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Il Presidente Putin può raccogliere simpatie o antipatie, può essere considerato una versione nuova del più terribile degli czar o il miglior difensore della tradizione russa, tuttavia nessuno può negare che la sua azione politica è sempre un passo avanti a quella dell’occidente, a partire dall’impegno in Medio Oriente e nella lotta all’Isis. Lui e la Russia sono tra i protagonisti mondiali più attivi e appaiono in alcuni momenti i soli play-maker propositivi.

E’ certamente un bene per il mondo, tuttavia il mondo sarebbe molto più pacifico se insieme i Brics, gli Usa e l’Europa, senza escludere le tigri asiatiche e alcuni Paesi africani collaborassero attivamente, perlomeno per porre fine a questa ‘Terza Guerra Mondiale’ strisciante e pericolosamente minacciosa.

Nel corso dell’estate attraverso una intensissima azione diplomatica, il Ministro degli Esteri Russo Lavrov ha rinforzato con i Paesi del Golfo una rete di relazioni importanti per la soluzione del conflitto Irakeno e Siriano. Nelle ultime settimane, oltre ai colloqui con i partner politici e militari iraniani, si sono recati a Mosca il Primo Ministro e lo stato maggiore israeliano, il Presidente turco e quello palestinese. Tutti, per quello che ci è dato sapere, sono ripartiti da Mosca molto più sereni e consapevoli di una comune strategia che preservi la sicurezza del proprio Paese e la stabilità dell’area medio orientale. Negli stessi mesi estivi, lo stesso Presidente Putin e il Presidente cinese Xi Jinping hanno spinto sull’accelleratore della integrazione tra tutti i Paesi Brics e tra Russia e Cina.

Non c’è una politica estera né un strategia della amministrazione Obama, questo è ciò che manca alla multipolarità del mondo attuale.

Non possiamo immaginare che sia minimamente ragionevole, come risposta piccata all’attivismo russo in Medio Oriente, disporre o ‘stoccare’ diverse testate nucleari americane in Germania, solo per procurare la reazione russa, disporre i suoi missili nucleari a Vladivostock che a sua volta confermerebbe la giustificata richiesta dei paesi baltici e dell’europa orientale di dislocare ancor più armi e uomini NATO ai confini etc. Già lo scorso anno, il Presidente Obama aveva invocato un ritorno alla ‘Guerra Fredda’ con la Russia, i risultati empirici di questa nuova strategia non sono per nulla positivi, nè per l’Europa, nè per gli Usa e nemmeno per il resto del mondo.

I risultati della coalizione anti Isis sono deprimenti, il bilancio costi-benefici ha portato solo ad ingrassare i bilanci dei produttori di armamenti. L’inefficacia però deve includere l’enorme costo umano di morti e di milioni di rifugiati a causa dell’Isis. Nei prossimi giorni, probabilmente alla fine di Settembre a New York ci sarà la possibilità che Putin e Obama si incontrino, potrebbe essere una buona opportunità per condividere una strategia efficace anti-terrore e dare il via a un processo di pacificazione nell’area mediorientale, dopo 13 anni dallo sprovveduto intervento in Iraq e a quattro anni dal ‘sostegno occidentale’ alla camuffata ‘guerra civile’ in Siria.

Solo all’interno di un ampio coinvolgimento e una comune strategia, a partire dal Medio Oriente e in particolare dalla lotta all’Isis in Iraq e Siria, si potranno ricostruire soluzioni per i conflitti in Libia e nell’Africa sub-sahariana dove la Cina ha interessi notevoli.

Una grande e coinvolgente coalizione che voglia realmente sconfiggere il terrorismo dell’Isis, non può passare dalla stravagante idea apparsa su alcuni giornali americani, di aumentare i finanziamenti e il sostegno militare americano alle fazioni (inaffidabili) anti Assad. Replicare la strategia americana anti russa attuata in Afghanistan, ha solo prodotto e rafforzato Al Queida e l’instabilità di quel Paese e del Pakistan. Putin è un passo avanti, l’Amministrazione Obama senza una convincente strategia almeno non dimentichi di imparare dalla esperienza. In un mondo multipolare, ‘interconnesso’, talvolta si trascina verso la miglior soluzione, talaltra si deve seguire la miglior idea e strategia altrui, non esiterà mai più un mondo dove un solo grande paese possa comandare, nemmeno due grandi Paesi comanderanno. Putin lo ha ben compreso e sta agendo di conseguenza con intelligenza a partire dalla realtà.

Tutte le mosse di Putin sulla Siria

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