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Riceviamo e pubblichiamo
 
Ecco il vademecum del nuovo PPE: da Madrid nasce il programma per l’Europa 2030. Dal Congresso celebrato nella capitale spagnola è emerso che l’Europa oggi si trova con due sfide davanti ineludibili: la crisi economica e l’irresistibile flusso immigratorio. Due aspetti in grado di sconvolgere i già precari assetti sociali dei singoli Paesi aderenti all’UE: continuare, ancora una volta, ad immaginare questi due problemi come “emergenze” da tamponare con provvedimenti parziali denota, purtroppo, una miopia politica indiscutibile.
 
E’ vero, non abbiamo più leadership politiche autorevoli in grado di guardare lontano con visioni di ampia portata. Ma proprio per questo qualcuno, in particolare il PPE, deve sapere svolgere un ruolo incidente, propositivo, adeguato alla sua storia ed ai valori che lo caratterizzano, capace di immaginare soluzioni al passo con i tempi.
 
L’Ue, così come è oggi, con le sue regole, i suoi trattati è vecchia. Non si può, peraltro, chiedere o, addirittura, imporre ai paesi membri sacrifici, riforme istituzionali e strutturali, lasciando che le Istituzioni europee (Parlamento, Consiglio, Commissione) non ritrovino uno slancio, non attuino modifiche al loro modo di essere, al loro funzionamento sempre più solo formalmente democratico, profondamente burocratico e tecnocratico. In questo la vicenda Grecia é esemplare.
 
Va riscoperta quindi la politica, la partecipazione popolare non solo in occasione delle elezioni dell’Europarlamento, la volontà di superare nei fatti ogni egoismo nazionalistico che rende assolutamente difficile ogni scelta di politica fiscale omogenea, di politica estera unanime, lungimirante e costruttiva, di investimenti solidali.
Senza tutto questo, nei singoli Paesi le forze populiste antisistema, antieuropee avranno il sopravvento (cosa che già accade in alcuni Paesi), con l’inevitabile rischio di una implosione del vecchio continente ed il fallimento delle ragioni poste dai padri costituenti nella creazione di una Europa Unita dopo la tragica esperienza delle due guerre mondiali che hanno caratterizzato il secolo scorso.
 
I due temi sopra accennati non possono non farsi carico, nella loro doverosa soluzione, delle prospettive perseguite da Paesi come la Russia, la Cina, l’India (tanto per citarne alcuni) per un nuovo assetto geo-politico che sostituisca il ruolo egemone fin qui svolto dall’America e da tutto l’Occidente con irreparabili errori commessi in questi ultimi decenni.
La guerra in atto in tutto il globo è ormai finanziaria, esercitata da occulti protagonisti che hanno saputo piegare ovunque la politica ai loro cinici interessi, ledendone la credibilità, l’autorevolezza attraverso i più disparati organi di informazione in loro possesso o da loro condizionati.
 
Quando la Germania, in crisi di produttività, in presenza di scandali nel settore automobilistico e sportivo, paese fino ad ora ritenuto “baluardo” del rispetto delle regole, dell’efficienza, oggi apre alla richiesta di adesione della Turchia all’UE, vuol dire che la immediatezza delle esigenze nazionali impedisce una qualsiasi lungimiranza strategica.
 
Vi immaginate una Turchia, di osservanza prevalentemente mussulmana, catapultata a pari titolo nelle Istituzioni Europee frutto di una cultura giudaico-cristiana, quale impatto possa avere su tutto il Continente?
 
Nessuno si domanda, in presenza di una atroce avanzata dell’islamismo radicale, integralista, antioccidentale, cosa potrebbe succedere con un Parlamento Europeo che al suo interno dovesse avere una delegazione di Europarlamentari eletti dal “Partito Dei Mussulmani” presente sullo scenario politico ed elettorale dell’Europa ?
Faccio questo esempio solo per rilevare come ancora una volta l’egoismo nazionale possa incidere e stravolgere la visione, la storia, la cultura di un intero Continente disarticolato nei fatti, indebolito dalla mancanza di comuni ed univoche strategie politiche.
 
In conclusione, ci auguriamo, da italiani inseriti nel PPE, che ritrovi un suo slancio autonomo, razionale, originale con proposte immediate di cambiamento di rotta nell’UE.
Nell’interesse di quei 500 milioni di cittadini europei che attendono di essere governati con capacità alla luce di ideali e valori che nel passato hanno garantito democrazia, pace e benessere.
 
Potito Salatto
Vice Presidente Popolari per l’Italia
Foto: Flickr

Che cosa si è detto al congresso Ppe di Madrid

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