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Segnatevi questa: vedrete che prima o poi uscirà da un notaio di Genova un documento in cui Grillo passa il testimone a Casaleggio”. Lo dice Paolo Becchi, anzi lo scrive, perché trattasi di tweet vergato ieri mattina dal docente di Filosofia del diritto all’Università di Genova, fino a qualche tempo fa considerato una sorta di ideologo dei 5 Stelle.

LA LEADERSHIP DI CASALEGGIO È FORMALIZZATA

Da qualche tempo il prof genovese, soprattutto dopo la decisione di abbandonare il Movimento svelata a Formiche.net, va ripetendo ai quattro venti la sua tesi sul cambio di pelle dei pentastellati: al “passo di lato” annunciato l’estate scorsa da Beppe Grillo sta facendo seguito un ruolo sempre più pervasivo di Gianroberto Casaleggio, destinato ormai ad assumerne la leadership. Becchi lo ha spiegato in un suo breve intervento (qui il link) prendendo spunto dal “Codice di comportamento per i candidati ed eletti del Movimento 5 Stelle alle elezioni amministrative di Roma 2016” che tanto ha fatto discutere per la clausola dei 150mila euro chiesti come risarcimento danni a chi contravviene alle regole. Secondo il docente, la vera novità è che “per la prima volta in un documento ufficiale del M5S compare ripetutamente il nome di Casaleggio; per essere precisi, il riferimento al guru pentastellato viene fatto quattro volte e gli vengono attribuiti poteri e competenze differenti.

GLI INDIZI DEL PROFESSORE…

Becchi mette in fila gli elementi: dopo il “passo di lato” annunciato da Grillo che torna al suo vecchio lavoro con una tournée nei teatri, la nomina del direttorio come cinghia di trasmissione tra Casaleggio e i parlamentari, il documento sulle elezioni di Roma, la cancellazione del nome di Grillo dal simbolo… cosa altro deve succedere? “Non è vero che non è cambiato niente, che non fa differenza se ci sia o meno il nome di Grillo – spiega il professore in una conversazione con Formiche.net  -. Bisognerebbe andarsi a leggere l’atto costitutivo del Movimento; non il non-statuto, bensì il documento ufficiale depositato da un notaio della provincia di Genova (qui l’articolo dell’Huffington Post che ne svelò l’esistenza). Lì si dice che i responsabili del Movimento sono Grillo, suo nipote Enrico e un commercialista. Casaleggio non viene nemmeno menzionato”.

E I DUBBI SU UN DOCUMENTO SEGRETO

A questo punto al professore sorge un dubbio: ma se nel documento ufficiale non si parla di Casaleggio e adesso invece il guru ha sempre più potere, addirittura riconosciuto anche in maniera ufficiale come nel caso di Roma, “non è che – si chiede Becchi magari scopriamo che da un notaio di Genova o dintorni c’è una nuova scrittura privata in cui Grillo dice di aver ceduto la guida del Movimento a Casaleggio?”. Insomma, un nuovo documento ufficiale nel quale l’ex comico che vuole tornare a fare il comico di fatto formalizza la sua uscita dalla scena politica. Del resto, solo così può tornare in televisione. Tuttavia, il “passo di lato” da solo non basta”. Il docente precisa: “Si tratta di una mia supposizione, ma basata su molti indizi”, anche perché “altrimenti non mi spiegherei come per le elezioni romane si possa parlare di Casaleggio come di un garante del Movimento”. “Non è che – si domanda– in vista delle prossime elezioni politiche al ‘passo di lato’ seguirà anche formalmente il ‘passo indietro’ con l’annuncio che Beppe non c’entra più nulla o quasi col Movimento diventando una sorta di presidente onorario del nuovo partito guidato Casaleggio? Secondo me stanno tenendo nascoste queste cose dato l’approssimarsi delle elezioni amministrative, per sperimentare cosa succede dopo aver tolto il nome di Grillo dal simbolo, dopodiché alla prima occasione buona si dirà anche che il proprietario del nuovo simbolo è cambiato”. In definitiva, chiosa Becchi, “che fine ingloriosa per un Movimento in cui il leader, dopo aver detto peste e corna della televisione muore dalla voglia di ritornare in tv, un Movimento che è nato per portare la trasparenza nelle istituzioni, si fonda su atti privati che rimangono per troppo tempo segreti”.

paolo becchi

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