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È stagione di vendite non solo in Italia ma anche nel Regno Unito. Come ha riferito il Financial Times, National Grid, il principale gestore della rete elettrica britannica, ha messo in vendita la sua quota di maggioranza nelle attività di distribuzione del gas, che vale, secondo gli analisti finanziari, circa 11 miliardi di sterline e serve quasi 11 milioni di famiglie. Steve Holliday, ceo della compagnia (nella foto), ha fatto capire che la scelta dipende dalla volontà di distribuire maggiori dividendi agli azionisti e mantenere i tassi di crescita dell’azienda. Si tratta certamente di una delle operazioni più grandi degli ultimi anni per la City. Lo stesso Holliday assicura che la notizia della vendita ecciterà i mercati e che la lista dei potenziali acquirenti è già corposa.

LA PARTITA GIOCATA DAI CINESI

Tra questi ci potrebbero essere i cinesi di State Grid of China, che hanno accompagnato il presidente Xi Jinping nella recente visita di Stato a Londra, manifestando il loro interesse per alcuni asset britannici. Vi è poi l’intenzione della compagnia nazionale cinese di spostare il baricentro delle proprie attività in Europa, da quelle per la maggior parte concentrate nella fascia mediterranea (vedi partecipazioni in Italia, Spagna e Portogallo), al Nord Europa. Ma la partita è certamente complessa. Ad esempio, potrebbero approfittare della messa in vendita gli altri operatori inglesi come Gni Uk o Premier Transmission. Secondo il Sunday Times, della partita potrebbero essere anche alcuni fondi sovrani asiatici e qualche fondo pensione canadese.

I NUMERI DEL GAS

Le incognite sono però legate alla contrazione cronica della domanda del gas europea, anche se nelle recenti proiezioni di Eurogas, l’associazione delle grandi imprese europee del gas, si prevede che nel 2015 la domanda dell’Unione Europea a 28 più la Svizzera chiuderà in aumento del 7% intorno ai 441 miliardi di mc, dopo quattro anni consecutivi di declino. Una versione contrastante, rispetto ai dati dell’Agenzia internazionale dell’Energia, secondo cui, nei prossimi venticinque anni, la Cina e il Medio Oriente traineranno i consumi mondiali di gas, mentre l’Europa, invece, arretrerà rispetto ai livelli di consumo del 2010.

I PROGETTI CINESI

Nei piani di National Grid vi è, comunque, l’intenzione di chiudere con la cessione entro i primi mesi del 2017, per focalizzarsi a pieno sulle attività negli Usa, in particolare quelle nella East Coast, che sono per la compagnia le più remunerative, a detta dello stesso Holliday. Gli obiettivi sono ambiziosi: per lo sviluppo delle reti americane, National Grid intende investire circa 3 miliardi di sterline nei prossimi anni.

Ecco come la Cina si eccita per il gas dell'Inghilterra

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