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Anche il voto di John Wayne conta e viene conteso: l’investitura dell’attore, scomparso nel 1979, è ambita dai candidati repubblicani, che più s’ispirano all’americano tipo – rude, giusto, deciso – spesso portato sullo schermo dal protagonista di western come Ombre Rosse e Rio Bravo. Dopo che una dei sette figli di John Wayne, Aissa, ha dato il suo appoggio a Donald Trump, ricevendolo e facendone l’elogio al John Wayne Museum di Winterset, la città natale, guarda caso nello Iowa, dove si vota il 1° febbraio, e s’è scatenato un putiferio.

La famiglia derubrica il gesto di Aissa a “un’iniziativa personale”. “Nessuno può parlare per conto di John Wayne e né la famiglia né la Fondazione sostengono candidati in suo nome”, ha chiarito Ethan Wayne, anche lui figlio dell’attore e presidente dell’omonima Fondazione.

Invece Aissa, incontrando al Museo martedì il battistrada nella corsa alla nomination repubblicana, aveva affermato che “l’America ha bisogno di aiuto e di un leader forte… di qualcuno come Trump, con qualità di leader, con il coraggio e la forza, come John Wayne”. “Se John Wayne fosse ancora in giro, sarebbe proprio qui”, aveva aggiunto. Estasiato il magnate dell’immobiliare, che strizzando l’occhio all’America più profonda, ha definito su Facebook “un vero onore ricevere l’appoggio della figlia di John Wayne”.

L’endorsement del mito del cinema e del western non è l’unico che fa discutere i repubblicani. Quello di Sarah Palin, anche lei ‘pro Trump’, è stato incassato con qualche amarezza da Ted Cruz, senatore del Texas e alfiere del Tea Party, che evidentemente ci sperava. In un tweet, Cruz ha fatto buon viso a cattivo gioco: “Amo Sarah Palin. Senza il suo supporto non sarei arrivato in Senato. Resterò sempre un suo grande fan”.

New Hampshire, sondaggi repubblicani, schermaglie democratiche

Trump guida i sondaggi per le primarie repubblicane nel New Hampshire, il 9 febbraio, con il 34%, secondo il rilevamento della Cnn. Trump ha un vantaggio di 20 punti su Cruz (14%), che è il candidato in più rapida ascesa da dicembre, quando era al 6%. Più indietro l’ex governatore della Florida Jeb Bush e il senatore della Florida Marco Rubio, entrambi al 10%.

Fra i democratici, l’ex presidente Bill Clinton continua la campagna a favore della moglie Hillary, e attacca il suo rivale Bernie Sanders parlando nel New Hampshire, dove il senatore del Vermont guida, nel sondaggio della Cnn, con 27 punti sull’ex first lady.

Bill Clinton critica, in particolare, la proposta di Sanders d’estendere a tutti l’assistenza sanitaria, andando oltre l’Obamacare. “È una ricetta di stallo”, ammonisce, prevedendo che a novembre il Congresso resterà in mano ai repubblicani, che hanno già ripetutamente cercato di ostacolare o revocare la pur limitata riforma sanitaria di Barack Obama. L’ex presidente contesta a Sanders pure le critiche al Planned Parenthood, organizzazione no profit che fornisce servizi sanitari nel campo riproduttivo.

Per ulteriori approfondimenti sulle elezioni presidenziali americane, clicca qui per accedere al blog di Giampiero Gramaglia, Gp News Usa 2016

Repubblicani, ecco chi si contende il voto di John Wayne

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