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La stragrande maggioranza degli americani non sapeva chi fosse prima e continua a non saperlo ora: il governatore della Louisiana Bobby Jindal, di origine indiana, ha lasciato la corsa alla nomination repubblicana alla Casa Bianca, riconoscendo con realismo che “non tocca a me, questa volta”.

Jindal, 44 anni, il più giovane del lotto alla pari con Marco Rubio, non ha partecipato a nessuno dei quattro dibattiti in diretta televisiva finora svoltisi fra i candidati repubblicani, perché i sondaggi lo hanno sempre relegato nell’evento “di serie B”, non trasmesso in diretta nazionale.

Jindal è il terzo degli aspiranti repubblicani a farsi da parte, dopo l’ex governatore del Texas Rick Perry ed il governatore in carica del Wisconsin Scott Walker: un trend che pare indicare come questa non sia una buona tornata per i governatori e gli ex, anche se in corsa, fra i 14 restanti, vi sono due governatori in carica e quattro ex.

Jindal, che nei sondaggi raramente andava oltre l’1% di suffragi, ha annunciato il suo ritiro sugli schermi della Fox da Baton Rouge, la capitale del suo Stato, senza per il momento appoggiare nessun altro aspirante alla nomination, ma dichiarando il suo sostegno a quello che sarà il candidato repubblicano. Poi, su Twitter, ha scritto: “È stato un onore incredibile per me essere candidato alla presidenza di questo grande Paese”.

Il governatore, oltre e non fare breccia nell’elettorato, stava anche incontrando difficoltà finanziarie. In gennaio, terminerà il suo mandato e, non potendo essere rieletto, lavorerà per il think tank che ha creato pochi anni or sono, ‘America Next’, con l’obiettivo che il 21° Secolo sia “un secolo americano”.

In testa alla corsa, secondo l’ultimo rilevamento Reuters/Ipsos, è tornato il magnate dell’immobiliare Donald Trump, che, dopo il dibattito di Milwaukee, ha guadagnato 17 punti rispetto al 6 novembre quando era praticamente alla pari con il rivale Ben Carson, ex neuro-chirurgo e unico nero in lizza, intorno al 25%: lo showman è balzato al 42%, mentre Carson è sceso a circa il 20%. Se Trump non era svettato nell’ultimo dibattito televisivo repubblicano, la differenza l’ha fatta la sua partecipazione a “Saturday Night Live” sulla Nbc, con il picco degli ascolti degli ultimi due anni per il popolare programma, 9,3 milioni di telespettatori.

Per ulteriori approfondimenti sulle elezioni presidenziali americane, clicca qui per accedere al blog di Giampiero Gramaglia, Gp News Usa 2016

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