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Nella logica di chi la sostiene, la norma al decreto Milleproroghe tesa ad annullare le multe ai no-vax che rifiutarono il vaccino ha un valore simbolico. Bene, ma cosa simboleggia? Come le amnistie dopo le guerre civili, dovrebbe simboleggiare la riconciliazione nazionale dopo il trauma collettivo dell’epidemia di Covid e la relativa spaccatura del Paese tra una maggioranza favorevole all’obbligo vaccinale e una minoranza fermamente contraria. Tuttavia, si corre il rischio opposto.

Si corre il rischio, cioè, che quel colpo di spugna venga interpretato non come un atto di magnanimità dei “vincitori” rispetto ai “vinti” come fu l’amnistia dei fascisti decretata da Togliatti nel dopoguerra, ma come un esercizio di relativismo teso a cancellare i meriti di chi si vaccinò per proteggere se stesso e gli altri e a legittimare il rifiuto della logica di unità e salvaguardia nazionale da parte di chi, invece, il vaccino scelse di non farlo. Insomma, il rischio è che passi il messaggio che i no vax avevano le loro buone ragioni. Rischio insidioso, dal momento che quella di Covid non sarà l’ultima pandemia che ci attende in un mondo ormai fatalmente globalizzato.

Di certo passerebbe il messaggio che nel Belpaese è sempre buona regola non pagare multe, cartelle esattoriali e tasse, perché tanto prima o poi un colpo di spugna arriva sempre. La norma, infatti, beneficerebbe quei no vax che per non pagare la multa fecero ricorso e ridicolizzerebbe di conseguenza quanti, invece, pagarono la sanzione senza cercare escamotage. Parliamo di una platea di 170mila italiani circa. Considerando che ogni multa è pari a 100 euro, in tutto fanno 170 milioni. Milioni di cui il governo è alla disperata ricerca per chiudere una legge di bilancio che non abbasserà le tasse quanto si sarebbe voluto dal momento che non si è provveduto ad una seria revisione della spesa pubblica come si sarebbe dovuto. Ma questa, come usa dire, è un’altra storia.

Cosa simboleggia l'amnistia no vax. L'opinione di Cangini

Il rischio è che passi il messaggio che i no vax avevano le loro buone ragioni. Rischio insidioso, dal momento che quella di Covid non sarà l’ultima pandemia che ci attende in un mondo ormai fatalmente globalizzato. Il commento di Andrea Cangini

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