Skip to main content
Roberto Race
Roberto Race

Nella vorticosa e per certi versi ancora tutta da definire vicenda del Ministero dello Sviluppo Economico, una cosa è certa. Chiunque sarà il o la titolare del Ministro Guidi, erediterà uno dei più performanti Uffici di Gabinetto. Guidato da Vito Cozzoli con piglio manageriale, il Gabinetto del MISE è davvero 2.0.
E per questo, scomodando la saggezza popolare, mi viene da dire evitiamo di “buttare via il bambino con l’acqua sporca”.

Chi davvero frequenta le stanze mi racconta dei ritmi di lavoro senza soste: da quando, due anni fa, Cozzoli è arrivato alla guida del Gabinetto, funzionari e dirigenti del MISE, sono stati coinvolti in una rivoluzione promossa anche attraverso uno degli staff più diversificati e competenti, per esperienze internazionali e specializzazione, oltre che per età, in media largamente under 40.

Vito Cozzoli
Vito Cozzoli

Se ne è accorto il vertice politico, ma soprattutto se ne sono accorte le aziende, da tempo non più abituate ad un confronto così dinamico ed innovativo.

Il risultato è una macchina amministrativa che costa meno (30% in meno di dirigenti e più di 3 milioni di euro di risparmi rispetto a due anni fa) ma che, soprattutto, ha ricominciato a fare politica industriale, mettendo in pista, in meno di 48 mesi, una serie di provvedimenti assai rilevanti per la crescita del sistema produttivo italiano.

I provvedimenti che il Gabinetto ha portato a casa grazie al forte spirito di collaborazione con le Direzioni del MISE riguardano anzitutto il sostegno alla competitività delle imprese: dalla Nuova Sabatini, attraverso la quale è stato possibile finanziarie con più di 2,5 miliardi ben 9500 domande di investimento da parte di PMI; al Fondo Centrale di Garanzia, che ha visto crescere di quasi 30 miliardi di euro i finanziamenti garantiti, dal giorno di insediamento del Governo; passando per i Contratti di Sviluppo, fermi da quattro anni, per i quali la tecnostruttura del MISE ha non solo migliorato le regole, ma ha già consentito l’appostazione di 550 milioni di euro tra risorse del PON e risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (l’investimento di Lamborghini in Italia o l’avvio della re-industrializzazione di Termini Imerese sono solo degli interventi resi possibili da questa misura).

Sul fronte dell’innovazione l’impegno di questo biennio è stato almeno pari. Da questo impegno è scaturita la prima misura di sostegno alla Ricerca & Sviluppo di grandi dimensioni in questo Paese (i bandi Agenda Digitale ed Industria Sostenibile, che stanno consentendo l’avvio di programmi di investimento da 5 a 40 milioni di euro, attraverso 400 milioni di risorse MISE, che presto aumenteranno grazie all’integrazione con le misure del PON); ma ne è nato anche un rapporto completamente nuovo con le Regioni, con quegli Accordi di Programma che hanno già consentito ad Electrolux ed a General Electric di promuovere investimenti importanti sotto il profilo economico ed occupazionale; per non parlare dell’introduzione di misure come il credito d’imposta su ricerca e sviluppo e del patent box, misura quest’ultima che porta l’Italia tra i Paesi più avanzati in tema di valorizzazione della proprietà intellettuale.

Sempre all’incessante lavoro del Ministero, si deve il rafforzamento dell’ecosistema a favore dell’investimento nel capitale di rischio delle imprese, che ha visto divenire Smart & Start uno strumento nazionale – grazie ad un nuovo meccanismo introdotto nel 2014 e 250 milioni di euro di risorse messe a disposizione – e la creazione del primo Venture Capital Fund pubblico che opera pari passu con il privato, con 50 milioni di euro del MISE che stanno già “attraendo” 50 milioni di dal privato e hanno consentito la sottoscrizione di importanti operazioni di scale-up attraverso Invitalia Ventures (CISCO è uno degli investitori del Fondo).
Sull’handbook che vi segnalavo nel mio precedente articolo e a questo link compaiono tutti i dettagli http://www.mise.gov.it/index.php/it/per-i-media/pubblicazioni/2034271-handbook-agevolazioni-per-le-imprese

La rassegna potrebbe continuare a lungo, con provvedimenti a favore della riduzione dei costi energetici; per il rafforzamento della capacità di internazionalizzazione delle aziende e per l’attrazione degli investimenti. Non occorre poi dilungarsi oltre sull’attività per la Banda Ultralarga.

I ben informati, poi, asseriscono che il meglio, chi verrà, se lo deve ancora trovare. Dai pochi documenti trapelati, appare che il Gabinetto ha pronti alla firma almeno diversi dossier in grado di dare ulteriore slancio al sistema produttivo. Si va dai temi strettamente legati alla politica industriale – sono pronti due piani, uno su Industria 4.0 e uno sugli investimenti in Smart Grid e Sistemi di Servizi Digitali per Smart City; ad un pacchetto dedicato al miglioramento della competitività e alla diversificazione in ambito energetico; ad una serie di iniziative connesse al Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici; passando per misure dedicate alle Telecomunicazione e al rafforzamento dell’attività di internazionalizzazione e di attrazione degli investimenti; senza dimenticare gli interventi sull’agroalimentare, la risoluzione delle crisi industriali ed il rilancio di complessi come quello dell’ILVA, che avverrà entro il prossimo giugno.

Io però, in queste ore confuse, trovo doveroso non solo rendere omaggio a quella squadra di ragazzi e ragazze guidate da Cozzoli che, senza alcuna riserva (e da quel che vedo dal sito del Ministero sottopagati), lavora con lui due anni.
Ma anche ad un Ministero che, lungi dall’essere vetusto ed inutile, ha iniziato a riportare, insieme e d’intesa con le imprese, Confindustria e la parte lungimirante dei sindacati, la politica industriale al centro del dibattito politico del Paese.

Al Mise non "buttiamo via il bambino con l'acqua sporca"

[caption id="attachment_381321" align="aligncenter" width="300"] Roberto Race[/caption] Nella vorticosa e per certi versi ancora tutta da definire vicenda del Ministero dello Sviluppo Economico, una cosa è certa. Chiunque sarà il o la titolare del Ministro Guidi, erediterà uno dei più performanti Uffici di Gabinetto. Guidato da Vito Cozzoli con piglio manageriale, il Gabinetto del MISE è davvero 2.0. E per questo,…

Convention aperta, gli elettori non vogliono giochetti

Fra i conservatori moderati, sta diventando un ritornello: "Scordatevi Trump. Tocca a Ryan". E’ più una speranza che una previsione. L’ipotesi della nomination allo speaker della Camera Paul Ryan è infatti subordinata alla condizione di arrivare a Cleveland a luglio con una "convention aperta", cioè senza che nessun aspirante abbia raggiunto la maggioranza assoluta dei delegati repubblicani, cioè 1237 su…

Le italianissime renzate di Matteo Renzi

Finalmente si dice ad alta voce ciò che gli italiani sapevano, ma che per timidezza o per sciocco istinto all’autodenigrazione preferivano tacere: che il nostro vino è migliore di quello francese. Pertanto è il più buono del mondo (oltre che il più venduto). Ma quando a dirlo è il presidente del Consiglio mentre partecipa al Vinitaly - evento, a sua…

Christophe Pierre è il nuovo nunzio del Vaticano negli Stati Uniti

Papa Francesco ha nominato l'attuale Nunzio in Messico, monsignor Christophe Pierre, francese, nuovo Nunzio negli Stati Uniti d'America. La designazione - che naturalmente ha ottenuto il gradimento del governo degli Stati Uniti - era nell'aria da mesi, dopo i viaggi apostolici negli Usa (settembre 2015) e in Messico (febbraio 2016). E questo nonostante le polemiche sorte in Messico, dopo la…

Perché fare impresa oggi in Italia è ancora una “impresa”

Lo scorso Ottobre 2015 da Washington arrivava la notizia che secondo la famosa classifica “Doing Business” stilata dalla Banca Mondiale il nostro Paese era salito di ben 11 posizioni nella graduatoria della competitività. Grandi festeggiamenti nel Belpaese e tra gli esponenti del nostro Governo che però hanno dimenticato che l’Italia è ancora all’ultimo posto tra i Paesi del G7 e,…

Chi c'era al Salotto Sarzana. Tutte le foto

I segreti della televisione, la rottamazione del vecchio modo di fare giornalismo. Le sfide ambientali del futuro che incideranno sullo stile di vita delle prossime generazioni. Il “giallo”, come categoria sempre più presente nelle fiction e nei romanzi. E la formula del colloquio per fare colpo sulle grande aziende. Infine, il turismo spaziale. Tutto questo è stato Salotto Sarzana, la…

Casaleggio, Grillo e il formicaio. Storia e cronaca del Movimento 5 stelle

“Ho scritto molti articoli e alcuni libri sulla Rete. Nel 2004 Beppe Grillo ne lesse uno: ‘Il Web è morto, viva il Web’ ,rintracciò il mio cellulare e mi chiamò. Lo incontrai alla fine di un suo spettacolo a Livorno e condividemmo gran parte delle idee”. Così Gianroberto Casaleggio, il 30 maggio 2012 al Corriere.it, raccontava il suo primo “vis…

ballottaggi, Aldo Giannuli (professore Storia contemporanea Università Milano)

Chi era davvero Gianroberto Casaleggio. Parla il prof. Giannuli

“Spesso scherzavo con lui e gli dicevo che era un cavallo pazzo. Un cavallo pazzo ma assolutamente geniale”. Aldo Giannuli insegna Storia Contemporanea all’Università di Milano. Di Gianroberto Casaleggio – il cofondatore del Movimento 5 Stelle scomparso la notte scorsa a Milano, a 61 anni – era diventato amico nel 2014, quando gli venne proposto di tenere sul blog di…

GIANROBERTO CASALEGGIO

Vi racconto il mio amico Gianroberto Casaleggio

“Sono quaranta minuti che ti aspetto in strada”. Gianroberto Casaleggio aveva fondato da poco la sua nuova società ed eravamo d’accordo di vederci a Milano sotto la sede di Unicredit, dove io avevo un appuntamento. Dovevamo aggiornarci sulle nostre rispettive attività. “Lo sai, Gianroberto, noi siamo uomini da marciapiede, per guadagnarci da vivere con le nostre idee dobbiamo batterli tanto”,…

Ecco quanto le aziende della difesa Usa finanziano Clinton, Sanders e Cruz

Se si spulciano le liste dei finanziamenti ricevuti dalle aziende che lavoro nel settore Difesa dai vari candidati in corsa per le presidenziali americane, si trova che in testa, con oltre 450 mila dollari, c'è Hillary Clinton, seguita a distanza da Bernie Sanders. Ossia, i due più importanti candidati democratici hanno ricevuto più soldi dalle industrie delle armi di quanto abbiano…

×

Iscriviti alla newsletter