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“Siamo impegnati col governo Renzi a tutto campo. Dalle amministrative al referendum. E naturalmente sull’agenda dell’esecutivo. Ma non siamo in maggioranza eh… Diciamo che diamo un appoggio esterno molto utile, indispensabile, a Palazzo Madama”. Vincenzo D’Anna, senatore di Ala, il gruppo allestito da Denis Verdini, in questi giorni è molto impegnato nella sua città, Napoli, dove ha dato vita a una lista formata da due consiglieri comunali uscenti e un gruppo di professionisti in sostegno alla candidata del Pd Valeria Valente.

Senatore, secondo i sondaggi De Magistris è in netto vantaggio. Lui spera addirittura di vincere al primo turno.

Lasciamolo parlare. Lui sta distruggendo questa città e non ha risolto nemmeno uno dei problemi che Napoli si porta dietro, da Bagnoli alla monnezza, fino al porto. A suo vantaggio c’è che combatte contro un centrodestra agonizzante, dove Berlusconi ha fatto l’errore di ricandidare lo sconfitto delle elezioni precedenti (Gianni Lettieri, ndr), e ha di fronte una candidata del Pd poco conosciuta. Ma noi puntiamo al ballottaggio. E sabato verrà qui Verdini.

Queste amministrative si stanno complicando sempre di più, anche la polemica sull’election day…

Era meglio votare in due giorni, perché se domenica sarà bel tempo molti italiani andranno al mare. Ma ci adeguiamo, nessun problema.

Faccia una previsione.

Per portare a casa un risultato positivo Renzi deve vincere in due delle quattro grandi città al voto. Prenderà Torino e Roma, mentre a Milano e Napoli ce la giochiamo.

Ma a Roma la Raggi è super favorita.

Dipende molto da chi andrà al ballottaggio. Davvero i romani sono pronti al salto nel buio con i grillini? Io non credo. E loro, come si è visto in questi giorni, non stanno dando certo l’idea di essere buoni amministratori.

E voi state facendo la vostra parte…

Diamo una mano nei territori dove siamo più forti: a Napoli e in altre città campane, a Cosenza, a Grosseto e a Roma. Nella Capitale non abbiamo liste collegate, ma sosteniamo alcuni candidati in liste civiche pro Giachetti.

Renzi vi ha già arruolati anche per il referendum.

Noi abbiamo votato la riforma costituzionale, di cui siamo sostenitori. Quindi è consequenziale fare campagna per il Sì. Faremo dei nostri comitati in Campania, Calabria, Puglia, Lazio, Umbria, Toscana e Marche.

Ha fatto bene Renzi a politicizzare su di sé il referendum?

Sì perché, così facendo, trasmette l’idea di un premier che non sta lì per tirare a campare, ma vuole cambiare radicalmente questo paese, anche a costo di giocarsi la testa. Gli italiani lo capiranno e lo premieranno. E poi a favore del No c’è un’accozzaglia di personalità e partiti tra loro molto diversi. Quelli a sostegno del Sì sono politicamente più omogenei.

E se perde?

Allora si tornerà a votare, ma con quadro completamente diverso. Il Pd si spaccherà, perché Renzi non potrà più stare insieme a chi gli ha remato contro e probabilmente nasceranno due partiti: uno creato dalla sinistra Pd e uno renziano, di centro, il famoso partito della nazione. Nulla sarà più come prima.

Se invece vince il Sì Renzi andrà avanti e anche voi entrerete nel governo?

Purtroppo noi siamo oggetto di una campagna denigratoria e infame a causa delle vicissitudini giudiziarie di Verdini. Per questo motivo un nostro coinvolgimento diretto nel governo non farebbe altro che far aumentare le polemiche creando un problema in più a Renzi. Quindi per ora stiamo bene così. Non abbiamo necessità di entrare nell’esecutivo, ma di votare buone leggi.

Leggi che anche voi contribuite a mettere a punto, visto che ormai partecipate ai vertici di maggioranza…

Votando con il centrosinistra vogliamo essere messi al corrente del menù dell’agenda parlamentare. Poi, se possiamo dare qualche suggerimento… se ci chiedono qualche consiglio… Perché no?

Lo ammetta, siete i pretoriani di Renzi. Si fida più di voi che della minoranza Pd…

Ma che pretoriani! Noi stiamo seguendo un percorso coerente e lineare: sostenevamo questo governo e le riforme con Forza Italia durante il patto del Nazareno e continuiamo a farlo ora con Ala. Se Renzi intraprende il percorso su una strada liberale e riformatrice, trova noi e non la sinistra Pd. Bersani & C. hanno idee anacronistiche e inattuabili: la convergenza tra noi e Renzi dipende dall’evoluzione naturale delle cose.

Ora a Libero è tornato Vittorio Feltri. Dato che Angelucci è grande amico di Verdini, vi aspettate un giornale più renzian-verdiniano?

I giornali non ci hanno mai risparmiato nulla, anche quelli di destra. Non credo che Feltri si farà tirare per la giacca, nemmeno dal suo editore.

Lucio Barani, Denis Verdini e Vincenzo D'Anna

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