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Affossare il Ttip sarebbe una stupidaggine di proporzioni storiche. Speriamo che un negoziato, proseguito per anni allo scopo di unificare il mercato tra le due sponde dell’Atlantico non sia fallito del tutto. E che l’attuale battuta d’arresto sia il frutto avvelenato delle consultazioni elettorali in vista negli Usa e in Europa. Ma è evidente che, nel mondo occidentale, sta spirando un vento malsano di protezionismo economico che fa da péndant con l’isolazionismo politico e con la costruzione di barriere alle frontiere degli Stati.

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Quando le élite non sono più in grado di indicare la via giusta (o non hanno più il coraggio di farlo) i popoli si smarriscono dietro i pifferai che li conducono al disastro. E’ sufficiente una sola decisione sbagliata per mandare in malora decenni di lavoro nella giusta direzione.

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A seguire certe discussioni verrebbe da pensare che la ricostruzione delle zone terremotate non sia finalizzata a ridare a quelle popolazioni un luogo in cui vivere, ma a preparare un’imboscata per mettere in trappola le imprese in odore di mafia; se “oseranno farsi avanti’’.

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Le mie vicine di casa sono due giovani insegnanti che lavorano in una scuola privata – frequentata dai rampolli delle famiglie abbienti bolognesi – dove le lezioni (in tutte le materie: infatti una delle due è docente di matematica) vengono effettuate in lingua inglese e dove si comunica, sempre in inglese, anche per chiedere di andare alla toilette (anzi alla toilet). Le due sono – come si dice – insegnanti di lingua madre visto che provengono dal Canada, dove sono insediate e risiedono stabilmente le loro rispettive famiglie. Il fatto è che una è di origine neozelandese; iraniana l’altra. Hanno trascorso le vacanze girando il mondo per fare visita ai loro parenti (tra l’altro, ambedue hanno un fratello in California). Ovviamente alla scuola le lega un contratto biennale che può anche non essere rinnovato. Eppure, nessuna delle due ritiene di essere vittima di una “deportazione’’.

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Un’altra “deportata felice’’ è la sorella di un mio carissimo amico, la quale ha trovato l’Italia… in America, dove vive da almeno 15 anni. Ha attraversato, lavorando come insegnante di italiano, gli States da costa a costa, si è sposata e ha divorziato due volte, ma non è mai stata disoccupata un solo giorno, benché ambisse compiere quell’esperienza, almeno per provare direttamente gli ammortizzatori sociali di quel grande Paese.

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Se il naso di Maria Elena Boschi fosse stato un po’ più lungo o più corto, la storia costituzionale d’Italia sarebbe stata diversa.

Lavoro cassimatis, GIULIANO CAZZOLA

Perché sul Ttip spira un malsano vento protezionistico

Affossare il Ttip sarebbe una stupidaggine di proporzioni storiche. Speriamo che un negoziato, proseguito per anni allo scopo di unificare il mercato tra le due sponde dell’Atlantico non sia fallito del tutto. E che l’attuale battuta d’arresto sia il frutto avvelenato delle consultazioni elettorali in vista negli Usa e in Europa. Ma è evidente che, nel mondo occidentale, sta spirando un…

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