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La Spagna fa riaprire gli occhi a un dibattito italiano surreale. Ci raccontano la seguente favola: in Europa dilaga il populismo. Che è la protesta dei più disagiati, dei poveri, degli esclusi contro l’establishment di Bruxelles, le banche, il ceto politico di governo di centrodestra. Renzi fa parte di questo potere che perde. La sinistra deve sganciarsi dal renzismo, virare verso il populismo, essere più di opposizione se vuole tornare a vincere.

E’ una colossale bugia! E’ vero il contrario. In Europa, nel 2015/16 si è votato in 8 paesi: Grecia, Olanda, Finlandia, Francia, Estonia, Danimarca, Portogallo, Spagna, Austria. L’euroscetticismo è uscito rafforzato. Ma in nessuno di questi paesi ha vinto un populista. Eccetto la Grecia. Dove il populista è durato 6 mesi. Poi ha dovuto cambiare politica. In nessuno di questi paesi ha vinto la sinistra (tranne in Estonia dove la destra era filorussa).

Voto antiausterity? Affatto. In Portogallo ha vinto il leader (centrodestra) più vicino alla politica ufficiale europea. Lo stesso in Spagna. Il voto referendario inglese non è populista. Il centrodestra moderato (non la destra) ha vinto nella quasi totalità dei paesi dove si è votato negli ultimi due anni: Inghilterra, Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Olanda. La sinistra si tiene in vita solo con la vittoria alle europee di Renzi. Il resto è tracollo.

Ma dove sta questa deriva populista? E anche il referendum inglese: è semmai un voto nazionalista, di elite economiche finanziarie isolazioniste. Tutt’altro che populista. E, certamente, non è populista, in senso europeo, Donald Trump.

Non si faccia incantare Renzi. Non ceda alle sirene dei Prodi, dei Veltroni, di chi vuole spingerlo a sinistra. Finirebbe nel baratro del disastro elettorale della sinistra europea che ormai tracolla in ogni sua conformazione: di estrema sinistra o socialdemocratica.

Renzi aveva scommesso su una terza via: un centrosinistra né socialdemocratico né populista. Con questa immagine è stato l’unico partito di sinistra a vincere elezioni tra il 2014 e il 2016. Il centrosinistra europeo riformista, moderato, europeista spera nel successo del modello italiano.

Spero che Renzi non si faccia incantare dalla logora burocrazia della vecchia sinistra che lo,porterebbe a sbattere. Com’è nelle sue tradizioni.

Ecco la vera lezione (ben poco populista) del voto in Spagna

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