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La manovra è alle porte e il Movimento 5 Stelle affila le armi a Montecitorio. I deputati grillini stanno mettendo a punto alcune misure da infilare con alcuni emendamenti alla Legge di Bilancio che il governo sta scrivendo per poi licenziarla in Cdm e trasmetterla alle Camere. Alessio Villarosa, membro pentastellato della commissione Finanze e mente economica del Movimento alla Camera, ha anticipato qualche dettaglio a Formiche.net. La prima mossa ha un nome e un cognome: separazione bancaria.

SEPARAZIONE BANCARIA IN MANOVRA

La proposta è di quelle più care ai Cinque Stelle e verrà inserita nella manovra di quest’anno sotto forma di emendamento. E’ la cosiddetta separazione bancaria, lo spacchettamento tra banche commerciali e banche d’affari: “A differenza di Regno Unito e Usa, l’Italia non ha diviso banche d’affari da commerciali. E il nostro Paese, infatti, a 8 anni dalla crisi non vede la luce in fondo al tunnel. Forse anche per questo i giornali internazionali dipingono il sistema bancario italiano come un pullman sull’orlo di un precipizio”, spiega Villarosa. Obiettivo della misura, secondo i pentastellati, è quello stabilizzare il sistema del credito e orientarlo maggiormente all’economia reale. “Noi come M5S crediamo che la stabilità del mercato creditizio possa diventare realtà solo con proposte come queste, l’abolizione della separazione tra banche di prestito e banche speculative. Oggi le banche orientano i fondi raccolti verso altre forme di investimento più redditizie rispetto a quelle indirizzate all’economia reale e il risultato è sotto gli occhi di tutti e non solo in Italia”.

L’ASSALTO “FISCALE”

Non finisce qui l’assalto alla legge di bilancio. Anche il Fisco, infatti, avrà una parte importante nel ventaglio di proposte targate M5S. “Introdurremo la trasmissione dei dati, che per noi è una cosa importantissima”, dice Villarosa. Di che si tratta? In altre parole, “l’introduzione dell’obbligo di trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate delle operazioni Iva e per la semplificazione dei controlli grazie alla tracciabilità dei pagamenti”. Con tale misura il M5S intende “combattere l’evasione attraverso la trasmissione telematica delle fatture in coincidenza con i termini della liquidazione periodica e non annualmente, lasso di tempo che favorisce le frodi”.

LA SUPER-CDP

“Inseriremo nella legge di bilancio anche una proposta per la costituzione di una banca pubblica di investimento. Un po’ come in Francia con la Banca per le pmi. Un’istituzione in grado di usare sia i fondi del Piano Juncker, sia quelli della Bce. Diciamo una super-Cdp“, aggiunge Villarosa. L’idea dei Cinque stelle è questa in linea generale: disporre di una banca pubblica per finanziare alcuni comparti economici di primaria importanza, utilizzando a questo scopo proprio la Cdp. “Il modello è quello della Kfv tedesca che negli ultimi dieci anni ha visto il suo attivo raddoppiare, passando da 250 a 500 miliardi di euro L’obiettivo è quello di avere, anche in Italia, una banca pubblica che finanzi la piccola e media impresa”.

LA RIFORMA DI BANKITALIA

Fin qui il carnet che i grillini presenteranno in manovra. Ma c’è un’altro cavallo di battaglia, che però risulta impantanato in commissione. Quella riforma della Banca d’Italia con cui il Movimento punta di fatto a nazionalizzare Via Nazionale.  “Putroppo al momento non c’è molta intenzione di portarla avanti, però abbiamo fiducia e prima o poi questa riforma dovrà essere accettata ed esaminata. Puntiamo di riproporla alla commissione nel prossimo trimestre”, chiarisce Villarosa.

IL DEF? IL GOVERNO SOGNA

Ai grillini, poi, non piace proprio il Def presentato nei giorni scorsi dal governo. E il giudizio di Villarosa è duro. “Padoan ha ribadito le stime sul Pil dello 0,8% nel 2016 e dell’1% il prossimo anno? Il governo sogna, sta distorcendo le informazioni e usa questi zerovirgola solo quando vuole”.

Alessio Villarosa m5s

Ecco la nostra Legge di bilancio a 5 stelle. Parla Villarosa (M5S)

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