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Grazie ad un compromesso le Regioni hanno detto sì all’accordo con il Ministero dello Sviluppo economico per la ripartizione degli investimenti per la banda ultra larga. Tutto pronto dunque? O c’è il rischio, si chiedono gli esperti, che si attenda l’arrivo del nuovo commissario del governo per il digitale e l’innovazione, Diego Piacentini, attuale vice presidente di Amazon, chiamato da Renzi per coordinare le politiche innovative? Ecco le ultime mosse del governo sul fronte digitale e banda larga.

LA NOMINA DI PIACENTINI

Prima un paio di tweet fra Jeff Bezos, Ceo e fondatore di Amazon, e il presidente del Consiglio Matteo Renzi, poi un comunicato ufficiale direttamente sul sito del colosso mondiale del commercio elettronico. In Italia la notizia dell’arrivo di Piacentini è arrivata così alle 22 di giovedì scorso, proprio nel mezzo di Sanremo. Il manager in pianta stabile da 15 anni ad Amazon e con un passato ad Apple, avrà un incarico gratuito per due anni, un ufficio a Palazzo Chigi e non farà capo a nessun ministero.

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IL PROGRAMMA

Di cosa si occuperà? Per rendere il compito più facile il quotidiano La Repubblica ha sintetizzato i quattro punti della strategia sul digitale presentata a novembre dal governo su cui Piacentini dovrà riversare le sue competenze di manager: “Dalla banda ultra larga, all’alfabetizzazione digitale, passando per il loro traghettamento delle nostre aziende verso l’industria 4.0 e l’Internet delle cose, fino alla creazione di un sistema operativo per la pubblica amministrazione”, ha scritto Jaime D’Alessandro.

“Non si tratta di un progetto ma di un programma che Piacentini troverà già avviato quando arriverà – ha raccontato Paolo Barberis, consigliere per l’innovazione del Presidente del Consiglio a La Repubblica – . Ne abbiamo parlato ed è d’accordo con noi: i fondamentali per dare una svolta a questo Paese ci sono tutti. La sua abilità sarà metterli in pratica, dare un impulso esecutivo, avendo una visione e una conoscenza invidiabile della tecnologia”.

Le premesse da parte di Piacentini sono queste: “Pensare in grande e rimanere concentrato sul cliente. Questo è quello che abbiamo intenzione di fare in Italia”, si legge nel comunicato ufficiale pubblicato da Amazon dove ha aggiunto: “È un modo per restituire qualcosa al Paese nel quale sono nato e ho vissuto per quarant’anni. Farò il pendolare”.

L’ACCORDO STATO REGIONI

L’accordo siglato la settimana scorsa nella Conferenza Stato-Regioni spianerà di certo la strada al nuovo commissario nello sviluppo di uno dei quattro punti strategici, quello relativo al piano per la banda ultra larga che prevede l’intervento diretto dello Stato, in sostituzione della precedente idea del governo di assegnare contributi a fondo perduto per gli operatori. La proprietà della rete, nello specifico, sarà condivisa da Stato e Regioni proporzionalmente alle risorse impiegate, e dovrà coprire 7.300 Comuni.

Il piano pubblico nelle aree a fallimento di mercato partirà da 3 miliardi, e non 4 come si era detto: 1,56 miliardi dal Fondo sviluppo e coesione, 233 milioni con disponibilità immediata dal Pon Imprese e competitività e 1,2 miliardi di risorse regionali a valere sui fondi strutturali Fesr e Feasr.

L’accordo raggiunto all’interno della Conferenza Stato-Regioni sul piano banda larga destina tutti i fondi stanziati dal Cipe ad agosto scorso, 2,2 mld di euro, verso le Regioni del Centro-Nord, prevedendo l’adozione di una ulteriore delibera Cipe, da approvare entro il 30 aprile 2016, con la quale destinare alle regioni del Sud, Puglia, Basilicata, Calabria, Campania e Sicilia, alle quali sarebbe dovuto andare l’80% delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione, 1 miliardo e 184 milioni da destinarsi non solo alla diffusione della banda ultralarga ma anche a diverse opere infrastrutturali.

Presentata dal sottosegretario Antonello Giacomelli, insieme al ministro per gli Affari regionali Enrico Costa e al sottosegretario a Palazzo Chigi Gianclaudio Bressa, l’intesa è stata raggiunta proprio grazie a questa compensazione riconosciuta alle regioni meridionali, escluse di fatto dalla ripartizione di 1,56 miliardi del Fondo sviluppo e coesione,  e che per questo si erano opposte facendo slittare l’accordo.

Infratel spa, società in house del Mise, agirà in qualità di soggetto attuatore degli interventi previsti dall’accordo.

IL CONCERTO BONACCINI-COSTA-GIACOMELLI PER LA BANDA ULTRALARGA. TUTTE LE FOTO 

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