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La Procura di Milano apre un fascicolo per far luce sui conti del Sole 24 Ore. Continuano i subbugli all’interno della redazione. E si scorgono tensioni latenti tra i vertici di Confindustria e il capo azienda. Sono queste le ultime novità che riguardano il gruppo controllato dalla confederazione degli industriali, mentre domani, mercoledì 12 ottobre, si svolgerà il consiglio generale di Confindustria che sarà dedicato alle vicende del Sole 24 Ore. Si capirà qualcosa di più a proposito dell’aumento di capitale che via dell’Astronomia si appresta a varare per rimettere in sesto la casa editrice e sulle trattative in corso con le banche per ristrutturare/riscadenzare i finanziamenti. Ed è anche possibile che in quell’occasione Boccia fornisca i nomi di chi siederà nel prossimo consiglio di amministrazione al posto dei dimissionari tra cui Giorgio Squinzi. Ma andiamo con ordine.

L’INIZIATIVA DELLA PROCURA E LA REPLICA DEL GRUPPO

La procura del capoluogo lombardo ha aperto un fascicolo “a modello 45”, vale a dire senza ipotesi di reato né indagati, per far luce sui conti del quotidiano economico-finanziario che fa capo a Confindustria, scrive Askanews. L’inchiesta è stata avviata in seguito dall’esposto presentato nei giorni scorsi al procuratore capo, Francesco Greco, dall’associazione dei consumatori Adusbef che ipotizza il reato di falso in bilancio.”Siamo un libro aperto, massima trasparenza e massima tranquillità”. E’ la replica del Gruppo 24 Ore – si legge su Repubblica.it – in merito alla notizia dell’apertura di una indagine da parte della Procura di Milano sulla situazione contabile del Gruppo. Inoltre alla Consob è giunto anche un esposto di un giornalista/azionista del gruppo editoriale, Nicola Borzi, che chiede di fare luce su diversi aspetti del bilancio della societ (qui una ricostruzione della vicenda relativa alle copie digitali in un articolo di Formiche.net).

L’ESPOSTO DI ADUSBEF E LA RICOSTRUZIONE DEL FATTO

Il Fatto Quotidiano lunedì scorso in un articolo firmato da Giorgio Melettie oggi rilanciato dal blog di Beppe Grillo – ricorda anche altre iniziative di Elio Lannutti, presidente dell’associazione a tutela dei consumatori Adusbef e già parlamentare dipietrista. Scrive Meletti: “Di quel collocamento in Borsa restano memorabili almeno due annotazioni di Lannutti, oggi promotore dell’ inchiesta giudiziaria con i suoi esposti alla Consob e alla procura di Milano, affidate a un’interrogazione del 2011. La prima: “Morgan Stanley, una delle più importanti banche d’affari del mondo, sostenne che per rendere attraente il titolo sarebbe necessario collocarlo a un prezzo vicino ai 4 euro: sarà poi quotato a 5,75 euro”. La seconda: l’utilizzo della famigerata clausola detta claw back (per non far capire che cos’è)”. “Montezemolo – aggiunge Il Fatto – disse che il collocamento era diretto principalmente agli investitori istituzionali, cui era riservato l’80 per cento delle azioni offerte. Invece all’ultimo momento, visto che gli istituzionali si erano ben guardati dal prenotare un prodotto che conoscevano bene, gli amici di Mediobanca ficcarono più della metà delle azioni nelle tasche del cosiddetto retail”.

I CONTI DEL SOLE E LE STILETTATE INDIRETTE

Ma la Procura ora setaccia in particolare i conti del Sole 24 Ore che nei primi sei mesi dell’anno ha fatto segnare una perdita di quasi 50 milioni, secondo quanto ha scritto il gruppo guidato dall’amministratore delegato Gabriele Del Torchio. Numeri, frutto anche di ampie svalutazioni di operazioni effettuate dal passato vertice del gruppo presieduto da Benito Benedini e guidato dall’ad, Donatella Treu, e di altre pulizie di poste contabili (come raccontato qui da Formiche.net). Una perdita che stride con le ottimistiche previsioni che erano contenute nella relazione finanziaria sul 2015 datata marzo 2016 firmata dal precedente cda, quello presieduto da Benedini. Tanto che l’attuale consiglio di amministrazione ha messo nero su bianco che il piano industriale firmato Benedini-Treu è “non attuabile”.

IL SUBBUGLIO NELLE REDAZIONI

La tensione è patente nelle redazioni delle testate del gruppo che hanno incontrato nei giorni scorsi i vertici di Confindustria (qui tutte le indiscrezioni in un articolo di Formiche.net). Molto asciutto il comunicato interno del cdr del Sole 24 Ore al termine dell’incontro, più stringato rispetto a quello messo a punto dal cdr dell’agenzia Radiocor-Plus:

“Abbiamo avuto l’incontro con il presidente di Confindustria, che ci ha ricevuto con i membri del cda. In primo luogo l’azionista ha escluso che ci sia un problema di liquidità del Gruppo nel breve e medio termine. Ha altresì ribadito il forte impegno al risanamento e rilancio del giornale, a partire dalla sottoscrizione di un aumento di capitale le cui tecnicalità sono ancora tutte da definire. Il cdr ha posto poi il tema della governace, ribadendo la necessità, in una fase assai complessa come l’attuale, di una chiara individuazione delle responsabilità in azienda e di un forte appoggio dell’azionista al management. Da parte dell’azionista è stata condivisa l’urgenza del tema e sottolineato come oggi l’amministratore delegato sia l’unico titolare di tutte le deleghe operative, ridimensionando il ruolo del presidente. Il cdr valuta positivamente la volontà dell’azionista di mantenere una governance sana, con deleghe e ruoli chiari. Il cdr ha chiesto che nel difficile passaggio attuale, con un cda “dimezzato” e in attesa della sua ricostituzione, si proceda il prima possibile all’approvazione del piano industriale predisposto dall’ad Del Torchio. L’azionista ci ha comunicato che entro pochi giorni, con la formazione delle liste per il cda, sarà chiaro se Del Torchio potrà proseguire il suo impegno in azienda, confermandoci la volontà di puntare sulla sua competenza. Quanto al clima in cui si è svolto l’incontro, il cdr valuta positivamente il clima di trasparenza con il quale si è svolto l’incontro augurandosi che perduri nel tempo“.

IL FUTURO E GLI ATTRITI

Alcuni componenti dei cdr delle testate incontrate hanno sottolineato ai colleghi come il presidente Boccia abbia riferito che in queste ore attende la disponibilità dell’amministratore delegato Gabriele Del Torchio a continuare a far parte della compagine. “Sceglierà lui, lo dirà lui”, avrebbe detto Boccia, notando che se l’attuale capo azienda non se la sentirà per varie ragioni di proseguire “troveremo un altro amministratore delegato”. Parole che sono state interpretate dai giornalisti presenti alla riunione come una sorta di atarassia del vertice confindustriale verso il ruolo di Del Torchio. D’altronde, il capo azienda era stato scelto dalla passata presidenza di Confindustria, quella presieduta da Giorgio Squinzi (che giorni fa si è dimesso polemicamente con altri dal cda del Sole). Non solo: spifferi confindustriali accreditano la tesi secondo cui le cordate che erano pronte a entrare nel capitale del Sole (come scritto prima dal Giornale con Marcello Zacché e poi dal Fatto Quotidiano) imperniate su Squinzi e Andrea Bonomi puntavano sulla conferma di Del Torchio, che ha condiviso passate esperienze manageriali e imprenditoriali con lo stesso Bonomi.

LE PROSSIME TAPPE

Mercoledì 12 ottobre si svolgerà il consiglio generale di Confindustria che sarà completamente dedicato alle vicende del Sole 24 Ore. Si capirà qualcosa di più a proposito dell’aumento di capitale che via dell’Astronomia si appresta a varare per rimettere in sesto il suo gruppo editoriale. E’ anche possibile che in quell’occasione Boccia fornisca i nomi di chi siederà nel prossimo consiglio di amministrazione al posto dei dimissionari. I termini per la pubblicazione delle liste scadono il 24 ottobre.

Vincenzo Boccia

Il Sole 24 Ore, il fascicolo di Greco, la linea di Boccia e il futuro di Del Torchio

Di Michele Arnese e Bruno Guarini

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