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L’articolo d’apertura di “Fabbrica Società”, il giornale della Uilm che sarà on line martedì 25 ottobre, firmato da Pierpaolo Bombardieri, Segretario organizzativo della Uil 

La passione per il lavoro è quella forza che muove ogni giorno donne e uomini impegnati in molteplici professioni, ma anche coloro che hanno lavorato per anni e sono oggi in pensione, ma anche persone che spesso un’occupazione l’hanno persa e che la cercano per la prima, o per l’ennesima volta. È una storia che si ripete universalmente, con una trama che cambia a causa della congiuntura economica globale, delle vicende produttive ed occupazionali a livello continentale, delle fasi positive o critiche anche di un solo Paese.

Insomma, il lavoro muove il destino del mondo intero ed è la passione da cui scaturisce anche il motto che guiderà i lavori della Nona Conferenza d’Organizzazione della Uil, a Roma dal 3 al 5 novembre.

Si tratta di una passione che coinvolge tutta la nostra penisola da Sud a Nord e viceversa: che caratterizza eccellenze, prodotti, professioni, servizi. Quella passione che nasce proprio da quelle donne e da quegli uomini preparati, attenti, impegnati, capaci di valorizzare il “made in Italy” in giro per il mondo.

Riportare, al centro del confronto nel sindacato e del dibattito sociale e culturale nel Paese, la passione per il lavoro significa far battere il cuore dei nostri lavoratori e pensionati e di tutti i cittadini che guardano con attenzione e fiducia alla Uil, la prospettiva delle aspirazioni, la fantasia dei sogni, la quotidianità delle esigenze concrete. È evidente il riferimento ad aspetti della vita che spesso sono lontani dalle urla, dalle accuse e dall’irresponsabilità della politica; a valori distanti dagli individualismi nelle comunità, dagli egoismi nella società delle apparenze, dagli “I Iike it”  nel mondo dei Social che tutto ingurgitano e molto dimenticano,  anche con estrema rapidità.

Eppure questi cittadini, loro malgrado, continuano a resistere e ad rimanere il motore acceso ed inarrestabile che porta avanti l’Italia.

Ne sanno qualcosa i lavoratori metalmeccanici che sono impegnati da sempre a fare in modo che l’industria nazionale continui ad essere la seconda realtà in Europa e la quinta nel mondo. Il sindacato metalmeccanico della Uilm, da sempre guidato da gruppi dirigenti appassionati e di esperienza, ha storicamente privilegiato due obiettivi fondamentali: salvaguardare il lavoro, considerando l’azienda come uno dei beni primari da tutelare, rinnovare i contratti, proprio come conseguenza del lavoro prodotto, per garantire i giusti incrementi salariali ai lavoratori attraverso la contrattazione nazionale e quella aziendale.

Rispetto al primo obiettivo, la sfida è concretizzare un nuovo modello di sviluppo basato su salari e produttività crescenti, nonché su merito e responsabilità; i presupposti sono il posizionamento su settori ad alto valore aggiunto e l’investimento in ricerca e sviluppo, per l’innovazione del prodotto. Proprio il dibattito riguardante le potenzialità dell’Industria 4.0, a cui la Uilm, ho ben notato, non si sottrae, dimostra come lo sviluppo sostenibile in Italia debba poggiare su programmi di riforme riguardanti le infrastrutture immateriali e quelle materiali, mediante la disponibilità di concreti investimenti pubblici e privati.

Per quanto riguarda la contrattazione, invece, è evidente che il confronto dei sindacati metalmeccanici con le controparti, dopo un “muro contro muro” durato mesi abbia imboccato il giusto percorso. Si giunge alla meta quando la contrattazione mantiene valore con il potere d’acquisto delle retribuzioni che continua ad essere tutelato attraverso il contratto nazionale, mediante incrementi salariali che coprono l’intera inflazione registrata. Il secondo livello di contrattazione, invece deve servire a determinare reddito aggiuntivo nelle tasche dei lavoratori facendo leva sugli sgravi relativi al reddito di produttività e a tutte quelle voci aggiuntive relative al welfare aziendale non cumulabili al reddito imponibile.

Sono un milioni e seicentomila gli addetti metalmeccanici che attendono il rinnovo del Ccnl scaduto lo scorso dicembre. Ed il loro obbiettivo, quello di rinnovare presto e bene il contratto nazionale per sviluppare poi la contrattazione di secondo livello, è lo stesso dei dipendenti pubblici, dei lavoratori di alcuni settori dell’edilizia, degli addetti al comparto del turismo ed altri:complessivamente sono più di dodici milioni i lavoratori in Italia interessati. E a nessuno sfugge la ricchezza, e la complessità di azione, del sindacato confederale che “tiene assieme” le diverse situazioni, combina i legittimi interessi di ogni settore del lavoro, fa sintesi delle diverse istanze e coordina l’iniziativa sindacale in un unico percorso che non comprime ma anzi valorizza i diversi contesti e le tante storie, collettive e individuali.

Molti di questi sono tra le storie e le immagini che si conosceranno a inizio novembre durante i tre giorni della Conferenza d’organizzazione della Uil. Con due concorsi di scrittura e di fotografia e con alcuni filmati e narrazioni abbiamo voluto “fermare il tempo”, dar loro valore, imprime e fissare in fotogrammi, in istanti, racconti che sono testimonianza e memoria del lavoro italiano, del nostro capitale umano, quello della Uil. Tante storie individuali che diventano la nostra storia collettiva.

Dal 3 al 5 novembre ci incontreremo a Roma, daremo spazio alle storie, daremo la voce ad ognuno. Risponderemo alla passione per il lavoro, che le caratterizza, con la nostra passione di “fare Sindacato”.

Abbiamo degli obiettivi precisi ed importanti da raggiungere. Molti di questi li abbiamo già definiti alla Conferenza di Bellaria quattro anni fa e li abbiamo ribaditi al Congresso del 2014.  Allora si partì da una premessa che vale ancora oggi e che riguarda il cambiamento della società in cui viviamo, le trasformazioni economiche, sociali e del mercato del lavoro, quelle delle esigenze dei lavoratori, il cambiamento inevitabile anche del  Sindacato.  Ci dicemmo che dovevamo essere noi a decidere come cambiare, prima che fossero gli altri a tentare di cambiarci.  Su queste basi ci ponemmo degli obiettivi che tutti ricordano, perché sono stati argomento di diverse discussioni ed oggetto di molteplici strategie messe in campo di regione in regione, di territorio in territorio, in ogni Categoria (anche nei metalmeccanici!).

Abbiamo puntato sulla valorizzazione delle presenze sui luoghi di lavoro, sul radicamento nei luoghi di lavoro e nei territori, sull’ottimizzazione dell’impegno in Europa, sulla modernizzazione delle strutture orizzontali. E poi, ancora, sulla realizzazione di una sinergia tra le categorie e sull’integrazione del Sistema Servizi della Uil. Abbiamo pensato e ci siamo impegnati nel costruire e mettere in rete le nostre attività, comprese quelle di proselitismo e quelle inerenti la comunicazione, valorizzando gli strumenti e le risorse già presenti.

Molti obiettivi sono stati raggiunti, ma molti altri sono ancora da concretizzare e “ci stiamo lavorando”.

Dal 3 al 5 novembre 2016 si fisseranno, quindi, i tempi e le modalità per rafforzare, rilanciare o accelerare i processi già decisi a Bellaria, cosi come si delineeranno le azioni per realizzare un nuovo modello organizzativo del nostro Sindacato, che dovrà essere più agile, meno burocratico e modellato su nuove funzioni e conseguenti prestazioni. Non possiamo permetterci ancora ritardi, né tentennamenti o ritardi.

Lo scenario in cui stiamo operando è un contesto di crisi economica, politica e sociale.  Siamo di fronte a nuove regole del mercato del lavoro e a “nuove categorie” di lavoratori da tutelare; dobbiamo confrontarci con gli altri Paesi, con l’Europa; abbiamo a che fare con la crisi dei partiti e di molti altri soggetti della rappresentanza e spesso con la sordità ai problemi concreti del lavoro.

Il Sindacato è attaccato su diversi fronti. Lo si vuole espropriare della sua funzione, si vuole svuotare  ed indebolirne il ruolo. E lo si fa  delegittimando le nostre proposte, non rinnovando i contratti, tagliando le risorse ai nostri Caf e Patronati che garantiscono, soprattutto, servizi ai cittadini e alle fasce più deboli della società.

Allora, la Uil deve poter contare su di una macchina organizzativa forte, funzionale  e funzionante,  per poter portare avanti le proprie proposte a difesa dei diritti e degli interessi dei lavoratori, dei pensionati e dei cittadini.

Rafforzare il rapporto della rete con gli iscritti, migliorare la comunicazione esterna e l’informazione interna, coinvolgere più fortemente i delegati, valorizzare la partecipazione e la democrazia nel sindacato, presidiare il territorio, arricchire le competenze dei livelli regionali, rilanciare tutti i servizi, ottimizzare la gestione economica e finanziaria, praticare il rispetto delle regole da parte di chi opera nel sindacato. Sono questi i principali obiettivi della prossima Conferenza nazionale della Confederazione, cui seguirà un analogo appuntamento della Uilm.

I nostri progetti sono ambiziosi ma vanno raggiunti con la partecipazione e l’impegno di tutti noi. So, già ora, che la Uil, tutta la Uil, può contare sulla presenza, sulla progettualità, sull’impegno dei dirigenti, dei militanti, degli iscritti alla Uilm.

Tutti insieme , perché siamo convinti che il lavoro è una passione che non passa.

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