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Prima privatizzazione per Alexis Tsipras. Il governo di Atene ha ufficializzato oggi la vendita di 14 aeroporti regionali al consorzio tedesco formato da Fraport e Slentel  per una cifra di 1,23 miliardi di euro.

La decisione apparsa oggi nella Gazzetta ufficiale e ripresa da Mf/Milano Finanza porta le firme del vicepremier Yanis Dragasakis, dei ministri delle Finanze, Euclides Tsakalotos, Economia, Yorgos Stathakis, ed Energia, Panos Skurletis.

L’ACCORDO

La cessione alla società tedesca era già stata approvata dal precedente governo per poi essere bloccata a causa del cambio di governo dello scorso gennaio. Nel novembre dell’anno scorso Fraport era stata dichiarata “investitore privilegiato” per la locazione e la gestione dei 14 aeroporti in collaborazione con il gruppo energetico greco Copelouzos.

Di fatto -notano gli osservatori – rappresenta il primo processo di dismissione dei beni pubblici completato dal governo di Tsipras previsto dal memorandum d’intesa che il governo di Atene ha concordato con i suoi creditori internazionali per ottenere il via libera al programma di aiuti da 86 miliardi di euro.

GLI AEROPORTI CEDUTI

Gli aeroporti ceduti sono quelli di Salonicco, Kavala, Corfù, Zante, Canea, Cefalonia, Aktion, Rodi, Kos, Samos, Mitilene, Mykonos, Santorini e Sciato.
Fraport si è impegnata a investire 330 milioni nei primi quattro anni e 1,4 miliardi nei prossimi 40.

IL COMMENTO DELLA COMMISSIONE UE

“Prendiamo nota delle prime decisioni concrete prese questa mattina, ma aspettiamo di vedere maggiori dettagli”, ha commentato la portavoce della Commissione Ue, Annika Breidthardt, ricordando che il contratto deve essere ancora firmato e l’intesa finalizzata.

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