Kaliningrad

Quello che dal novembre del 2016 succede a Kaliningrad è un ottimo caso di studio per analizzare i comportamenti aggressivi di Mosca. Nell'enclave occidentale russa c'è stato un build-up militare, deciso dal Cremlino in chiave di deterrenza, collegato a un'azione simile usita dalla Nato per consolidare "il fianco orientale" (quello che tocca la Russia). Formiche.net ne ha parlato con Lorenzo Carrieri, analista politico-militare (questa…

Tutti i dettagli sulle tensioni fra Donald Trump e Corea del Nord

Intervistato dal Financial Times, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump tra le altre cose è tornato ad avvisare la Cina di fare qualcosa per mettere un freno alle politiche militari aggressive e provocatorie della Corea del Nord. "FARE DA SOLI" Se non lo fa Pechino, ha avvisato Trump, dovremmo fare da soli: il monito è evocativo di qualcosa in…

Torre del Moro, rischio sospensione per il progetto del gas naturale

Il 21 marzo scorso il Consiglio regionale dell’Emilia Romagna ha discusso un’interrogazione del consigliere Andrea Bertani del Movimento 5 Stelle in merito alla vicenda del permesso di ricerca di idrocarburi denominato “Torre del Moro”, che interessa un’area di circa 111 chilometri quadrati nel territorio dei comuni di Forlì, Forlimpopoli, Cesena, Bertinoro e Meldola. Il progetto è fortemente voluto da una…

Bravo Stefano Parisi (avanti tutta con l'anima cattolico-popolare)

Oltre 2000 persone, sabato scorso all’Ergife di Roma, hanno partecipato alla convention di presentazione del movimento Energie per l’Italia di Stefano Parisi. Erano presenti oltre ai 176 circoli diffusi sul territorio nazionale, rappresentanti di associazioni, movimenti e partiti interessati alla proposta di Parisi della costituzione di un nuovo soggetto politico dell’area liberale e popolare italiana. Un progetto che interessa anche…

Matteo Renzi, il Pd e Giuseppe Pignatone

Il buon Federico Geremicca, sulla Stampa, dove segue con diligenza e passione, provenendo fra l’altro da una famiglia orgogliosamente comunista, le vicende della sinistra italiana, ha tratto lo spunto dai risultati delle votazioni congressuali svoltesi nei circoli del Pd per esortare amici e compagni a smetterla di considerare Matteo Renzi un “estraneo”, e tanto meno un “intruso”. In effetti, uno…

Lotti Madia

Marianna Madia, Roberto Perotti, i tecnici e i politici

Documenti alla mano, in un equilibrato articolo su Repubblica, Roberto Perotti ha ieri ridimensionato alquanto l'accusa di plagio nei confronti del ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia. La vicenda, che come è moto concerne la tesi di dottorato del ministro, era stata sollevata dal Fatto e ripresa da altri organi di informazione. Perotti, pur discolpando molto il ministro, non può…

tap

Vi racconto le bufale sul gasdotto Tap. Parla Carlo Vulpio

Perché Vendola, Emiliano e Grillo non hanno detto nulla contro il fotovoltaico, le pale eoliche e le discariche selvagge che hanno scempiato la Puglia e invece oggi foraggiano una crociata contro il gasdotto Tap? E perché la Regione Puglia ha detto no al Tap e sì al South Stream? Se lo chiede da tempo il giornalista Carlo Vulpio, poliedrica figura…

centenario, europeista, Legge elettorale, Vitalizi, casaleggio, voucher san valentino, Cazzola, inps, pensioni

Cosa penso delle teorie a 5 stelle di Davide Casaleggio

"Nel giro di dieci anni faremo un salto tecnologico incomparabile rispetto a quello fatto in tutto il secolo scorso. La velocità con cui si sta evolvendo la tecnologia è impressionante: il problema per la società è proprio questo. Non abbiamo mai dovuto affrontare uno stravolgimento cosi repentino e massiccio. Lo shock più forte sarà nel mondo del lavoro. Avremo milioni…

×

Iscriviti alla newsletter