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Concordi sui temi della previdenza complementare e dell’assistenza sanitaria integrativa, mentre su quelli della formazione continua, del diritto allo studio e dell’apprendistato saranno necessari ulteriori approfondimenti. E’ questa la sintesi dell’incontro che si è tenuto ieri in Confindustria tra sindacati metalmeccanici e Federmeccanica-Assistal.

Si trattava della prima riunione successiva ai quattro incontri di approfondimento tra le parti e questa volta bisognava iniziare a tirare le fila del lavoro finora svolto. In questo senso sindacati ed imprenditori hanno tenuto fede al copione prefissato: si incontreranno ancora due volte a delegazioni ristrette il 9 e l’11 di marzo, sempre al primo piano del palazzo romano di viale dell’Astronomia, portando a termine il percorso stabilito. I prossimi “vis a vis” s’incentreranno principalmente sui temi del salario, della contrattazione, dell’inquadramento, degli orari, dello “smartworking” e della partecipazione. Poi, al 15 marzo, data decisa per la “plenaria”, mancheranno solo tre giorni. A metà marzo,  le parti coinvolte dovranno giocare a carte scoperte.

E’ noto l’interesse che suscita la questione del salario, il reale “vulnus” della vertenza contrattuale in questione. Si è saputo che l’altro ieri sera i leader dei tre sindacati metalmeccanici si sono visti al quinto piano della sede nazionale di corso Trieste. Il trio pare abbia concordato su un punto comune: di fronte alla mancanza di aperture sul salario da parte delle imprese non si potrà restare con le mani in mano e bisognerà ragionare su scioperi e mobilitazioni. Il più recalcitrante su questa prospettiva è stato Marco Bentivogli, capo dei metalmeccanici Cisl; invece, decisamente più convinti i segretari generali di Fiom e Uilm, Maurizio Landini e Rocco Palombella. Proprio questi due, ieri hanno rincarato la dose.

“Federmeccanica ha accolto alcune nostre richieste – ha ribadito Landini – come sull’assicurazione sanitaria completamente a carico delle aziende, ma la conclusione su questi punti è legata anche alla conclusione su altri punti, come salario, struttura contrattuale, orario e su questi temi abbiamo registrato diversità consistenti. Il 15 marzo abbiamo l’appuntamento importante della riunione plenaria; se si determinano le condizioni per una mediazione bene, se Federmeccanica mostra di non voler modificare alcune posizioni vedremo. Stiamo discutendo e valutando con Fim e Uilm quali iniziative intraprendere per mettere in campo una mobilitazione. Uno sciopero? Non voglio escludere niente”.

Passi avanti, a giudizio di Rocco Palombella, su previdenza integrativa e assicurazione sanitaria:“Sui contributi da versare al fondo Cometa – ha spiegato – il contributo delle aziende salirebbe dall’1,6% al 2%, calcolato sulle stesse voci di prima. Sulla sanità, invece, è previsto un contributo assicurativo di 156 euro l’anno per tutti i lavoratori, anche per i loro familiari a carico; insomma, sul pacchetto ‘Welfare’ Federmeccanica ha messo circa 1.582 euro lordi per tre anni. Ci sono cose da correggere e aggiustare, ma l’impianto ci convince”. Resta, anche per Palombella, il problema del salario: “Vediamo – ha continuato – se, entro la prima decade di marzo, Federmeccanica rimodulerà la proposta salariale, che deve essere estesa all’intera platea dei metalmeccanici e non solo a una  parte minima degli stessi. Tradotto significa che la proposta così come è non va e Federmeccanica e Assistal dimostrano di non volerla cambiare. Stiamo valutando con Fim e Fiom un’eventuale mobilitazione e la parola sciopero non è più un tabù”.

Come accennato, di parere lievemente diverso Marco Bentivogli che guida l’organizzazione attualmente più lontana dall’ipotesi di mobilitazione: “Non staremo a guardare se il 15 Federmeccanica arriverà con una posizione di totale rigidità sul salario. Ma continuiamo a chiedere ai sindacati metalmeccanici di Cgil e Uil di costruire una mediazione sul salario perché non si può dire solo che la proposta di Federmeccanica non va bene, bisogna andare oltre”.

I sindacati complessivamente hanno apprezzato l’illustrazione da parte di Federmeccanica delle formulazioni su Previdenza complementare, Assistenza sanitaria, Formazione continua, Diritto allo studio e Apprendistato, di fatto coerenti con quanto discusso sugli stessi argomenti nei precedenti incontri.

“La novità positiva di oggi – ha riconosciuto Marco Bentivogli – innanzitutto riguarda il metodo, ovvero, che, pur con posizioni ancora distanti, si è iniziato a scrivere. Divisioni e convergenze vanno sistematizzate per lavorare con più attenzione sulla ricerca di soluzioni.

La  segreteria nazionale della Uilm ha espresso apprezzamento su tutte le proposte ascoltate, “ma si è riservata un ulteriore approfondimento, in particolare su Diritto allo studio e Apprendistato, temi sui quali occorre valutare bene tutte le implicazioni dei cambiamenti che si intendono apportare alla disciplina contrattuale”.

Se ieri per i metalmeccanici è stato il giorno del confronto del welfare, domani sarà quello delle cifre. Federmeccanica presenterà all’Hotel Nazionale, in piazza Montecitorio a Roma, presenterà la 137esima indagine congiunturale sull’andamento del settore metalmeccanico. Gli imprenditori analizzeranno uno stato di cose che, se non è più post bellico, poco ci manca.

“Ma state sicuri – ha ironizzato Maurizio Landini, uscendo da Confindustria- che a noi sindacalisti continueranno a chiederci cosa ne pensiamo della proposta sul salario. Come quando, in ‘Natale a casa Cupiello’, il padre,  impersonato da Edoardo De Filippo, chiedeva al figlio, l’attore Pietro De Vico, se gli piacesse il presepe. Il secondo pare rispondesse di no”.

Metalmeccanici, perché i sindacati sbuffano sul salario

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