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Sfiduciato dalla redazione, confermato dall’editore. Nonostante il voto contrario ricevuto da 151 giornalisti su 196, Roberto Napoletano rimane alla guida del quotidiano Sole 24 Ore con pieno mandato: venerdì scorso il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e i vertici dell’azienda editoriale hanno incontrato nell’ordine i comitati di redazione del quotidiano, dell’agenzia di stampa del gruppo Radiocor e di Radio 24. Nel corso di questi incontri sono state fornite notizie e indiscrezioni anche a proposito dei futuri assetti del gruppo dopo la relazione semestrale che ha fatto registrare circa 50 milioni di euro di perdite, legate in maniera particolare a partite straordinarie (qui e qui gli ultimi approfondimenti sul tema di Formiche.net).

GLI INCONTRI CONFINDUSTRIA-SOLE

Alle tre riunioni Boccia era accompagnato dal direttore generale di Confindustria Marcella Panucci e dal presidente e vicepresidente del Gruppo 24 Ore Carlo Robiglio e Luigi Abete. Il numero uno di viale dell’Astronomia ha confermato in toto Napoletano: “Il direttore per noi va bene“, sono state le sue parole testuali. Nessuna sostituzione fino all’insediamento del prossimo consiglio di amministrazione a metà novembre, dunque, ma neppure dopo. Da quanto trapela dalla confederazione di viale dell’Astronomia, infatti, pare che Boccia voglia puntare su Napoletano anche per il prosieguo del suo mandato, come aveva peraltro affermato subito dopo la sua elezione lo scorso maggio.

LA FIDUCIA DI CONFINDUSTRIA A NAPOLETANO

Qualche dubbio in proposito era sorto il 5 ottobre scorso quando – a seguito della sfiducia votata dalla redazione – il consiglio di amministrazione aveva confermato al suo posto Napoletano. Nel comunicato del gruppo si faceva infatti esplicito riferimento alla data del 14 novembre quando si riunirà in prima convocazione l’assemblea per il rinnovo del Cda. Questa precisazione aveva fatto pensare alcuni osservatori che – dopo quella data – la proprietà avrebbe potuto scegliere un nuovo direttore. Sembra, invece, che non andrà così. “Quell’indicazione” – si spiega in ambienti confindustriali  – “è da considerarsi puramente tecnica, nel senso che l’attuale consiglio di amministrazione – operando in regime di prorogatio – non avrebbe potuto confermare Napoletano oltre“. D’altro canto le dichiarazioni successive di Boccia sono state inequivoche.

I NUMERI DELLA SFIDUCIA

Netto l’esito del voto di redazione che si è svolto lo scorso 5 ottobre: 196 in totale i giornalisti che si sono pronunciati sull’operato dell’ex direttore del Messaggero di Caltagirone. In 45 gli hanno espresso la fiducia, però i contrari sono stati oltre tre volte di più: ben 151 (furono 171 i no per Gianni Riotta, ma la redazione era più numerosa di quella attuale). A favore di Napoletano si è schierata in particolare la redazione romana del quotidiano economico che conta circa 50 persone, mentre a Milano è stata schiacciante la prevalenza dei no.

LE PAROLE DI BOCCIA AI GIORNALISTI

Boccia ha poi ribadito ai comitati di redazione che il Sole 24 Ore rimarrà di proprietà di Confindustria. Da questo punto di vista – dice una fonte redazionale – “ha escluso ogni ipotesi di intervento di nuovi azionisti privati né tantomeno di concorrenti“. La risposta a quanti nei giorni scorsi avevano ventilato la possibilità di una cessione, come ad esempio Il Giornale che aveva parlato di un progetto in tal senso orchestrato dal predecessore di Boccia Giorgio Squinzi in compagnia dell’ex socio di Rcs, Giampiero Pesenti, e dello sconfitto scalatore della Rizzoli, Andrea Bonomi. Da questo punto di vista il numero uno di viale dell’Astronomia ha sottolineato come “l’obiettivo sia di far tornare grande Il Sole 24 Ore, orgoglio dell’industria italiana e asset importante non solo per Confindustria, ma per l’intero Paese“. A supporto di questa sua intenzione, Boccia ha anche affermato – secondo quanto si dice in ambienti sindacali della casa editrice confindustriale – che “il gruppo non è in stato prefallimentare e non ha problemi di liquidità” e ha evidenziato “come le banche creditrici hanno già riposto positivamente alla richiesta di standstill sul debito“. Quindi Confindustria ripianerà le perdite, ricapitalizzerà la società quotata in Borsa e le banche riscadenzeranno e ristruttureranno i finanziamenti, si assicura in viale dell’Astronomia.

CHE COSA HA DETTO ABETE

Una versione confermata anche dal vicepresidente del Sole, Luigi Abete, il quale – secondo la versione dei comitati di redazione – ha dichiarato che la situazione non è così negativa come è stata dipinta.  Certo – ha osservato ancora Abete – il giudizio sul bilancio è “critico“, ma “evitando di dare una lettura secondo la quale saremmo a rischio default”. “Questo è un problema che non esiste” – ha aggiunto – “perché l’azienda ha linee di credito adeguate e c’è la disponibilità dell’azionista per un intervento sul capitale adeguato“. “Siamo sereni che il piano andrà in porto“, ha proseguito ancora Abete, per il quale, però, bisognerà prestare “grande attenzione alla rapidità” di attuazione. Quanto al passato, e al piano industriale della gestione Benedini-Treu giudicato dal cda guidato da Gabriele Del Torchio “non attuabile”, l’attuale vicepresidente del gruppo ha notato che il vecchio piano aveva portato sì risultati “ma troppo lentamente”, aggiungendo che “il precedente percorso è stato probabilmente troppo enfatizzato” in termini di comunicazione.

RUMORS E SMENTITE SU RADIOCOR

Lo stesso Abete, poi, ha annunciato di non aver alcuna intenzione di ricoprire il ruolo di presidente del gruppo, come invece si vocifera da giorni nelle redazioni del Sole. A tal proposito, l’ex presidente di Confindustria e attuale presidente di Bnl-Bnp Paribas ha rivelato di aver fatto mettere agli atti del Cda la sua indisponibilità: “Al massimo ne riparliamo tra dieci anni“, ha tagliato corto. Smentite anche le voci di un possibile interessamento da parte dello stesso Abete, da azionista di Askanews, per l’agenzia del Sole, Radiocor-Plus. “Non la vuole comprare“, ha detto Marcella Panucci.

LE PROSSIME TAPPE

Mercoledì prossimo si svolgerà il consiglio generale di Confindustria che sarà completamente dedicato alle vicende del Sole 24 Ore. Si capirà qualcosa di più a proposito dell’aumento di capitale che via dell’Astronomia si appresta a varare per rimettere in sesto il suo gruppo editoriale. E’ anche possibile che in quell’occasione Boccia fornisca i nomi di chi siederà nel prossimo consiglio di amministrazione al posto dei dimissionari. I termini per la pubblicazione delle liste scadono il 24 ottobre, ma il numero uno degli industriali sembra intenzionato a bruciare le tappe, secondo rumors confindustriali.

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