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Firmato l’Accordo di Parigi sul clima a New York lo scorso 22 aprile, l’Italia si prepara a tracciare una nuova strategia energetica. I riflettori sono puntati agli Stati generali della green economy del prossimo novembre, ma già adesso sono stati indicati alcuni punti fondamentali per la politica ambientale del nostro Paese.
La Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, presieduta da Edo Ronchi, ha infatti presentato durante il suo meeting annuale di primavera, tenutosi il 27 aprile, il report “La svolta dopo l’Accordo di Parigi-Italy Climate Report 2016” (consultabile qui).

Al Cop21 si è deciso di contenere l’aumento della temperatura sotto i 2°C, raggiungendo l’1,5°C. Dal Climate Report emerge che in Italia nel 2015, dopo anni di calo (-20% del 2014 rispetto al 1990), le emissioni di gas serra sono aumentate di circa il 2,5%. Questa inversione di tendenza è riconducibile a vari fattori, quali la crescita del Pil, il calo del prezzo del petrolio e del gas, l’aumento dei consumi energetici, l’estate molto calda e la diminuzione degli investimenti sulle rinnovabili.

Proprio in relazione a quest’ultimo fattore, il Report sottolinea come, seppur tracciando una tendenza positiva fino al 2012, l’Italia ora registra un preoccupante peggioramento che va dalle rinnovabili passate dal 16,7% nel 2013 al 17,3% del 2015 e l’elettricità da fonti rinnovabili passata dal 43% al 38% tra il 2014 e il 2015.

Lo sforzo quindi che richiede l’Accordo di Parigi per l’Italia è davvero notevole: si calcola che al 2030 il nostro Paese deve impegnarsi a diminuire le emissioni di gas serra intorno al 50% rispetto al 1990.
Scopo raggiungibile solo se si investe su risparmio ed efficienza energetica, riducendo i consumi attesi di circa il 40% e raddoppiando le fonti rinnovabili (dal 17,3% a circa il 35%), mentre per l’elettricità le rinnovabili dovrebbero soddisfare 2/3 della domanda.

La road map dell’Italia quindi passa per 7 proposte che la Fondazione avanza per ridare al Paese slancio e priorità in campo ambientale e per attuare l’Accordo di Parigi:

• avviare una riforma della fiscalità in chiave ecologica, facendo pagare le emissioni di gas serra;
• introdurre un sistema di carbon pricing, riconoscendo i costi effettivi dei combustibili fossili e consentendo di incentivare le fonti rinnovabili senza pesare sulle bollette;
• riqualificare il parco edilizio pubblico;
• sviluppare la mobilità sostenibile, intervenendo sulle aree urbane;
• sostenere la lotta al cambiamento climatico dell’agricoltura;
• promuovere lo sviluppo di un’economia circolare, che consenta importanti risparmi anche di energia e quindi di emissioni di CO2 ;
• sostenere l’innovazione e la ricerca orientata alla green economy.

Una nuova road map per l’Italia. Il report della Fondazione per lo sviluppo sostenibile

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