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Grazie all’autorizzazione dell’autore, pubblichiamo un primo estratto delle conclusioni di “Requiem per una Europa mai nata”, l’ultimo libro di Giuseppe Guarino, giurista ed ex ministro dell’Industria, già autore del saggio Un saggio di verità sull’Europa e l’euro” (qui gli estratti). Per leggere analisi e commenti di Guarino si può cliccare qui.

Avevamo tutti immaginato che negli anni dal 1957 ad oggi a base del dibattito ci sarebbe stato uno scontro tra ideologie, ad esempio quello dello Stato nazionale contro lo Stato sovranazionale o quello sulla specie dell’organismo da realizzare. Dall’analisi sistemica delle “rotture” ricaviamo che uno scontro c’è stato, ma di tutt’altra natura, tra la tipologia della organizzazione e quella dell’organismo.

L’Unione politica avrebbe comportato la creazione di un organismo. E’ invece prevalsa la organizzazione. Il processo si è prodotto in cinque tappe. L’organismo è prevalso in due (1971 e 1988-1992). L’organizzazione in tre (1957, 1972, 1999). Con la terza l’organismo ha tagliato il traguardo.

Da dati di fatto così sintetizzati, risultano quattro sconvolgenti deduzioni:

a) L’Unione politica, che gli europei avevano sognato, oggetto di nobili ideologie, non è stata mai realizzata;

b) Gli Stati autori dei Trattati o che vi hanno dato adesione, ed il popolo europeo, risultante dalla somma dei popoli degli Stati membri, non hanno avuto alcuna parte nella conformazione dell’Europa concretamente realizzata;

c) Gli Stati europei che nel 1957 erano i primi nel mondo, si collocano agli ultimi posti in una graduatoria basata sul tasso medio di crescita della economia nel decennio 2002-2012;

d) Delle cinque rotture che si sono verificate, la seconda e la quarta non hanno prodotto effetti perché non hanno ricevuto concreta attuazione. Della depressione progressiva e generalizzata della economia europea devono ritenersi quindi responsabili le rotture n. 1, 3, 5. Costituiscono la base della opzione in favore della “organizzazione” e della estromissione dell’organismo, quindi dello Stato;

e) La organizzazione, tuttora presente, si caratterizza come entità duratura. Opererebbe sino a quando non sia stata distrutta o con un qualsiasi fattore la si sia fatta sparire. I popoli europei sarebbero condannati ad ulteriore deperimento se le istituzioni attuali non venissero rimosse.

E’ indispensabile dunque procedere con urgenza. Assegnarsi l’obiettivo della individuazione dei possibili fattori del fenomeno depressivo che ha colpito i popoli europei da più di mezzo secolo, è stata una decisione determinante. Ma il compito non è stato semplice. Si sono dovute formulare ipotesi, svilupparle, verificare ogni volta se fosse quella giusta. Il testo finale reca le conclusioni, non il modo in cui vi si è arrivati. Le conclusioni alle quali sono pervenuto non erano previste, né erano prevedibili.

L’Europa, qual è stata e viene ancora presentata dai titolari degli uffici da essi stessi creati, non corrisponde a quella che gli Stati sovrani ed i popoli europei volevano. Può, anzi deve, essere abbandonata senza rimpianti. “Requiem per una Europa mai nata”. Quella vera non è ancora nata. E’ quella che si andrà a creare.

Perché questa Europa non può funzionare

Grazie all'autorizzazione dell'autore, pubblichiamo un primo estratto delle conclusioni di "Requiem per una Europa mai nata”, l'ultimo libro di Giuseppe Guarino, giurista ed ex ministro dell'Industria, già autore del saggio “Un saggio di verità sull’Europa e l’euro” (qui gli estratti). Per leggere analisi e commenti di Guarino si può cliccare qui. Avevamo tutti immaginato che negli anni dal 1957 ad oggi…

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