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Una concorrenza dispensata col contagocce è un danno per l’economia già oggi. Figuriamoci mantenere un mercato praticamente ingessato fino al 2047. Follia. Eppure, il rischio c’è. Per questo ieri pomeriggio al Senato, parlamentari, imprenditori, esperti e rappresentanti del mondo dell’energia si sono confrontati sulle liberalizzazioni in un convegno promosso da I-Com e Aiget, proprio ora che il ddl Concorrenza approdato lunedì scorso nell’Aula della Camera.

MERCATO LIBERO vs MERCATO TUTELATO

Una legge non certo ricca di quelle lenzuolate che ci si aspettava, citando l’espressione tanto cara a l’ex leader del Pd Pierluigi Bersani, artefice di tre decreti sulle liberalizzazioni, l’ultimo dei quali datato 2007. Ma che comunque fissa al 2018 una prima liberalizzazione del mercato energetico. Ecco perché I-Com-Istituto per la competitività e Aiget, associazione grossisti energia e trader hanno promosso un convegno presso Palazzo Giustiniani per illustrare i vantaggi del ricorso al mercato libero a fronte del freno per l’economia rappresentato dal mercato tutelato, che prevede la fissazione di tariffe energetiche da parte dell’Authority per l’energia, al fine di proteggerle dalle fluttuazioni tipiche invece del mercato libero. Aiget e Icom privilegiano la prima strada, invitando il governo e parlamento a non abbandonarla.

SUPERARE (DEL TUTTO) IL MERCATO TUTELATO

I-Com, istituto presieduto dall’economista Stefano Da Empoli, ha presentato per l’occasione uno studio da cui emerge come in assenza di ulteriori e puntuali interventi del legislatore in materia di apertura del mercato “l’attuale regime di maggior tutela resterebbe in vigore per molti anni a venire”. Tradotto, più liberalizzazioni sull’energia o il mercato italiano rischia di rimanere congelato. Il ddl concorrenza è un primo passo certo, ma secondo i convenuti senza altre misure incisive, al 2038 l’Italia sconterà ancora una bassa concorrenza soprattutto per quanto riguarda le utenze domestiche (acqua, luce e gas nelle abitazioni per intendersi). Ancora peggio potrebbe andare per le imprese e i condomini. In mancanza di un’ulteriore sterzata infatti, il mercato delle utenze energetiche aziendali risulterebbe tutelato e con tariffe fisse fino al 2047, rendendo così difficile agli imprenditori rivolgersi agli operatori attivi nel libero mercato e risparmiare magari qualche soldo. Lo studio ricorda come ad oggi, ricorrendo al mercato libero piuttosto che a quello tutelato, sia possibile risparmiare fino al 6% sulla luce e il 12% sul gas.

L’OPINIONE DI DA EMPOLI

Per il presidente di Icom Da Empoli “è ora di dire basta a una transizione ormai infinita. Il ddl Concorrenza fa bene a calare il sipario individuando finalmente una data per la fine del regime di tutela. Adesso però occorre lavorare perchè nei prossimi due anni siano risolte le criticità che restano, senza prestare scuse a chi rema contro l’apertura del mercato, essenziale non tanto per diminuire i prezzi ma soprattutto per portare innovazione nei servizi energetici di cui il sistema ha bisogno”. Per Michele Governatori, presidente di Aiget, “Se già oggi chiunque voglia può risparmiare in bolletta, sarà ancora più facile quando tutti i clienti parteciperanno al mercato. Certamente bisogna far rispettare le regole e non rimandare i prossimi passi se ciò non avviene”.

I DUBBI DI ZANETTI SUL DDL CONCORRENZA

Se i rappresentanti del mondo dell’energia hanno intravisto nel ddl concorrenza un primo passo verso un mercato più libero, più di un dubbio è stato invece espresso dal sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, che in una recente intervista a Repubblica aveva accusato il governo di essersi piegato alle lobbies e di aver di fatto annacquato il provvedimento. Lo stesso quotidiano aveva pochi giorni prima duramente attaccato il ddl, sottolineando come alla fine di liberalizzazioni ce ne fossero davvero poche, con il risultato di un provvedimento annacquato.

Liberalizzazioni, i consigli di I-Com e Aiget sul mercato energetico

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