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Il candidato repubblicano Donald Trump respinge il sostegno che David Duke, massimo rappresentante dei Cavalieri del Ku Klux Klan (Kkk), ha più volte dichiarato di voler dare al magnate. In un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, Duke ha detto che considera Trump l’unica opzione possibile per chi vuole mettere fine “all’era di corruzione politica negli Stati Uniti”.

IL SOSTEGNO DI DUKE

Il suo – ha scritto – non è un endorsement elettorale, ma un “consiglio politico” per gente come lui. “Questo Paese ha bisogno di sorvegliare le frontiere per difendere il retaggio, garantire la sopravvivenza degli americani bianchi e proteggere il patrimonio”, ha scritto Duke. Inoltre, ha detto che è necessario evitare un conflitto con la Russia per non cominciare una Terza Guerra Mondiale. Duke spera che Trump sospenda “l’influenza dei gruppi di origine ebraica sulla politica americana”.

LA REAZIONE DI TRUMP

In un’intervista andata in onda sulla Cnn, Trump ha accolto il commento positivo di Duke, negando però di avere rapporti con lui o con l’organizzazione a cui è legato. Secondo il New York Times, le attenzioni del Kkk a Trump e la sua non totale presa di distanza hanno scatenate critiche anche tra i repubblicani, tra i quali i candidati alla nomination Marco Rubio, Ted Cruz e John Kasich. Ma dopo ciò, parlando con la Nbc, Trump ha detto di aver risposto così solo perché non aveva sentito bene le domande dell’intervistatore della Cnn e che lui rifiuta nettamente il sostegno di Duke.

PASSATO NEONAZISTA

Ma chi è David Duke e perché è considerato così pericoloso? Duke è il massimo leader del Ku Klux Klan, un’organizzazione estremista statunitense che considera la razza bianca superiore alle altre. Le posizioni politiche controverse di Duke risalgono agli anni 60, quando era studente all’Università della Louisiana e faceva parte di gruppi neonazisti. Un reportage della rivista Newsweek, pubblicato nel 1991, sostiene che durante una protesta in Louisiana nel 1971, Duke si sia presentato vestito da Adolf Hitler, con piccoli baffi e la stessa pettinatura.

CARRIERA POLITICA

Verso la metà degli anni 70, Duke ha abbandato l’ideologia neonazista, spingendo il Kkk verso posizioni più moderate. Per farlo ha messo in campo la sua immagine telegenica e giovanile. Si è proposto come candidato al Senato con il Partito Democratico nel 1975 e nel 1979, ma senza successo.
Duke ha fondato l’Associazione nazionale per il progresso della gente bianca: “Una specie di Ku Klux Klan senza le lenzuola bianche, un’organizzazione per proteggere la ‘purezza’ della razza bianca”, ha spiegato Tyler Bridge, autore del libro “The Rise of David Duke”.
Nel 1991 si è candidato come deputato repubblicano per la Louisana e lo stesso presidente George Bush intervenne: “Se qualcuno sostiene che l’Olocausto non è esistito, penso che quella persona non merita neanche un po’ di fiducia dei cittadini”. Dal 1989 al 1993 è stato eletto alla Camera dei Rappresentanti per lo Stato della Louisiana, ma non è riuscito a far approvare nessuna delle sue proposte.

ALTRI REATI

Nel 2002 Duke – ricorda il sito americano Heavy.com – ha confessato di essere colpevole di una frode fiscale e di una raccolta fondi illecita. Aveva ricevuto donazioni per 50mila dollari dopo aver detto di trovarsi in difficoltà finanziaria, ma ha speso tutto in vacanze e investimenti personali. Nel 2009 è stato allontanato dalla Repubblica Ceca per avere negato l’Olocausto. La Svizzera gli ha vietato l’ingresso, mentre nel 2013 è stato espulso dall’Italia.

David Duke, il leader del Ku Klux Klan che sostiene Donald Trump

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